Coronavirus: una sfida per la telemedicina

Oggi medici di famiglia, ambulatori e strutture specialistiche devono gestire pazienti confinati a casa, la telemedicina può fare molto

La pandemia del nuovo SARS-CoV-2 sta mettendo in difficoltà il nostro sistema sanitario. I medici, gli infermieri e il personale degli ospedali sono messi a dura prova. Questa è sicuramente la sfida principale che ci troviamo ad affrontare nel mondo della medicina ma non è l’unica.

In questo momento molti medici di famiglia, ambulatori e strutture specialistiche si trovano ad avere molti pazienti confinati nelle loro abitazioni. Non sono in grado di visitarli tutti a domicilio, sia per mancanza di tempo che per evitare il diffondersi dei contagi. Questa è una grande problematica ma è una sfida che non deve necessariamente coglierci impreparati. Esistono molti strumenti che possono venirci in aiuto. Questo è sicuramente il momento in cui la telemedicina, di cui parliamo ormai da anni, può rivelarsi davvero utile.

Che cos’è la telemedicina?

Telemedicina

La telemedicina è un concetto ampio. Include tutti quelli strumenti e quelle attività che permettono al medico di “visitare” il paziente a distanza. In caso di telemedicina non ci potrà essere una visita svolta di persona e quindi gli strumenti da utilizzare per valutare lo stato di salute del paziente devono essere strumenti piccoli, facili da utilizzare e i cui risultati siano facilmente condivisibili. Molti strumenti utilizzabili nella medicina a distanza sono già digitali e quindi permettono la condivisione online (via e-mail, whatsApp, messaggi ecc.) degli esami effettuati per la misurazione dei parametri interessati.

Vediamo quali sono gli strumenti che potrebbero rivelarsi utili per visitare pazienti in quarantena o isolamento che necessitano di controlli dei parametri vitali e di altre cure specialistiche.

Saturimetro

Il saturimetro è uno strumento davvero facile da utilizzare, piccolo e immediato, può essere comodamente utilizzato dal paziente in autonomia. Il saturimetro è un dispositivo medicale che identifica la percentuale di ossigeno presente nell’emoglobina. Si applica con semplicità al dito e funziona automaticamente, i risultati del test compaiono sul display e possono essere comunicati al medico che avrà così un quadro della funzione respiratoria del paziente. Dato molto utile per conoscere il progredire di una malattia respiratoria, incluso COVID-19. 

Saturimetro da dito
Saturimetro da dito € 30 + iva

Il mini ecg SmartCardio

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Mini ecg Smartcardio 190 € + iva

Fra i pazienti che non possono lasciare la propria abitazione ma che potrebbero avere bisogno di cure ci sono sicuramente i pazienti cardiopatici. Il rapporto fra cardiologo e pazienti potrebbe essere facilitato da un dispositivo in vendita ormai da diverso tempo su Ippocrateshop: Smartcardio.

Lo Smartcardio è un mini ecg che registra 30 sec di elettrocardiogramma e permette l’invio del tracciato al proprio medico. Il tutto in pochi clic tramite un App disponibile per Android e Ios e in soli 2 minuti. Il mini ecg Smartcardio semplifica il lavoro del cardiologo a distanza e tranquillizza il paziente sapendo che il suo cuore è sempre controllato.

 

Il misuratore del picco di flusso Smartpeak flow

MISURATORE DI PICCO DI FLUSSO DIGITALE PER SMARTPHONE ANDROID E APPLE SMART PEAKFLOW
Misuratore digitale del picco di flusso SmartPeak flow 49 € + iva

I pazienti asmatici e con altre problematiche respiratorie sicuramente hanno bisogno di cure continuative e se queste devono essere interrotte a causa dell’isolamento forzato esiste un piccolo apparecchio digitale che può venire in aiuto di allergologi e pneumologi: SmartPeak Flow.

Smartpeak flow misura, registra e crea grafici di tutte le analisi della PEF che il paziente può comodamente effettuare in qualsiasi momento. Basta scaricare l’app sia per IOS che per Android, collegare SmartPeak flow al jack del telefonino e soffiare. I risultati e i grafici si possono condividere con il medico in qualsiasi momento online tramite email, messaggio o whatsApp.

AiBP il misuratore di pressione per smartphone

Air BP misuratore della pressione per smartphone
AirBP il misuratore di pressione per smatphone 50 € + iva

La misurazione della pressione e dei battiti è un dato necessario per il medico durante una visita. Anche in questo caso la tecnologia ci viene incontro con un misuratore per la pressione digitale. Grazie a un’app disponibile su Android e Apple che guiderà il paziente passo passo in pochi minuti si avrà un risultato affidabile riguardo lo stato della pressione arteriosa del paziente che potrà essere condiviso con il medico sia via email che con WhatsApp e messaggi.

Servizi di telerefertazione

La difficoltà nello spostarsi non riguarda però solo i pazienti, questa può intaccare anche la coomunicazione fra medici. Ecco quindi che anche lo scambio di informazioni fra specialistici potrebbe doversi svolgere online. Importante ad esempio potrebbe essere un servizio come quello offerto da Ippocrateshop di refertazione ecg a distanza.

Acquistando un pacchetto di refertazione ecg a distanza per Smartcardio non solo sarà possibile farsi inviare i tracciati ecg dal proprio paziente se necessario, ma anche inviarli a un centro di refertazione per avere una diagnosi certa da specialisti cardiologi.

refertazione ecg a distanza
10 refertazione ecg con smartcardio a distanza 120 € + iva

L’impegno di Ippocrateshop non si ferma

Le situazioni di emergenza causano problemi ma sono anche stimoli per trovare nuove soluzioni. Ippocrateshop è a vostra disposizione per aiutarvi e consigliarvi riguardo a qualsiasi evenienza. Oltre ad aver aderito all’accordo di responsabilità proposto da Confindustria Dispositivi medici, dovete sapere che le nostre consegne non si fermano, sono rapide e veloci anche in questa situazione. E vengono effettuate in tutta Italia.

Siamo da sempre grandi sostenitori della telemedicina e della medicina digitale e siamo più che felici di poter condividere con voi le nostre competenze.

Dove acquistare uno stetoscopio e quale stetoscopio scegliere? Una guida completa all’acquisto.

Lo stetoscopio è uno strumento indispensabile per il medico, per gli infermieri, i soccorritori, gli specializzandi e gli studenti di medicina. Tutte le professioni sanitarie nel corso della loro carriera si avvalgono di uno stetoscopio.Ma acquistare uno stetoscopio e quale stetoscopio scegliere sono decisioni difficili da prendere.

Il prezzo di uno stetoscopio può andare dai pochi euro fino a quasi 400 €. Lo stetoscopio poi non si trova certo con facilità in tutti i negozi. Occorre rivolgersi ad aziende specializzate poiché si tratta di uno strumento certificato medicale. Se ne possono però anche trovare moltissimi online.

Anche il nome stesso dello stetoscopio sembra variare in base ai modelli nonostante si tratti sempre apparentemente dello stesso tipo di strumento. Troviamo infatti: stetoscopi o fonendoscopi oppure stetofonendoscopi. E poi stetoscopi elettrici, stetoscopi digitali, stetoscopi cardiologici, ecc. Con questo articolo vogliamo fare un po’ di chiarezza e creare una guida per orientarsi nella difficile scelta dello stetoscopio migliore per voi.

Stetofonendoscopio MDF su Ippocrateshop

Stetoscopio e fonendoscopio?

Il fondendoscopio o fonendo è uno strumento utilizzato per l’auscultazione delle visceri in generale mentre lo stetoscopio è creato per l’auscultazione dei suoni del torace. I due strumenti sono realizzati con due campane diverse: lo stetoscopio ha una campana più larga che riesce a percepire i suoni più acuti, la campana del fonendoscopio invece è più piccola e si utilizza per suoni più bassi e acuti, più difficili da cogliere.

