Coronavirus, Ippocrateshop aderisce all’accordo di responsabilità

In questo momento particolare con l’emergenza Coronavirus in corso, noi di Ippocrateshop sentiamo più forte che mai la responsabilità del nostro ruolo di operatori del settore medicale. Per questo che abbiamo deciso di aderire convintamente all’accordo di responsabilità proposto da Confindustria Dispositivi Medici.

Ed è proprio in questo contesto di diffusione del Coronoavirus e di grande sfida per il settore della salute che noi di Ippocrateshop, al pari di tutte le aziende del settore medicale, siamo chiamati a un ruolo di responsabilità e a fare rete in una situazione difficile dal punto di vista delle risorse economiche e produttive disponibili.

Per questo motivo, ci impegniamo a:

  • Fornire in via prioritaria Protezione civile, NAS e strutture sanitarie in riferimento ai prodotti per la diagnosi e gestione dell’emergenza.
  • Mantenere i prezzi dei dispositivi medici disponibili a livello delle condizioni del mercato precedente l’apertura della crisi, con uno sforzo rispetto ai prodotti di prossima produzione anche in ipotesi di incremento del valore delle materie prime.
  • Rispettare tempi e modalità di consegna dei prodotti oggetto di rapporti contrattuali esistenti.
  • Concentrare la nostra capacità produttiva con prioritizzazione dei beni essenziali alla gestione dell’emergenza.
  • Garantire un costante flusso di informazione verso l’associazione al fine di permettere un coordinamento efficace della gestione della situazione con le istituzioni preposte.

Come ha detto il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Massimiliano Boggetti, “Il settore sta facendo squadra, seguendo le disposizioni organizzative dell’associazione sulla messa in compartecipazione della capacità produttiva…”.

 

Alla scoperta del saturimetro

Perché il saturimetro (o pulsossimetro) è un dispositivo sempre più utilizzato e come ha migliorato la sicurezza dei pazienti

saturimetro

Il saturimetro è un piccolo grande dispositivo medico. Perché, pur apparentemente semplice e di dimensioni ridotte, rappresenta uno strumento essenziale per la misurazione del grado di saturazione di ossigeno.

Che lo si voglia chiamare saturimetro, pulsossimetro oppure ossimetro, questo dispositivo medico consente di valutare la SpO2, ovvero la saturazione di ossigeno dell’emoglobina presente nel sangue arterioso periferico. E, allo stesso tempo, permette di misurare anche la frequenza cardiaca dello stesso paziente.

L’importanza del saturimetro

Già, perché una percentuale di ossigeno nel sangue più bassa della media (tra 95% e 100%) comporta solitamente un aumento dei battiti e, di conseguenza, il rischio di complicazione in pazienti affetti da problemi respiratori o cardiovascolari. Valori compresi tra il 90 e il 95% indicano una lieve ipossia, ovvero la parziale assenza dell’ossigeno. Mentre valori al di sotto del 90% risultano essere patologici e indicano una grave ipossia.

misurare spo2

Ovviamente si tratta di una metodica clinica non invasiva e completamente indolore, ecco perché il pulsossimetro può essere tranquillamente utilizzato su qualsiasi tipo di paziente senza controindicazioni, inclusi bambini e anziani.

Oggi l’ uso del pulsossimetro è diventato uno standard di cura del paziente in molti ambiti clinici, dagli anestesisti in sala operatoria fino alla terapia intensiva. E la sua prima, naturale applicazione fu proprio quella in sala operatoria piuttosto che in terapia intensiva, quando i pazienti, evidentemente, non possono avvertire gli operatori all’eventuale sopraggiungere di difficoltà respiratorie.

Non è un caso che venga utilizzato come prassi in triage. Non a caso, dopo la prima valutazione visiva e la raccolta dati mirata, la fase di accettazione prevede proprio la rilevazione di parametri vitali (tra cui la saturimetria) e il breve esame fisico per l’attribuzione del codice colore al paziente.

Come funziona il saturimetro

saturimetro

Il saturimetro funziona secondo i principi della spettrofotometria ovvero l’assorbimento relativo del “rosso” (assorbito dal sangue deossigenato) e dell’infrarosso (assorbito dal sangue ossigenato) della componente sistolica della forma d’onda di assorbimento è correlato alle saturazioni di ossigeno nel sangue arterioso.