Moltissimi strumenti per l’auscultazione, potremmo dire la maggior parte, sono dotati di entrambe le campane e vengono quindi tecnicamente definiti stetofonendoscopi. In generale per uso comune ci si continua a riferire agli stetofonendoscopi con il termine stetoscopi.

Altre tipologie di stetoscopi si basano sulle differenze nella trasmissione del suono, si parla quindi di stetoscopi acustici e stetoscopi elettronici. Lo stetoscopio acustico è quello tradizionale dove il suono viene trasmesso dalla pelle a contatto con la campana alle orecchie del medico attraverso dei canali contenenti aria, ovvero i due tubi, che terminano con il padiglione acustico e le orecchiette. Un altro tipo di stetoscopio è invece quello elettronico che normalmente funziona tramite un microfono che dal petto del paziente porta i suoni alle orecchie del medico amplificandoli. Fra i vari modelli lo stetoscopio acustico è sicuramente il più utilizzato e conosciuto. Quest’ultimo garantisce un migliore isolamento dagli ambienti esterni, è vero però che i suoni arrivano al medico più bassi e quindi spesso la diagnosi può essere più complicata. Con lo stetoscopio acustico ci vogliono allenamento e conoscenze.

Dove acquistare uno stetoscopio?

Lo stetoscopio è uno strumento medicale e come tale deve essere certificato, registrato e deve essere al passo con tutti gli standard del paese in cui viene commercializzato.

I migliori brand di stetoscopi

Se state decidendo dove acquistare uno stetoscopio il nostro consiglio è di orientarvi su brand seri e conosciuti con una lunga storia di qualità alle spalle. Ecco quali sono secondo noi i migliori brand di produzione di stetoscopi:

  • MDF Instruments: azienda americana fondata nel 1971 e specializzata nella creazione di sfigmomanometri e soprattutto stetoscopi. Si tratta di un’azienda molto conosciuta ed affidabile con un’ottima selezione e varietà di prezzi, caratteristiche e colori e adempiente a tutti i più alti standard di produzione e di controllo qualità europei e statunitensi: CE, ISO, EN, MC, TÜV e REACH. Ippocrateshop ha scelto proprio di distributire i prodotti di questo brand per il loro rapporto qualità-prezzo, per la trasparenza dell’azienda e il suo impegno nel sociale.
  • Littmann: azienda fra le più conosciute e amate, nata nel 1967 grazie al dr. Littmann, cardiologo e professore ad Harvard. La gamma di stetoscopi Littmann è ampia e di elevatissima qualità. Sono stati i primi stetoscopi dotati di diaframma e di doppia testina così come i primi stetoscopi leggeri ed ergonomici, da quella rivoluzione non molto è cambiato.
  • Erka: azienda tedesca nata nel 1889, azienda di familgia con la passione per i prodotti elettromedicali e una lunghissima storia di eccellenza alle spalle. Gli stetoscopi di Erka sono di ottima fattura, solidi, resistenti e di qualità.

Negozi dove trovare uno stetoscopio 

Per quanto riguarda il dove effettuare l’acquisto vero e proprio invece le scelte sono due: potete recarvi in alcune farmacie o in negozi di articoli sanitari che vendono articoli ortopedici come stampelle, busti e carrozzine e che spesso hanno anche una piccola selezione di stetoscopi. Oppure se volete avere più scelta potete cercare online. In questo caso vi consigliamo di affidarvi a siti specializzati nella vendita di apparecchiature medicali online che saranno in grado di fornirvi assistenza tecnica qualificata e in caso di necessità anche riparazioni. Su Ippocrateshop trovate una scelta di modelli mdf instruments che se registrati sul sito del brand godranno di garanzia e parti sotstitutive gratuite a vita.

Stetoscopio mdf acoustica oro rosa e bianco

Quale stetoscopio acquistare?

Veniamo ora alla domanda essenziale: quale stetoscopio acquistare? La scelta dello stetoscopio da utilizzare nella propria professione medica dipende da diversi fattori che analizzati e combinati vi aiuteranno nella scelta dello stetoscopio perfetto.

Stetoscopio prezzo

I prezzi degli stetoscopi possono davvero confondere le idee a un possibile acquirente, questi infatti variano da pochi euro fino ad arrivare ad alcuni stetoscopi digitale che raggiungono quasi i 400 €. Avere in mente un budget per il proprio stetoscopio è quindi importante e consigliamo di deciderlo in base a come userete il vostro stetoscopio: lo userete tutti i giorni più volte al giorno? Lo userete solo saltuariamente? Fate visite generiche? Visite cardiologiche? In base alle risposte a queste domande vi sarà facile capire quale budget spendere per il vostro stetoscopio. Tenete conto che un buon rapporto qualità-prezzo è comunque possibile, non è sempre necessario spendere cifre da capogiro.

Caratteristiche dello stetoscopio

Le caratteristiche di cui tenere conto nella scelta di uno stetoscopio sono:

  • Leggerezza e comodità: questa dovrà essere elevata se ad esempio portate tutto il giorno il vostro stetoscopio intorno al collo
  • Livello di auscultazione: questa dipende dai materiali e sicuramente il prezzo ne è un buon indicatore, più pregiati sono i materiali e la manifattura maggiore sarà la qualità dell’auscultazione.
  • Resistenza: questa è particolarmente importante in base all’uso che si fa dello stetoscopio. Se utilizzerete lo strumento solo con calma nel vostro studio riponendolo nella sua custodia al termine di ogni visita la sua resistenza ad urti e cadute sicuramente sarà meno importante rispetto a quella per lo stetoscopio di un soccorritore che viaggia tutto il giorno in ambulanza.
  • Pazienti: importante sarà tener conto dei vostri pazienti, per bambini e neonati infatti esistono testine di dimensioni differenti e molti stetoscopi sono dotati di testine intercambiali in base all’età del paziente.

 

Scegliere uno stetoscopio

Una volta valutate la priorità e l’importanza che ognuna di queste caratteristiche riveste nella scelta del vostro stetoscopio, e una volta scelto il brand che volete acqustare, non vi resterà che valutare i vari modelli confrontandoli con il vostro budget e concludere l’acquisto.

Noi di Ippocrateshop abbiamo deciso di rendere più semplice questo confronto grazie a una tabella dei vari modelli in vendita sul nostro sito ai quali abbiamo dato un punteggio per tutte le caratteristiche e indicato la presenza di eventuali funzionalità.

tabella confronto stetoscopi mdf

Stetoscopio: icona per i medici

Stetoscopio d'oro

Come e perché lo stetoscopio è diventato lo strumento simbolo delle professioni mediche?

“Scusi, lei è un medico?” chiede la hostess a un passeggero che prontamente si alza dal suo posto sull’aereo e risponde qualcosa come: “Sì, da cosa l’ha capito?”. Questo medico, interpretato dal celebre attore comico Leslie Nielsen ne “L’aereo più pazzo del mondo” stava leggendo un libro con, alle orecchie, il suo stetoscopio. O meglio stetofonedoscopio.

leslie nielsen ne l'aereo più pazzo del mondo con uno stetoscopio

Stetoscopio: un’icona per i medici

Già, perché se c’è uno strumento che identifica più di tutti, a livello iconografico, la figura del medico, questo è lo stetoscopio. Di tutti i dispositivi che ogni giorno i professionisti della medicina utilizzano, questo è, per qualche ragione, quello che nell’immaginario comune è rimasto maggiormente impresso.

Non c’è foto, film o serie tv che non sia “caduta” prima o poi nella rappresentazione di un medico con camice bianco e azzurro e stetoscopio al collo. Quasi uno stereotipo da tanto è inflazionata.

 

Perché questa rappresentazione?

 

I motivi potrebbero essere tanti e diversi. Certamente, il fatto che si tratti di uno strumento quasi “wereable” vale a dire che medici e infermieri indossano quotidianamente sopra il proprio camice, lo rende perfetto come “icona sanitaria”. Ma forse, la ragione principale è che, fin da bambini, i primi approcci con i medici di base sono quelli che riguardano visite di controllo durante le quali i dottori, poggiano la fredda testina dello stetoscopio sulla schiena dei bimbi per “catturare” i suoni che provengono dal nostro torace.

dottoressa con stetoscopio

I componenti dello stetoscopio

E dire, che lo stetoscopio è, apparentemente, uno strumento piuttosto semplice, formato da:

 

  • olivette auricolari
  • archetto auricolare
  • archetto biarucolare
  • tubo
  • connettore
  • membrana
  • testina

 

L’obiettivo è catturare i suoni che provengono dall’organismo ad alta e a bassa frequenza escludendo ogni interferenza di rumori esterni. Ma per quanto “semplici”, non tutti gli stetoscopi sono uguali e, nei prossimi articoli vedremo alcune differenza con dei paragoni pratici fra strumenti diversi.

 

Storia dello stetoscopio: la verità fra tre leggende

Ma chi è il padre dello stetoscopio? Ad inventarlo fu il medico francese René-Théophile-Hyacinthe Laennec nel 1816. E come nacque l’idea? In realtà esistono tre leggende sull’ispirazione che portò all’invenzione dello stetoscopio. Noi ve le raccontiamo tutte e tre, voi scegliete quella che vi convince (o semplicemente vi piace) di più po’…

  • La prima leggenda narra che, durante l’auscultazione di un paziente obeso, che normalmente avveniva soltanto poggiando l’orecchio del medico, gli strati di adipe abbiano impedito il corretto svolgimento del test e così, per ovviare al problema, il medico abbia arrotolato un quaderno sul quale appuntava le sue note al fine di percepire meglio i battiti cardiaci del paziente.
  • La seconda leggenda, invece. racconta invece dell’imbarazzo del medico nel dover appoggiare l’orecchio sul petto di una sua paziente molto giovane per ascoltarne il cuore e dell’utilizzo di un quaderno arrotolato per questo motivo.
  • La terza e ultima leggenda narra che vedendo alcuni ragazzini giocare con una canna vuota ascoltandone le capacità di amplificazione del suono, Laennac intuì le potenzialità e creò il primo stetoscopio di legno.

Quella che accese con la sua scoperta fu la classica lampadina. Dopo Laennec furono molti i medici che decisero di realizzare il proprio stetoscopio personale. Pur modificando in parte il modello originale, diversi strumenti prodotti negli anni successivi ricalcarono la versione di René senza introdurre cambiamenti né sostanziali, né significativi. Nel 1851 Arthur Leared inventò lo stetoscopio biauricolare, e l’anno seguente 1852 George Camman ne perfezionò la forma, per la produzione industriale.

Prima in legno, poi in alluminio. Questo strumento fu perfezionato per tentare di migliorarne le performance e ridurne le dimensioni.

Altra tappa fondamentale nella storia dello stetscopio è il 1960, anno in cui il dottor David Littmann (il nome vi dice niente?) dalla Harvard Medical School, realizzò uno stetoscopio, più leggero e preciso rispetto ai modelli precedenti e, dieci anni dopo lo stesso Littmann introdusse la membrana fluttuante.

Ma il padre dello stetoscopio resta il medico francese, tanto che nel 2016 Google lo ha celebrato nel consueto Doodle festeggiando a febbraio il 235esimo anniversario della nascita di Laennec.

antico stetoscopio in legno

Sul sito medicantica potete vedere alcune interessanti immagini di antichi strumenti medici fra cui diversi stetoscopi.

Perché lo stetoscopio ha rappresentato un’innovazione rivoluzionaria

Lo stetoscopio rappresentò un’autentica rivoluzione perché permise ai medici di superare alcune pratiche diagnostiche bizzarre ancora in uso in quegli anni.

Qualche esempio? Quelle del sedicente medico Francois Broussais che attribuiva allo stomaco l’origine di ogni sorta di malattia, patologie che lui decideva di curare con dei salassi tramite sanguisughe.

E allora, per quanto freddo possa essere a un primo contatto con la pelle, uno stetoscopio è decisamente meno invasivo e fastidioso di una sanguisuga che incide e succhia il sangue del paziente (peraltro senza guarirlo). Che ne dite?

La visita del medico del lavoro: che cos’è, come si svolge e perché viene effettuata.

Il medico competente è una figura di primaria importanza in quanto a lui è affidata la tutela della salute dei lavoratori. La medicina del lavoro è un’attività versatile svolta spesso dal medico come libero professionista o come dipendente di centri pubblici e privati che prestano servizio alle varie aziende. L’attività è versatile in quanto le mansioni dei pazienti possono essere le più svariate e ciascuna richiede attenzioni e valutazioni molto diverse. Con questo articolo dedicato all’approfondimento di una delle professioni più diffuse tra i nostri clienti vogliamo parlare di che cos’è e come si svolge una visita del medico del lavoro, quali sono le leggi che regolano la professione e il perché vengono effettuate le visite del medico competente in modo da comprendere la grande importanza che queste hanno per i lavoratori. medico competente

Che cos’è la visita del medico del lavoro e come si svolge?

La visita medica è per prima cosa un diritto dei lavoratori dipendenti e un dovere a carico del datore di lavoro. La visita medica è obbligatoria prima e durante l’attività lavorativa e deve essere programmata dal datore di lavoro negli orari lavorativi. La normativa vigente che regola le visite del medico competente è il Decreto Legislativo 81/08. Esistono diverse tipologie di visite mediche per i lavoratori:
  • La visita medica preventiva effettuata prima dell’assunzione del dipendente per verificare l’idoneità alla mansione
  • La visita medica periodica che avviene di solito con frequenza annuale per controllare lo stato di salute dei dipendenti nel tempo.
  • La visita medica su richiesta del lavoratore nel caso in cui il lavoratore presentasse dei peggioramenti del suo stato di salute causati dall’attività lavorativa.
  • La visita medica per il cambio della mansione obbligatoria in caso in cui il lavoratore vada a svolgere una nuova mansione all’interno della stessa azienda.
  • La visita medica alla cessazione del rapporto, solo nei casi previsti dalla normativa vigente.
La visita medica del lavoratore viene affidata dal datore di lavoro a un medico competente incaricato che dovrà valutare per ciascuna mansione i rischi presenti per la salute del dipendente e in base a quelli determinare come si svolgerà la visita, con quale frequenza e quali saranno gli esami svolti durante queste visita. All’interno del decreto legge che si occupa della medicina del lavoro vengono mostrati alcuni rischi per i quali i lavoratori soggetti devono essere tenuti sotto sorveglianza periodica. Questi rischi sono: sollevamento e movimento di carichi effettuati a mano, il lavoro al computer dei videoterminalisti, le occupazioni svolte in presenza di forti rumori, di vibrazioni e di radiazione ottica elettromagnetica o artificiale, le mansioni a contatto con sostanze biologiche potenzialmente pericolose, chimiche, cancerogene e l’amianto. operaio al lavoro La visita medica del lavoro deve essere effettuata in un luogo consono, a porte chiuse e con le attrezzature necessarie per svolgere i vari test richiesti. Gli esami effettuati durante la visita medica sono molteplici e variano a seconda della mansione. Gli esami più comuni svolti sono:
  • Spirometria: esame non invasivo effettuato con uno spirometro che indaga la capacità polmonare e respiratoria del paziente, molto importante per tutti quei lavoratori che sono esposti a polveri e sostanze tossiche che possono danneggiare l’apparato respiratorio
  • Audiometria: test non invasivo svolto con uno strumento denominato audiometro in grado di identificare problemi e deficit dell’udito, esame essenziale per tutti quei lavoratori soggetti a forti rumori.
  • Visita oculistica con Visiotest: una visita in grado di evidenziare problemi alla vista che dovranno poi essere ulteriormente analizzati da uno specialista per la correzione. La visita si svolge solitamente con lo strumento ortoanalizzatore per eccellenza cioè il Visiotest di Essilor. Questo test è essenziale per i lavoratori videoterminalisti.
  • Esami del sangue: esami ematochimici generali per valutare lo stato di salute del lavoratore.
  • Test droga e alcol: test per rilevare l’assunzione di droghe o alcol da parte del lavoratore, necessari in caso ad esempio di dipendenti che guidano veicoli durante l’attività lavorativa.