Le misurazioni dell’assorbimento della luce relativa effettuate dai diodi ad emissione luminosa posizionati all’interno dell’ossimetro permettono di calcolare più volte in un secondo i livelli di ossigeno calcola la media delle letture degli ultimi tre secondi.

Possiamo dividere i saturimetri in queste categorie:

  • Saturimetri a dito e palmari

  • Pulsossimetri per il test del cammino

  • Saturimetri per pulsossimetria dinamica notturna

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Se i pulsossimetri da dito sono quelli “tradizionali” utilizzati anche in triange, quelli per test del cammino (noto anche come 6 minutes walking test) servono a misurare la capacità funzionale residua di un paziente ma anche per valutare la capacità di esercizio e il grado di autonomia di un individuo.

L’esecuzione è semplice perché il paziente deve camminare per 6 minuti e lo si monitora attraverso cardiofrequenzimetro e saturimetro. Questo per rilevare la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno del sangue. Questo semplice esame è però molto utile sia in ambito pneumologico che nella riabilitazione cardiorespiratoria.

La pulsossimetria dinamica notturna, nota anche col nome di saturimetria notturna, è una metodica diagnostica per valutare i seguenti parametri:

  • frequenza cardiaca

  • saturazione di ossigeno

  • indice di perfusione

  • curva pletismografica

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Dall’invenzione allo sviluppo del pulsossimetro

Secondo alcune fonti, il calcolo della saturazione arteriosa attraverso la variazione di luce pulsatile è una metodica piuttosto recente, sviluppata nel 1972 dall’ingegnere giapponese della Nihon Kohden, Takuo Aoyagi. Uno studio che gli è valso la medaglia per le innovazioni nella tecnologia sanitaria dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers (IEEE), la più grande organizzazione professionale tecnica mondiale per il progresso della tecnologia a beneficio dell’umanità.

La sua commercializzazione risale a pochi anni più tardi, nel 1978 e gli indubbi vantaggi derivanti dall’uso del saturimetro in ambito medico ha portato ad una sua ampia diffusione già a partire dai primi anni ‘80.

Quello che stupisce, semmai, è che nelle sale operatorie dei paesi in via di sviluppo manchino molti saturimetri, si stima che ci siano al mondo circa 70.000 sale operatorie che ne sono sprovviste.

I saturimetri oggi

saturimetro da dito

Se appare quasi superfluo oggi spiegare come funziona un pulsossimetro, dobbiamo rilevare come le innovazione tecnologiche in ambito medico abbiano reso questi strumenti ancora più comodi per i pazienti ed efficienti per i medici e gli infermieri che li utilizzano.

Oggi i migliori saturimetri a dito sono dotati schermo orientabile a 360 gradi per consentire agli operatori di leggere comodamente i valori da qualsiasi angolazione e i saturimetri palmari professionali hanno trovato ampio utilizzo anche nelle case di cura e negli ambulatori medicali.

Oltre alle dimensioni sempre più ridotte, questi strumenti permettono di rilevare velocmente e in modo estremamente accurato sia SPO2 che frequenza cardiaca in tutti i pazienti, dai neonati agli anziani.

Come registrare correttamente un tracciato ecg con Smart Cardio

Ecco alcuni consigli pratici e veloci per utilizzare al meglio il tuo mini ecg per smartphone Smart Cardio

Registrare correttamente un tracciato ecg con Smart Cardio è facile e veloce. La principale caratteristica del nostro mini ecg per smartphone è proprio la semplicità d’uso e la rapidità nel rilevare il tracciato così da individuare anche le patologie più complesse da diagnosticare grazie alla possibilità di effettuare una registrazione durante l’evento stesso. Bastano davvero pochi, semplici accorgimenti per registrare in 30 secondi un tracciato ecg altamente affidabile e preciso.