Perché viene effettuata la visita medica del lavoro?

La visita medica del lavoro è per prima cosa un diritto del dipendente. Le visite del medico competente sono parte di tutta una serie di obblighi e iniziative a carico dell’azienda che sono volte a tutelare la salute e il benessere dei lavoratori e a impedire l’insorgere di malattie e infortuni causati dal lavoro. Il medico aiuta il datore di lavoro e il responsabile incaricato alla sicurezza dell’azienda a tutelare i dipendenti, a valutare i rischi che essi corrono e a prevenirli. Per tutte queste ragioni il medico competente è una figura centrale nella società e nella vita lavorativa del nostro paese e le sue visite sono importanti poiché frutto di anni di lotte perpetuate per ottenere maggiori diritti in ambito lavorativo.

Visiotest, cosa è e come funziona

Il Visiotest è lo strumento diagnostico più efficace e diffuso nella medicina del lavoro per misurare con velocità e precisione tutti i principali parametri della funzionalità visiva. Il dispositivo medico Visiotest è un ortoanalizzatore leader nel mercato, un apparecchio solido e affidabile, utilizzato da tutti i medici competenti che devono svolgere numerose visite mediche ai pazienti videoterminalisti.

visiotest

Che cos’è Visitoest?

Come detto,  Visiotest è uno strumento diagnostico per la medicina del lavoro utilizzato principalmente con pazienti videoterminalisti che serve ad analizzare i principali parametri dell’acuità visiva da vicino e da lontano, così come la visione intermedia di entrambi gli occhi.

I videoterminalisti sono quei lavoratori che utilizzano un computer per svolgere la loro mansione per più di 20 ore alla settimana. L’utilizzo prolungato di un pc, la postura che ne consegue, e la luce degli schermi sono spesso causa di insorgenza di problemi visivi che devono essere identificati prontamente dal medico competente in modo da poter essere corretti per evitare danni ulteriori. Il Visiotest è nato proprio con questo scopo: aiutare il medico del lavoro nella diagnosi delle principali disfunzionalità visive.

Come si effettua un esame con Visiotest?

L’ortoanalizzatore visiotest è caratterizzato da un visore posto all’estremità superiore dove il paziente dovrà appoggiare la fronte in modo da poter vedere all’interno della camera del Visiotest. Il medico proporrà al paziente dei test specifici che verranno impressi nella camera di visualizzazione. Per selezionare i test il medico dovrà agire sulle due manopole poste sul lato destro dell’ortoanalizzatore.

visiotes-dettagli-manopole

La prima manopola permette la selezione della visione da vicino o da lontano, mentre la seconda, quella posta più in basso, determina la scelta del test da visualizzare. Un accessorio consigliato per il medico competente che si occupa principalmente di videoterminalista è il kit di visione intermedia. Questo è un accessorio indispensabile in quanto la distanza tipica tra il videoterminalista e il pc è classicamente di 50 centimetri e il kit di visione intermedia è in grado di ricreare questa situazione.

kit visione intermedia 50 cm per visiotest

Quali tipologie di test si possono effettuare con Visiotest?

Il Visiotest permette di effettuare numerose tipologie di test per l’analisi dei principali parametri dell’acuità visiva. Selezionando il test tramite la manopola potremo decidere di effettuare un test per l’acuità visiva sull’occhio destro o sull’occhio sinistro, con visione da vicino visione da lontano.

Potremo quindi effettuare i seguenti test:

  • Test per la tendenza all’ametropia
  • Test per le forie della vista
  • Test per la percezione dei colori

Tutti questi test possono essere effettuati con il campo visivo lontano e vicino, sull’occhio destro e sull’occhio sinistro e nel caso fosse necessario anche sulla visione intermedia con il kit acquistabile separatamente.

Visiotest è stato sviluppato per riprodurre la posizione naturale dell’occhio, rispettando l’angolazione degli assi fisiologici.

Per questo motivo, i test in visione da lontano si eseguono ad una distanza di 6 metri mentre quelli in visione da vicino a 33 cm di distanza, con un’angolazione di 30° rispetto all’asse visivo.

test-astigmatismo-Visiotest test-tendenza-alla-ametropia-con-Visiotesttest-stereoscopia-binoculare-Visiotesttest-percezione-colori-con-Visiotest

L’interpretazione dell’esame con Visiotest.

La refertazione di un esame svolto con Visiotest è molto semplice, in quanto durante il test il medico compilerà un scheda precostruita che prende il nome di: “scheda di individuazione dei difetti visivi” (detta anche “tabella di controllo visiotest”) che guiderà l’operatore nell’interpretazione dei risultati del test effettuato.

Visiotest è un dispositivo diagnostico per un’analisi preliminare, le schede preimpostate permettono di riconoscere un difetto visivo del paziente ma non di determinarne il grado di severità che dovrà poi essere ulteriormente testato da un oculista con attrezzature specifiche. L’interpretazione di un esame effettuato con Visiotest è abbastanza semplice e la scheda preimpostata di individuazione dei difetti visivi vi guiderà al meglio per una refertazione ottimale del test ortometrico.

Ecco qui sotto l’esempio di una scheda di individuazione dei difetti visivi e di refertazione test di Visiotest:

scheda individuazione difetti visivi visiotest

Differenze tra Visiotest ed Ergovision.

ergovision

Due dispositivi ortometrici differenti….

Lo strumento Visiotest non va confuso con Ergovision. Anch’esso è un dispositivo ortometrico prodotto dall’azienda Essilor ma Ergovision è uno strumento molto più completo. Ergovision consente di effettuare 13 test di ergonomia visiva tra cui:

  • acuità binoculare in visione intermedia
  • acuità binoculare in visione da lontano
  • visione cromatica
  • affatticamente visivo
  • visione periferica completa
  • forie in visione intermedia
  • test si stereoscopia
  • test di fusione
  • test di scorrimento
  • test di visione dei contrasti
  • test di abbagliamento e tempi di recupero
  • test di visione mesopica notturna
  • test di acuità binoculare con anelli di Landolt

L’ergovision è dotato di un sintetizzatore vocale che guida il paziente autonomamente attraverso il test e procede alla verifica in sequenza dei test presentati. Possiamo quindi definire Ergovision come l’evoluzione di Visiotest con prezzi ovviamente molto più elevati, si parla infatti quasi del triplo del prezzo rispetto a Visiotest, ma con molte funzionalità aggiuntive ed una elevata automazione.

Visita medico sportiva, cosa è e come si svolge

foto articolo visita medico sportiva blog ippocrate

Sempre più atleti professionisti si presentano e si fanno fotografare mentre svolgono una visita sportiva agonistica. Ma quali sono i test a cui vengono sottoposti? Scopriamoli insieme…

La moda dell’estate? A parte tormentoni musicali e applicazioni che riproducono il possibile invecchiamento del viso attraverso un’analisi dei tratti somatici, la vera moda dell’estate sembra essere quella degli sportivi che si presentano alle loro nuove squadre durante le visite mediche di rito. Già, perché nel calcio come nelle altre discipline sportive, quando un atleta “cambia maglia” la squadra che lo ingaggia lo sottopone, ovviamente, alle consuete visite mediche sportive. Ma se, fino agli anni scorsi eravamo abituati ad assistere alla presentazione dei nuovi acquisti dietro il banco di conferenze stampa ufficiali o, al massimo, sui campi da gioco, il trend del 2019 è quello effettuare la presentazione contestualmente alla visita medico sportiva. Ecco perché il web è pieno di atleti che si presentano a petto nudo e con tanto di elettrodi. Ma in cosa consiste una visita medico sportiva? Al di là dei professionisti, la prima cosa che dobbiamo fare è quella di distinguere tra visita medica agonistica e non agonistica. La prima,

La visita medico sportiva non agonistica

Una visita medico sportiva non agonistica, in linea di massima, si svolge così:
  • Anamnesi da parte del medico, che raccoglie delle informazioni relative allo stato di salute del soggetto, all’eventuale presenza di patologie familiari di particolare interesse per il rilascio del certificato di buona salute e relative ad alcune eventuali abitudini come l’assunzione di alcol o se il soggetto è un fumatore.
  • Raccolta di dati antropometrici (peso ed altezza)
  • Auscultazione toracica
  • Misurazione della pressione
  • Elettrocardiogramma a riposo
Non appena il medico conclude la visita medico sportiva, se tutti i parametri rilevati sono corretti e non sono state rilevati particolari anomalie del ritmo cardiaco, il medico potrà rilasciare immediatamente il certificato al paziente per attività sportiva non agonistica.

La visita medico sportiva agonistica

Gli sportivi di professione, così come chi intende partecipare a competizioni ufficiali dovrà sottoporsi ad una visita sportiva agonistica. Tutte le federazioni sportive nazionali, di fatto, richiedono questo tipo di visita per ammettere gli atleti nei propri campionati e circuiti di gare. Per effettuarla, è necessaria la richiesta da parte della società sportiva di appartenenza dell’atleta compilata, timbrata e firmata in originale. Ma in cosa consiste una visita medico sportiva agonistica? I primi esami strumentali sono praticamente identici a quelli della visita non agonistica. Vale a dire:
  • Raccolta di dati antropometrici (peso ed altezza)
  • Auscultazione toracica
  • Misurazione della pressione
  • Elettrocardiogramma a riposo
Poi, c’è tutta una parte relativa ai test sotto sforzo. In particolare
  • Elettrocardiogramma sotto sforzo
  • Spirometria

L’ECG sotto sforzo nella visita medico sportiva agonistica

L’Ecg sotto sforzo è un test ergometrico che registra l’attività elettrica del cuore al fine di prevenire episodi di cardiopatia ischemica e verificare il funzionamento della circolazione coronarica. In pratica, questo tipo di Ecg valuta la risposta dell’apparato cardiovascolare all’attività fisica soprattutto per quanto concerne la frequenza cardiaca, le variazioni della pressione arteriosa. Il medico chiede al soggetto di eseguire uno sforzo continuativo (solitamente su cicloergometri) e proseguire fino a raggiungere una frequenza cardiaca compresa tra l’80 e il 90% di quella massima, per età e sesso. Sintomi come il respiro affannoso o il dolore toracico e significative anomalie nel tracciato Ecg possono portare il medico ad interrompere il test o suggerire nuovi esami. Durante l’esecuzione del test, il medico controlla in modo costante l’attività cardiaca sia osservando il tracciato elettrocardiografico sia misurando regolarmente i livelli della pressione arteriosa.

La spirometria nella visita medico sportiva agonistica

Dopo l’ecg sotto sforzo, è la volta di un altra “prova da sforzo” come la spirometria. Con l’esame spirometrico, l’obiettivo è quello di valutare la capacità respiratoria del paziente attraverso una serie di parametri statici e dinamici. I Parametri statici sono quelli che si analizzano facendo inspirare lentamente e profondamente al paziente dentro al boccaglio monouso. Il paziente dovrà poi espellere completamente l’aria espirando. Invece, per ottenere i parametri dinamici, il paziente deve respirare normalmente (sempre attraverso il boccaglio monouso) ma con il naso chiuso da un dispositivo stringinaso al fine di registrare il volume corrente (VC). Successivamente il paziente deve compiere un’inspirazione massimale (fino a CPT), seguita da una rapida, decisa e completa espirazione. Questo test di capacità vitale forzata (FVC) è probabilmente il valore più importante fornito dalla spirometria perché misura curva flusso-volume in ispirazione ed espirazione che ci fornisce informazioni decisive sulla funzionalità polmonare dell’atleta. In più, la visita agonistica prevede anche un esame delle urine per analizzare i valori e la presenza di leucociti
, nitriti
, urobilinogeno
, PH, sangue, Albumina, acido acetilacetico, bilirubina
, glucosio ecc. Se vuoi scoprire tutto sulle visite medico sportive puoi consultare questa relazione della Federazione medico sportiva italiana circa il quadro normativo attuale e i protocolli di visita.

Come effettuare una spirometria in sicurezza ai tempi del Covid-19?

In questo momento molti medici dello sport si trovano ad affrontare la riapertura dei loro centri e devono  capire come effettuare visite spirometriche agli atleti evitando i rischi di contagio del virus Sars Cov 2. Il boccaglio monouso non è una soluzione praticabile. I virus e i batteri durante l’espirazione nel boccaglio possono da un lato spargersi nell’ambiente e dall’altro rimarranno sicuramente sopra la turbina. La turbina monouso dovrebbe quindi essere disinfettata al termine di ogni visita ma sappiamo che i tempi non lo permettono. Inoltre gli operatori stessi potrebbe rischiare il contagio a causa della propagazione del virus nell’aria. L’unica soluzione praticabile è l’utilizzo dei filtri antivirali e antibatterici monouso per spirometri. Questi filtri sono dotati di una membrana che è in grado di bloccare virus, batteri e particelle testati fino a una grandezza minima di 0,025 micron. Il virus Sars Cov 2 è molto più grande, infatti misura  0,1-0,05 micron, si può quindi con certezza affermare che i filtri antivirali sono efficaci contro Covid-19. I filtri antivirali sono disponibili per spirometri delle marche: Cosmed, Mir e Sibelmed.

Spirometro

l'enciclopedia delle apparecchiature medicali lo spirometro

Spirometro

Lo spirometro è uno strumento medicale fra i più conosciuti e utilizzati, soprattutto dai nostri clienti che si occupano di medicina del lavoro. La spirometria è un esame utile e significativo che serve a misurare i volumi polmonari del paziente. Con questo articolo della seria “l’enciclopedia delle apparecchiature medicali” vogliamo approfondire il più possibile il funzionamento e l’utilizzo dello spirometro. Vediamo quindi insieme che cos’è lo spirometro, a cosa serve, come si usa uno spirometro e quali sono i migliori in vendita sul nostro sito dove è presente un’ampia selezione di spirometri portatili di Mir e Cosmed.

Che cos’è lo spirometro?

spirometro

Lo spirometro è uno strumento medicale utilizzato in diverse specialità mediche come la medicina del lavoro e la pneumologia. Lo spirometro serve a misurare la funzionalità respiratoria del paziente. Normalmente lo spirometro è composto da un sensore, da un boccaglio e da una componente atta a misurare i movimenti d’aria. Queste parti possono presentarsi in diverse forme e dimensioni. L’esame effettuato con lo spirometro si chiama spirometria e produce diversi valori che sono utilizzati per interpretare la capacità polmonare e lo stato di salute del paziente. L’esame è veloce e indolore. Esistono diversi tipi di spirometri in commercio, in particolar modo: gli spirometri a volume e quelli a flusso, questi ultimi sono i più diffusi e in particolar modo fra i più comuni in vendita ci sono quelli a turbina. Gli spirometri a turbina sono appunto dotati di una turbina che ruota al passaggio dell’aria espirata dal paziente, la turbina girerà più o meno intensamente creando un flusso misurato elettronicamente che ricostruirà quindi il volume dell’aria mobilizzata.

A cosa serve lo spirometro?

tosse

Lo spirometro serve a misurare la capacità polmonare e la funzionalità respiratoria del paziente e viene utilizzato in particolar modo per rilevare la presenza di malattie broncostruttive come ad esempio la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’asma. Lo spirometro è utilizzato anche nella medicina del lavoro, in particolar modo viene eseguito un test spirometrico per quelle mansioni in cui il lavoratore è esposto a materiali fini o polveri che possono danneggiare le vie respiratorie. Infine spesso l’esame spirometrico viene effettuato nella medicina dello sport, soprattutto nelle visite per l’attività agonistica, dove la capacità polmonare e uno stato di perfetta salute delle vie respiratorie sono essenziali.