Smart Cardio in breve…

Smart Cardio è un mini ecg per smartphone che si collega al tuo smartphone Ios o Android in maniera facile e veloce e, in appena 30 secondi di tempo registra il tracciato elettrocardiografico, permettendoti anche di inviarlo al tuo cardiologo. Vediamo adesso alcuni consigli pratici e veloci per una registrazione ideale…

Prima di tutto

Una volta aperta la app di gestione di Smartcardio gratuita (Aircardio), nella schermata principale, in alto a sinistra, si troverà l’opzione “Registra Ecg” che vi permetterà di effettuare una registrazione. schermata principale applicazione mini ecg smartcardio Cliccando su Registra Ecg e si aprirà una pagina nella quale potrete scegliere il tipo di tracciato ecg da registrare.
  • Controllo del ritmo cardiaco
  • Controllo del segmento ST
  • Analisi HRV della variabilità del battito cardiaco
schermata registrazione smartcardio Una volta selezionato il controllo del ritmo, il mini ecg inizierà automaticamente la registrazione…

L’ambiente ideale per rilevare il tracciato ecg

L’ambiente ideale per effettuare una registrazione con il tuo mini ecg per smartphone Smartcardio è una stanza dotata di un tavolo e di una sedia. Certo, la cosa migliore sarebbe quella di effettuare la rilevazione in un ambiente tranquillo dove potersi concentrare per 30 secondi solo sull’operazione di registrazione del tracciato.

La posizione corretta per la registrazione con Samrt Cardio

smart cardio gomiti appoggiati registrazione corretta tracciato ecg Essere seduti e con i gomiti poggiati comodamente su un tavolo è particolarmente importante perché evita che i muscoli delle braccia effettuino una contrazione concentrica. Meglio ovviamente un tavolo ed una sedia di misura standard perché durante la rilevazione è bene essere comodi senza sforzare inutilmente nemmeno la schiena. La muscolatura del corpo, e in particolar modo quello di braccia, avambracci e spalle, dev’essere completamente rilassata. Appoggiare completamente la superficie interna dei propri indici sugli elettrodi di registrazione. Non è necessario stringere il mini ecg tra le mani. Come noterete subito, il dispositivo per la telemedicina Smar Cardio è estremamente piccolo e leggero (pesa solo 33 grammi ed è spesso solo 7 millimetri). Quindi, tenerlo tra le proprie mani non comporterà alcuno sforzo e si potrà fare ancora più semplicemente con un solido punto d’appoggio come un tavolo.

Cosa non si deve fare

Ecco rappresentata chiaramente la posizione scorretta per utilizzare il mini ecg per smarphone che potrebbe compromettere la corretta registrazione… smart cardio gomiti alzati regisreazione non corretta trcciato ecg Tra le cose da NON fare assolutamente durante la registrazione:
  • Assumere posizioni scomode
  • causare tensione alla muscolatura del corpo
  • Alzarsi dalla sedia
  • tenere i gomiti alzati
  • esercitare con troppa pressione sugli elettrodi
  • muovere le dita spostandole dagli elettrodi di registrazione
Insomma, per una corretta registrazione del tracciato ecg con Smart Cardio, il consiglio migliore è quello di mettersi comodi e rilassarsi. Al resto penserà questo piccolo ma potente dispositivo per la telecardiologia… Per comprendere al meglio quanto sia facile effettuare una registrazione di un tracciato ecg con Smart Cardio basta guardare questo breve video…

Spirometri portatili a confronto: Spirolab New vs Pony Fx vs Spirolab III

Una comparazione fra tre degli spirometri portatili più venduti ed apprezzati dai medici. Apparecchi prodotti dai migliori brand del settore come Mir e Cosmed che abbiamo testato per voi…

Una sfida tra spirometri

Mir Spirolab New, Cosmed Pony Fx o Mir Spirolab III quale spirometro compare? Nomi molto noti tra i professionisti, perché si tratta probabilmente dei tre spirometri portatili di maggior successo degli ultimi anni. Ma qual è il migliore?

Diciamo subito che noi abbiamo effettuato questo test non per stabilire quale sia lo spirometro migliore in assoluto, ma per provare tutte le principali funzioni di questi strumenti e farvi un resoconto delle nostre impressioni.

Abbiamo effettuato prove pratiche di spirometria lenta e forzata, ma abbiamo anche testato il software in dotazione, la durata della batteria, l’usabilità complessiva e la funzionalità dei display e molto altro ancora…

Wow, potremmo definirla sfida che “ci ha tenuti col fiato sospeso”. Scherzi a parte, si è trattata di una prova che ci ha portati ad esaminare questi spirometri portatili sotto vari aspetti, tecnici ma anche pratici.