Come si usa lo spirometro e come funziona?

A questo link potrete trovare un’interessante video di soli 60 secondi che vi da un’idea generale di che cos’è è una spirometria.

Con lo spirometro è possibile effettuare diversi esami, vediamoli qui sotto più nel dettaglio:

curva flusso volume

Spirometria semplice o curva flusso/volume

Con questo esame vengono misurati i gas mobilizzati ovvero la quantità di aria inspirata ed espirata con uno sforzo massimale e la velocità con cui riusciamo a inspirare ed esepellere quest’aria. I parametri misurati sono FEV1 o VEMS che indica la quantità di aria che riusciamo ad espirare in un secondo e la VC  o FVC che indica quanta aria riusciamo ad insipirare ed espirare. Questa prima semplice valutazione, la più comune, permette di evidenziare subito anomalie ostruttive o restrittive dei bronchi e il medico potrà decidere se procedere con esami più approfonditi.

Test di provocazione bronchiale

Il test di provocazione bronchiale serve a valutare la presenza di quella che viene definita l’iperattività bronchiale che si ha ad esempio in presenza di asma bronchiale e che è caratterizzata da un’iperattività dei bronchi che aumentano di tono e portano a un’ostruzione. Quest’iperattività è spesso causata dall’inalazione di sostanze nocive o allergizzanti. Il test di provocazione bronchiale viene eseguito con uno spirometro normale ma al paziente viene chiesto di ripetere il test durante l’inalazione con aerosol di una sostanza chiamata metacolina che è una sostanza che stimola la muscolatura bronchiale. Se durante le spirometrie di controllo si verifica una riduzione del FEV1 di almeno il 20% il test è considerato positivo. Al termine del test si somministra al paziente un farmaco broncodilatatore e si rieffettua una spirometria per controllare che i parametri  siano tornati nella norma.

La spirometria si esegue in modo semplice e veloce, il test dura circa 20 minuti in totale. Il paziente deve infilare il boccaglio fra le labbra ed eseguire le manovra respiratoria indicata dal medico. Queste sono: un’inspirazione forte e profonda il più possibile e poi un’espirazione nel boccaglio con quanta più forza si ha e il più a lungo possibile. Si utilizza di solito uno stringinaso per tappare le narici ed evitare che l’aria possa fuoriuscire anche da lì. Generalmente la manovra viene fatta ripetere 3 volte per avere una buona riproducibilità. Il test chiaramente dipende molto dalla collaborazione del paziente e quindi è indicato solo negli adulti o in bambini abbastanza grandi da capire le istruzioni del medico e non può essere effettuato ad esempio a pazienti privi di conoscenza.

I nostri migliori spirometri

Ecco qui alcuni dei nostri migliori spirometri, tutti con prezzi e caratteristiche diverse, adatti a soddisfare ogni esigenza.

Spirometro pony FX di Cosmed

Cosmed pony fx

Lo spirometro che non ha bisogno di presentazioni, il Cosmed Pony FX. Uno spirometro portatile di ultima generazione con schermo a colori LCD e una pratica stampante termica per poter stampare gli esami ovunque tu sia. Affidabile, pratico e sicuro e ora su Ippocrateshop disponibile anche con noleggio a lungo termine sui 12, 24 e 36 mesi, da pagare in comode rate trimestrali comodamente deducibili.

Spirometro portatile MIR spirolab new

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Uno spirometro avanzato ma comodo e portatile. Schermo LCD a colori davvero piacevole da utilizzare, collegabile al pc via bluetooth e via cavo e utilizzabile come spirometro USB. MIR è un’azienda leader nel settore della spirometria con strumenti precisi e un software all’avanguardia. Lo Spirolab new è disponbile su Ippocrateshop anche con noleggio a lungo termine sui 12, 24 e 36 mesi con comode rate trimestrale, fatture completamente deducibile e rate mensili a partire da 55 euro.

Spirometro USB MIR Minispir light

spirometro-usb-mir-minispir-light

Lo spirometro usb MIR Minispir Light è il dispositivo perfetto per il medico che fa poche spirometrie durante l’anno ma vuole uno spirometro attendibile e con un prezzo accattivante, piccolo, leggerissimo, facile da trasportare ma comunque sicuro e affidabile. MIR Minispir Light prevede l’utilizzo delle sole turbine monouso FlowMir e viene fornito con WinspiroPro Light, una versione più leggera del noto software MIR WinspiroPro.

L’elettrocardiogramma: la fotografia del cuore

L’elettrocardiogramma è il risultato di un test medico strumentale eseguito con un dispositivo chiamato elettrocardiografo. Il test si chiama elettrocardiografia e serve a controllare e riprodurre l’attività elettrica del cuore. Esistono vari tipi di elettrocardiogramma: l’elettrocardiogramma a riposo, l’elettrocardiogramma sotto sforzo e l’elettrocardiogramma dinamico con holter. L’esame elettrocardiografo è uno dei metodi migliori e più efficaci utilizzati in cardiologia per evidenziare eventuali disturbi cardiaci e aritmie. L’elettrocardiogramma viene comunemente abbreviato con il termine ECG o in inglese EKG. elettrocardiogramma Ippocrateshop è sempre stato molto legato e attento alla cardiologia. Con questo articolo vogliamo raccontarvi tutto, ma proprio tutto quello che c’è da sapere sull’elettrocardiogramma e l’elettrocardiografo. Che cos’è e come si fa un elettrocardiogramma, come si posizionano gli elettrodi dell’ecg, quanto costa un elettrocardiografo, come si legge un elettrocardiogramma, come è nato l’elettrocardiografo, quali tipi di esame esistono e infine quali sono i migliori ecg in vendita su Ippocrateshop. Scopri con noi come si esegue la fotografia del cuore. Fotografia del cuore

Che cos’è l’elettrocardiogramma?

L’elettrocardiogramma è la riproduzione grafica dell’attività cardiaca. La registrazione dell’attività elettrica del cuore avviene attraverso degli elettrodi che sono in grado di registrare i cambiamenti di potenziale durante i movimenti cardiaci. Il tracciato visibile su un elettrocardiogramma altro non è che la rappresentazione della durata e dell’intensità degli impulsi cardiaci che avvengono velocemente e che noi chiamiamo comunemente battiti, in realtà ogni battito è caratterizzato da diversi movimenti del muscolo cardiaco che insieme danno vita a quello che viene definito ciclo cardiaco. cuore anatomico Il cuore è un organo diviso in 4 parti: atrio destro, atrio sinistro (in alto), ventricolo destro e ventricolo sinistro (in basso). Il cuore è composto da un tessuto molto particolare detto miocardio, questo tessuto è davvero unico ed è presente solo nel cuore, la sua incredibile unicità sta nel fatto di essere in grado di generare spontaneamente stimoli di contrazione che permettono al cuore di muoversi. Il ciclo cardiaco inizia con una contrazione dei ventricoli, la contrazione è definita sistole. La seconda fase invece è la decontrazione dei ventricoli definita diastole. Il tracciato dell’elettrocardiogramma viene riportato su carta millimetrata con il tempo in ascissa quindi orizzontalmente (con scala di un secondo ogni 25 mm) e l’ampiezza sull’ordinata quindi verticalmente (con scala di un millivolt ogni 10 mm). tracciato ecg

Che cosa rappresentano le onde sull’elettrocardiogramma?