Più che uno spirometro migliore, tocca a voi scegliere quello ideale per le vostre esigenze.

E adesso, che la sfida tra gli spirometri portatili abbia inizio…

Pregi principali

  • Pony Fx: Design moderno e funzionale, ottimo software in dotazione, affidabilità degli algoritmi interni. Il Cosmed Pony Fx è uno spirometro che non passa certo inosservato.
  • Spirolab III: tastiera alfanumerica e grande affidabilità: nonostante sia lo spirometro meno recente dei tre e nonostante il lancio dello Spirolab New Touchscreen, Mir mantiene la produzione di questo apparecchio. E scopriremo il perché.
  • Spirolab New Touchscreen: è il più moderno, dotato di una tastiera touchscreen davvero comoda e funzionale e dello schermo più grande rispetto ai due concorrenti.

Design e dimensioni

  1. Spirolab New Touchscreen: in fatto di design è senz’altro lo spirometro migliore anche perché è il più moderno e il grande schermo touchscreen che domina una base bianca dallo stile minimal è una scelta davvero azzeccata. Pesa 1450 g. qualcosa in più rispetto al Pony Fx ma le sue dimensioni sono leggermente più compatte: 220x210x51mm.
  2. Pony Fx: è il più leggero dei tre con soli 1200 g. di peso ed è dotato di un design gradevole ed innovativo. Particolarmente interessante la scelta dello sportello per la stampa nella parte inferiore dello spirometro. E’ l’unico dei tre ad averla e lo rende decisamente compatto e versatile. Le sue dimensioni sono: 198x238x76mm.
  3. Spirolab III: Sull’ultimo gradino del podio in termini di design e dimensioni perché gli anni si fanno sentire così come il peso: 1900 g. Il design è comunque gradevole così come la scelta cromatica. Misura 310x210x65 ed è indubbiamente il più grande e pesante ma con una caratteristica unica, lo sportellino apribile sotto la stampante ideale per riporre turbina e flow meter ed impedire che prendano polvere.

Display

mir spirolab new touchscreen display

  1. Spirolab New Touchscreen: non poteva essere altrimenti che in fatto di display la sfida fosse vinta dallo Spirolab New Touchscreen. Lo schermo touchscreen da 7 pollici e il contrasto sono eccezionali per la lettura delle curve flusso-volume e la scelta dei colori è davvero pratica per una refertazione rapida e precisa.
  2. Mir Spirolab III: Schermo Fstn da 320×240 px grande e ben leggibile. I colori scelti sono molto utili per una lettura degli esami e dei valori spirometrici veloce e senza affaticare troppo la vista. L’interpretazione delle curve flusso/volume risulta agevole e immediata ma non ha la praticità del touchscreen
  3. Pony Fx: schermo da 320×240 px simile a quello dello Spirolab 3 ma quello che penalizza il Pony Fx rispetto ai concorrenti è una scelta cromatica non troppo funzionale per la diagnostica. Dalle nostre prove risulta una lettura e interpretazione dei test un pizzico meno immediata rispetto al New Touchscreen e allo Spriolab 3.

Processore e Database interno

  1. Spirolab New Touchscreen: ancora una volta trionfa sia per la praticità del software che vedremo poi nell’esecuzione di test di spirometria lenta e forzata sia per il database che può contenere fino a 10.000  test. Insomma, non avrete mai bisogno di un backup, questo è certo, ma la forza dello Spirolab New Touchscreen sta anche in un processore che permette di passare da una schermata all’altra in modo rapido, senza rallentamenti o errori di visualizzazione. Anzi, proprio la visualizzazione risulta essere uno degli aspetti più curati.
  2. Spirolab III: Può contenere fino a 6.000 esami, quindi lo spazio a disposizione è davvero tanto anche se inferiore rispetto al New Touchscreen. La schermata d’esame risulta particolarmente dettagliata e l’indicatore sonoro che supporta l’esecuzione dell’esame è molto utile. Il processore permette di accedere al database e di richiamare gli esami in modo semplice.
  3. Pony Fx: 300 pazienti per 600 test. La capienza del database è senz’altro il tallone d’Achille di questo spirometro rispetto agli altri due. Intendiamoci, il processore e l’interfaccia sono ottimi per svolgere un esame in pochi passaggi e refertarlo in maniera altrettanto pratica, ma lo spazio a disposizione è troppo inferiore rispetto ai competitors.

Durata della batteria

cosmed pony fx

In questo test, il Mir Spirolab 3, il cosmed Pony Fx e lo Spirolab New Touchscreen praticamente si equivalgono. Non si apprezzano differenze sostanziali e tutti e tre gli spirometri portatili sono in grado di effettuare dai 15 ai 20 test giornalieri.

Se proprio dovessimo indicare una mini classifica, propenderemmo per il Cosmed Pony Fx che sembra avere un’autonomia leggermente maggiore dovuta al contrasto dello schermo. L’alto contrasto dello Spirolab III e il touchscreen dello Spirolab New comportano un consumo energetico della batteria leggermente superiore rispetto al Pony Fx.

Alla luce delle prove effettuate possiamo definire i tre strumenti realmente portatili.

Software in dotazione

mir spirolab 3

  1. Spirolab III e New Touchscreen: primo posto ex aequo per Mir Spirolab 3 e Mir Spirolab New Touchscreen. Merito di Winspiro Pro, il software in dotazione che montano e che risulta semplicissimo da installare, stabile ed abbastanza intuitivo. L’unica piccola pecca è rappresentata dal fatto che per l’esecuzione dell’esame non è poi così lineare dal momento che dopo aver inserito i dati del paziente bisogna richiamare di nuovo l’esame. A parte questo, la stampa è ben dettagliata e veloce e l’incentivo pediatrico è davvero utile.
  2. Pony Fx: Omnia, il software in dotazione con il Cosmed Pony Fx è molto intuitivo e anche più dettagliato rispetto al Winspiro Pro Mir, ma è più complesso da installare e, a volte, crea qualche piccolo conflitto con i dll di Windows (comunque risolvibile). Al di là di queste piccole pecche, il software Cosmed è comunque migliore per semplicità rispetto alla concorrenza.

Costi di utilizzo

I costi di utilizzo degli spirometri portatili Cosmed Pony Fx, Mir Spirolab III e Mir Spirolab New Touchscreen sono praticamente identici. Il prezzo ad esame spirometrico è sostanzialmente uguale così come quello dei boccagli ed aumenta solo con l’utilizzo di filtro antivirale e antibatterico.

Anche in questo caso, se dovessimo sbilanciarci, propenderemmo per il Cosmed Pony Fx che ha costi leggermente inferiori per i pezzi di ricambio, basta notare il costo della turbina per pony fx che potete acquistare sul nostro eshop a 136 Euro e della batteria ricaricabile in rapporto a quelle dello Spirolab III e dello Spirolab New (309 euro + Iva per la turbina per Spirolab e 124 euro + Iva per la batteria per gli spirometri Mir sono costi abbastanza elevati)

Usabilità

  1. Spirolab New Touchscreen: la comodità della tastiera touchscreen è un plus che non teme confronti rispetto agli altri due spirometri di questa “sfida”. Questa funzione permette una usabilità davvero massima e anche la scelta grafica delle icone e delle opzioni rende tutto più semplice.
  2. Spirolab III: la tastiera alfanumerica è perfetta. I tasti sono ben distanziati e di facile pressione e offrono perfino la possibilità di richiamare un esame semplicemente schiacciando tasti dedicati come FVC, VC e altri.
  3. Cosmed Pony Fx: La tastiera è essenziale, ma dai nostri test è emersa la scarsa funzionalità di abbinare numeri e lettere negli stessi tasti, una scelta che va a discapito dell’usabilità dello spirometro, specie in fase di registrazione dei dati del paziente.