onde ecg Onda P: è la prima onda che si verifica nel ciclo cardiaco. Corrisponde alla contrazione e conseguente depolarizzazione degli atri. L’onda è di piccole dimensioni. Intervallo PR: una volta attraversati gli atri si passa nel nodo che collega atri e ventricoli e all’interno del quale le cellule attivate sono poche, quindi la depolarizzazione generata è troppo debole per essere registrata. Appena l’onda di depolarizzazione raggiunge il nodo atrioventricolare si ha un rallentamento della conduzione elettrica fino all’arrivo nel sistema di conduzione ventricolare. Anche queste onde hanno dimensioni ridotte e le forze elettriche generate sono minime e non registrabili in superficie. Si ritengono normali le misurazioni dell’intervallo comprese tra i 120 ms e i 200 ms (sul tracciato: da 3 a 5 mm). Complesso QRS: si tratta di un insieme di tre onde una dopo l’altra che corrispondono alla depolarizzazione dei ventricoli. L’onda Q è negativa, di piccole dimensioni e corrisponde alla depolarizzazione del tratto interventricolare. Il vettore prodotto si dirige da sinistra a destra; l’onda R è un picco molto alto, positivo, verso l’altro, corrispondente alla depolarizzazione della parte alta dei ventricoli ed è molto evidente, poiché legata a una massa muscolare particolarmente ampia, soprattutto quella del ventricolo sinistro; l’onda S invece è un’onda negativa, anch’essa di piccole dimensioni come la Q, e corrisponde alla depolarizzazione delle regioni inferiori e posteriori del ventricolo sinistro. Si ritengono nella norma le misurazioni dove la durata dell’intervallo dell’intero complesso è compresa tra i 60 e 90 ms (da 1,5 a 2,25 mm). Tratto ST: rappresenta il periodo in cui le cellule ventricolari sono tutte depolarizzate e pertanto non sono riscontrabili movimenti elettrici Onda T: rappresenta la prima onda della ripolarizzazione dei ventricoli ma non sempre è riscontrabile e può avere un’ampiezza molto ridotta. Intervallo QT: Questo intervallo rappresenta la sistole elettrica, cioè il tempo in cui avviene la depolarizzazione e la ripolarizzazione ventricolare. La sua durata varia con il variare della frequenza cardiaca, generalmente si mantiene tra i 350 e i 440 ms. Onda U: è un’onda che non sempre è possibile vedere in un tracciato perché spesso è di dimensioni minime. È dovuta alla ripolarizzazione dei muscoli papillari che sono appendici di muscolatura cardiaca ma che si notano solo in corso di ipertrofia miocardica o di dimensioni delle cavità ventricolari alterate.

Come si posizionano gli elettrodi di un ecg?

elettrodi ECG Gli elettrodi vengono posti sulla pelle in punti ben precisi che permettono di registrare al meglio le variazioni elettriche del cuore. Il posizionamento corretto degli elettrodi è un momento essenziale per la buona riuscita dell’elettrocardiogramma che in caso di errori potrebbe presentare degli artefatti. Le derivazioni da cui vengono registrati i tracciati sono 12, gli elettrodi da posizionare 10. Le derivazioni sul torace sono chiamate precordiali e sono costituite da 6 elettrodi. La prima derivazione si trova nel 4° spazio intercostale a destra, poi a sinistra e si continua così nel posizionare gli elettrodi nello spazio intercostale sottostante muovendosi verso il fianco sotto le ascelle. Le derivazioni periferiche invece sono costituite da 3 elettrodi e 1 messa a terra che si posizionano solitamente sulle braccia e sulle gambe. Vi lasciamo un link a un altro articolo in cui spieghiamo con precisione come effettuare il posizionamento degli elettrodi e il significato di ciascuna derivazione: Posizionamento elettrodi ecg

Tipologie di elettrodi

Esistono diverse tipologie di elettrodi per effettuare elettrocardiogrammi, ecco qui un elenco con alcuni esempi in vendita su Ippocrateshop

Elettrodi monouso

elettrodi monouso pediatrici 500 elettrodi per holter cardiaco elettrodi monouso per ecg da riposo e sotto sforzo

Elettrodi riutilizzabili

elettrodi a ventosa fascia tapuz

Come si legge un elettrocardiogramma?

leggere un ecg Una visita cardiologica viene normalmente eseguita da un cardiologo e dura circa 30 minuti. Chiaramente solo il cardiologo sarà in grado di valutare la buona riuscita del test e di leggere il tracciato dell’elettrocardiogramma. Esistono però alcune regole e variazioni dalla norma abbastanza comuni che possono dare delle indicazioni di massima. La prima variabile da esaminare è il ritmo e capire se ci si trova davanti a un elettrocardiogramma dal ritmo regolare. Per capirlo è necessario verificare se gli intervalli fra le onde R sono sempre uguali, o non differiscono tra loro per più di 2 quadratini. Un ritmo irregolare e un’onda P non chiaramente visibile devono subito far pensare a una fibrillazione atriale causata da una contrazione insufficiente che provoca un ritmo “caotico”. Anche il tratto QRS può dirci molte cose sullo stato di salute del cuore, ad esempio una tachicardia con tratto QRS largo è tipica della fibrillazione ventricolare che può essere causa di un arresto cardiaco. L’intervallo QT può darci indicazione invece sull’eventuale presenza di aritmie ventricolari nel caso in cui la lunghezza vari rispetto ai parametri normali. Infine un sopralivellamento superiore alla norma nel tratto ST è sintomo di lesione miocardica ovvero di un quadro compatibile con infarto miocardico acuto.

Come è nato l’elettrocardiografo?

L’elettrocardiografo fu inventato dal medico olandese Willem Einthoven. Einthoven frequentò l’università di medicina a Utrecht e concentrò i suoi studi e i suoi esperimenti nel campo della fisiologia. Il suo interesse venne molto presto catturato dallo studio del cuore e in particolare dalle sue funzioni elettriche. La geniale intuizione del medico olandese fu quella di utilizzare il galvanometro, strumento inventato da Luigi Galvani per misurare la corrente, in campo medico, per registrare gli impulsi elettrici del cuore. Il galvanometro fu ampiamente modificato per servire a questa funzione e diventare molto più sensibile. Ci vollero 3 anni di esperimenti e ricerche da parte di Einthoven per arrivare a questo incredibile risultato ma finalmente nacque il primo elettrocardiografo della storia che permise ad Einthoven di vincere il premio nobel per la medicina nel 1924. Per saperne di più sulla storia dell’elettrocardiografico leggete il nostro articolo Breve storia dell’elettrocardiografo

Quali tipi di test elettrocardiografici esistono?

Esistono diverse tipologie di test con elettrocardiografi in base alla tipologia di sintomi riscontrati o ai controlli ritenuti necessari dal cardiologo, vediamo qui sotto un breve elenco:

ECG a riposo

L’ecg a riposo è il normale test con elettrocardiografo svolto in studio medico con il paziente sdraiato supino sul lettino. Mediante un elettrocardiogramma a riposo è possibile valutare diversi fattori riguardanti la salute del cuore quali la frequenza cardiaca e la sua regolarità, la presenza di ingrossamenti di alcune parti del cuore, la comparsa di sofferenze ischemice, livelli scarsi o eccessivi di ossigeno nel sangue e l’origine di alcuni disturbi come svenimenti fugaci o palpitazione.

ECG sotto sforzo

L’elettrocardiogramma sotto sforzo è un test utilizzato per misurare l’attività cardiaca durante uno sforzo. Il test normalmente dura circa 20 minuti e al paziente verrà richiesto di effettuare una moderata attività fisica, normalmente con tapis roulant o cicloergometro, commisurata alle sue capacità e sempre controllata dal medico. Durante lo sforzo l’ECG registrerà il tracciato in modo da poter misurare anche la reazione del cuore nei momenti di sovraccarico. L’ECG serve per identificare alcune patologie latenti, non visibili in condizioni di riposo come ad esempio le cardiopatie ischemiche.

ECG con holter sulle 24/48 ore

L’ECG dinamico con Holter è un test diagnostico che viene utilizzato per monitorare l’attività cardiaca durante un intervallo di tempo più lungo delle normali visite, di solito 24 o 48 ore. Il test fu ideato nel 1961 e prende il nome dal suo inventore, il fisico Norman J. Holter. Il test è necessario per esami più approfonditi di anomalie che non sono continue ma che possono verificarsi solo saltuariamente, ecco perché l’utilizzo di un esame più prolungato.

I nostri migliori elettrocardiografi

Come già detto, Ippocrateshop è da sempre molto legato alla cardiologia e cerchiamo sempre i migliori strumenti ECG da proporre ai nostri clienti. Ecco qui sotto quelli che al momento sono i miglior dispositivi ECG presenti sul nostro sito.