Inserimento dati del paziente

  1.  Spirolab new touchscreen: anche nell’inserimento dell’anagrafica paziente lo spirometro portatile di Mir con touchscreen risulta essere il migliore. Velocissima ed intuitiva la tastiera digitale e le icone ci guidano in modo perfetto all’interno del software di gestione dei dati. Sarà l’abitudine all’utilizzo dei cellulari senza tastiera fisica (Iphone e Galaxy su tutti) ma anche al primo contatto Mir Spirolab New risulta facile e sembra di utilizzarlo da una vita.
  2. Spirolab III: Passare dal nuovo arrivato in casa Mir al sempreverde Spirolab III sembra di fare un ritorno al passsato, nonostante questo la tastiera alfanumerica è precisa, i tasti sono ben posizionati e con la giusta spaziatura. Costruiti in gomma morbida sono facili da pulire e resistenti, purtroppo la metodologia di inserimento dei dati anagrafici non è velocissima come nel suo successore anche se c’è tutto: ID, altezza, peso, razza e medico associato in caso siate più di un medico ad utilizzarlo
  3. Pony FX: la schermata di inserimento dei dati del paziente è ben strutturata, i dati da inserire ci sono tutti e sono ben dettagliati purtroppo la tastiera con numeri e lettere associate rallenta notevolmente la procedura. Sembra di tornare ai vecchi Nokia 3310 dove per inserire la C dovevi passare il numero 1, A, B e fermarti quando compariva la C. Insomma, a nostro parere un metodo un po’ datato

Esecuzione Test spirometria Forzata (FVC)

Dal punto di vista dell’attendibilità e della riproducibilità dei dati analizzati possiamo affermare che tutti e tre sono ottimi spirometri. La FEV1 ed FVC risultanti dopo la manovra di spirometria forzata fatte con questi 3 dispositivi non si discosta più del 3% da quella effettuata con uno spirometro con flussimetro di massa Vmax. Potete essere dunque certi che i vostri esami saranno verosimili e non fornirete al paziente dati sovra o sottostimati.

Le differenze sostanziali tra le FEV1 ed FVC valutate dai 3 spirometri portatili non sono a livello numerico ma di rappresentazione grafica del dato e qui di seguito cercheremo di analizzarla.

  1. Spirolab New Touchscreen: Probabilmente lo spirometro portatile più dettagliato tra i 3, ottima la schermata in tempo reale dell’esame con una curva flusso/volume che procede senza scatti e tentennamenti ed un grafico con Volume/Tempo utilissimo per capire quanto il paziente sia realmente collaborante. La schermata post-test risultante è sicuramente la più dettagliata dove, oltre alla capacità vitale forzata ed il Fev1 vengono riportate Pef e Fev1/FVC ed un indicatore a semaforo ben curato che valuta il grado di ostruzione e restrizione ed una interpretazione automatica (ovviamente sommaria) della spirometria.
    FVC fatta con spirometro portatile Mir spirolab new touchscreen
    FVC fatta con spirometro portatile Mir spirolab new touchscreen

     

  2. Spirolab III: la schermata in tempo reale dell’esame è occupata interamente dalla curva flusso volume ed un comodo indicatore acustico ci avvisa quando l’espirazione può essere considerata sufficientemente lunga ed adeguata per i parametri ATS/ERS. La schermata post esame, invece, mostra la curva flusso/volume risultante ed i parametri necessari per una valutazione (FVC-FEV1-FEV1/FVC). Anche nello Spirolab III troviamo un indicatore a semaforo, meno dettagliato di quello dello Spirolab New ma comunque efficace. Tutto sommato, nonostante sia più piatto e meno dettagliato del suo successore, il test di spirometria forzata con Spirolab III risulta semplice da effettuare e ben strutturato.
    Spirometria forzata FVC fatta con mir spirolab III
    Spirometria forzata FVC fatta con mir spirolab III

     

  3. Cosmed Pony FX: la schermata in tempo reale del test di spirometria forzata del pony Fx è la più essenziale tra i tre spirometri portatili presi in esame, grafici neri su sfondo bianco. Nonostante questo, presenta 2 tipologie di grafici (come Spirolab New), il classico flusso/volume ed un utile Volume/tempo, parametro che manca allo Spirolab III. La schermata post-test, anch’essa essenziale e minimalista, riporta i dati più utili ai fini di una interpretazione ottimale dell’esame. Non c’è l’indicatore a semaforo presente negli spirometri di Mir ma non ne abbiamo sentito più di tanto la mancanza. Abbiamo trovato molto utile invece l’indicatore di riproducibilità del test secondo i parametri ATS/ERS. In definitiva, pur aderendo alla filosofia less is more tipica del decennio passato, eseguire una spirometria forzata con Cosmed Pony Fx è semplice e la lettura dei valori è sempre a portata di mano, cosa che a noi sembra più che sufficiente.
    test spirometria forzata FVC con cosmed pony fx
    test spirometria forzata FVC con cosmed pony fx

    In definitiva, per quanto Spirolab New Touchscreen abbia un’interfaccia esame dettagliata e colorata al punto giusto, con una grafica più attuale e sofisticata, Cosmed Pony FX e Mir Spirolab III non hanno nulla da invidiare al giovane spirometro.

 

Esecuzione Test Spirometria Lenta (VC)

  1.  Cosmed Pony Fx: forse il migliore dei tre spirometri portatili per l’esecuzione della spirometria lenta, come potete notare dal video non ha l’interfaccia perfettamente curata di spirolab new e la quantità di dati in post esame di spirolab III ma risulta il più fluido. La turbina sembra un tutt’uno con il software, al minimo accenno di volume corrente c’è una risposta video immediata. E’ un po’ scarna la schermata post test con i soli valori di Capacità vitale, IVC ed ERV riportati ma in pratica ha tutto ciò che ci serve. Ne più ne meno.
  2. Spirolab New Touchscreen: come sempre la schermata è quella graficamente più accattivante e meglio costruita. Esame e post esame sono senza soluzione di continuità e i valori riportati a fine test di spirometria lenta sono tanti e dettagliati (VC, IC, ERV, VE, RR, TV e molti altri che si possono aggiungere a piacimento). Abbiamo riscontrato una lieve macchinosità durante il test con qualche rallentamento movimento della turbina-rappresentazione grafica, sia chiaro, ciò non influisce sulla validità del test ma ci aspettiamo la perfezione dallo spirometro portatile più moderno in commercio.
  3. Spirolab III: Meno dettagliato in pre e post esame di Spirolab New Touchscreen e meno fluido del Cosmed Pony Fx. Nonostante questo, l’esame di spirometria lenta effettuato con Spirolab III risulta abbastanza completo sia in fase di test in tempo reale che in fase di post acquisizione dei dati e di valutazione.

Prezzi

I prezzi degli spirometri portatili presi in esame riflettono più o meno la cronologia di presentazione dei dispositivi sul mercato. Andiamo dal più economico Cosmed Pony FX al più caro Spirolab New Touchscreen passando dall’ottimo compromesso qualità/prezzo di spirolab III.

  1. Cosmed Pony FX: Viene venduto sul nostro eshop a 1500 Euro + Iva con 3000 boccagli in omaggio. Pony FX è il più economico tra i 3 spirometri portatili ma è anche il più essenziale. Non ha fronzoli, nessun cassettino o schermo con apertura a sportello come Spirolab III e graficamente lineare, nero su sfondo bianco; niente a che vedere con la cura di Spirolab New. Ciò nonostante,  è ancora uno degli spirometri più venduti e i prezzi dei pezzi di ricambio consentono di spendere poco per la manutenzione e l’assistenza tecnica.
  2. Spirolab III: il prezzo di Spirolab III è di 1690 Euro + IVA con 3000 boccagli. Costa un po’ di più rispetto al Cosmed Pony Fx ma il prezzo è giustificato dalla maggior cura dei dettagli: tastiera più comoda con richiamo esame diretto, schermo richiudibile per evitare graffi, cassetto per riporre turbina e lettore mini flowmeter. Certo, messo a confronto di Spirolab New, nuovo arrivato in casa Mir, lo Spirolab III paga lo scotto degli anni, ma i continui aggiornamenti e migliorie fanno sì che acquistando questo spirometro avrete un compagno di esami sempre affidabile.
  3. Spirolab New Touchscreen: il nuovo Spirolab è il più caro dei tre, viene venduto a 1750 Euro con 3500 boccagli in omaggio, ma vale davvero il suo prezzo. Lo schermo touchscreen è preciso e sensibile al punto giusto, non capita mai di dover schiacciare 2 volte il tasto digitale. Il design è arrotondato ed essenziale e le schermate d’esame sono graficamente ineccepibili, ottima la scelta dei colori e delle icone. Uno spirometro moderno ed attuale. Nell’era degli iphone e degli smartphone in generale era il momento che ci fosse un’evoluzione anche nel campo della spirometria portatile.