ECG 90 A DI CONTEC

ecg 90 a contec Il nostro best seller assoluto, apprezzato da tutti i medici per le dimensioni contenute, l’efficienza e il prezzo. Un ECG portatile, con stampante inclusa, 12 derivazioni e le dimensioni di una calcolatrice. L’ecg più piccolo in commercio, su Ippocrateshop a soli 380 euro + iva.

 PC-ECG INTERPRETATIVO CS180 DI BENEWARE

pc ecg cs-180 beneware Il Pc-ecg interpretativo CS180 Beneware è l’elettrocardiografo per pc più economico in commercio. Dotato di software installabile su più computer grazie alla chiave di sicurezza, con un prezzo basso ma una funzionalità più che completa. Il pc-ecg interpretativo CS180 di Beneware infatti è dotato di: interpretazione automatica dell’esame, analisi spettrale dell’elettrocardiogramma, alta frequenza, dispersione del QT e stampa personalizzata.

PC-ECG CARDIOSHIELD CON COLLEGAMENTO BLUETOOTH

pc-ecg-con-collegamento-blueooth- Il pc-ecg Cardioshield è molto più che un semplice ecg collegabile al PC, sono 3 ECG in uno. Il cardioshield può trasmettere il tracciato al nostro computer via cavo USB, con bluetooth ed in modalità remota (grazie alla memoria interna) acquisendo il tracciato del paziente (visualizzabile sullo schermo LCD) e scaricando successivamente il file comodamente sul vostro computer dove poterete refertarlo e stamparlo.

Il cicloergometro

l'enciclopedia delle apparecchiature medicali (2)

Vedendo un cicloergometro si potrebbe erroneamente pensare di trovarsi davanti a una semplice cyclette. Molti infatti sono gli elementi in comune fra un cicloergometro e una cyclette utilizzata in palestra e nelle sale fitness. Il cicloergometro però è in realtà molto diverso, il cicloergometro è un vero e proprio strumento medicale a tutti gli effetti. Vediamo con questo articolo più approfonditamente che cos’è un cicloergometro, come funziona e a cosa serve.

Che cos’è un cicloergometro?

cicloergometro e prova da sforzo
cicloergometro e prova da sforzo

Il cicloergometro è uno strumento di simulazione e monitoraggio. Il cicloergometro simula la pedalata di una normale bicicletta e permette di monitorare e controllare con precisione lo sforzo compiuto. Fra un ergometro e una cyclette esistono differenze sostanziali sia tecniche che pratiche: il cicloergometro è dotato di una graduazione elettromagnetica che consente una regolazione dello sforzo precisa, esatta e affidabile. Le prestazioni degli utenti devono essere misurate in watt come sancisce la normativa nazionale DIN EN 957-1/5. Inoltre il cicloergometro a differenza della cyclette ha un freno elettromagnetico che determina una resistenza molto più precisa. Tutte queste caratteristiche rendono l’ergometro la scelta ideale e obbligata per tutti i casi di utilizzo medico diagnostico, riabilitativo e di monitoraggio sportivo.

A cosa serve un cicloergometro?

Il cicloergometro si utilizza, oltre che per la riabilitazione, in campo medico per le prove da sforzo. La prova da sforzo consiste nell’esecuzione di un elettrocardiogramma durante uno sforzo fisico per valutare le reazioni dell’apparato cardiocircolatorio rispetto a una situazione di normalità. L’ecg viene effettuato continuativamente durante lo sforzo che aumenterà gradualmente di intensità. Il test da sforzo è utile per la valutazione dei disturbi dell’elettrocardiogramma in condizioni di attività fisica ed è usato per diagnosticare in particolare la cardiopatia ischemica, condizione in cui non vi è un sufficiente apporto di sangue e di ossigeno al cuore.

Come si svolge la prova da sforzo?

prova da sforzo con cicloergometro
prova da sforzo con cicloergometro

La prova da sforzo con cicloergometro si svolge in circa 20 minuti. Il paziente deve pedalare aumentando gradualmente lo sforzo sotto indicazioni del medico.  L’esame elettrocardiografico viene effettuato mediante elettrodi adesivi posizionati sul torace e nel frattempo viene eseguito anche un controllo della pressione arteriosa. Lo sforzo richiesto varierà in base alle possibilità del paziente. È importante però aumentare significativamente il lavoro del cuore per poter avere risultati validi. Spesso infatti l’apporto di ossigeno risulta sufficiente in condizioni di riposo e diminuisce con l’aumentare dello sforzo.

Quando ci si sottopone alla prova da sforzo con cicloergometro?

Il cicloergometro è indicato nelle prove da sforzo per persone che hanno problemi di deambulazione e che non devono sottoporsi a sforzi eccessivi. Il cicloergometro inoltre ha delle dimensioni più contenute rispetto al tapis-roulant, strumento anch’esso utilizzato per le prove da sforzo, e permette quindi di eseguire questo tipo di test (necessario nella medicina dello sport per i pazienti che effettuano attività agonistica) anche in studi medici più piccoli.

Defibrillatore

Uno strumento medicale salvavita, un apparecchio di cui si parla molto, si fanno corsi per imparare a usarlo e ci sono leggi che ne garantiscono la diffusione. Stiamo parlando del defibrillatore! Scopriamo con questo articolo che cos’è il defibrillatore, quando si usa, come si usa, chi lo usa e che tipi di defibrillatori esistono in commercio.

Che cos’è il defibrillatore?

Il defibrillatore è un dispositivo medicale elettronico che grazie alla capacità di generare scariche elettriche e inviarle al cuore permette di eseguire la defibrillazione cardiaca, una manovra salvavita che consente il ripristino del normale ritmo cardiaco in situazioni di emergenza.  Il defibrillatore invia le scariche al cuore del paziente attraverso due piastre metalliche, quando queste piastre trasmettono delle precise scariche elettriche a un cuore affetto da aritmia queste scariche sono in grado di ripristinare il ritmo cardiaco normale.  L’applicazione delle due piastre elettriche può avvenire in diversi punti del busto: una sotto la spalla destra e una appena sotto l’ascella sinistra, oppure una al centro del petto e una sotto la schiena e infine una appena sotto l’ascella destra e una appena sotto l’ascella sinistra.

Quando si usa il defibrillatore?

Il defibrillatore viene usato in fase di emergenza durante crisi cardiache come un arresto cardiaco improvviso che di solito è causato da un’alterazione di ritmo o aritmia. In questi casi infatti non esiste un trattamento farmacologico che agisca direttamente sulla fibrillazione ventricolare e l’unica cosa in grado di agire in questi casi è l’erogazione di una scarica elettrica da parte di un defibrillatore. Bisogna però ricordare sempre che la defibrillazione da sola ha un’efficacia limitata e va accompagnata da un corretto massaggio cardiaco.

Che tipologie di defibrillatori esistono in commercio?

Esistono 4 diversi tipi di defibrillatore:

  • Il defibrillatore manuale esterno
  • Il defibrillatore semiautomatico esterno
  • Il defibrillatore automatico esterno
  • Il defibrillatore cardiaco impiantabile

Chi può usare il defibrillatore e come si utilizza?

L’utilizzo del defibrillatore cambia a seconda della tipologia:

  • Il defibrillatore manuale esterno è un defibrillatore che si coniuga a un elettrocardiografo integrato e che quindi può essere utilizzato solo esclusivamente sotto la guida di un operatore medico specializzato perché richiede una preparazione specifica sul funzionamento e la lettura degli ecg. Il defibrillatore manuale per questo è un dispositivo che normalmente si impiega solo in ospedali e ambulanze.
  • ll defibrillatore semiautomatico esterno chiamato anche DAE è un defibrillatore semi manuale dotato di una tecnologia che gli permette di analizzare il ritmo cardiaco di un paziente in automatico tramite le piastre elettriche e poi trasmettere l’adeguata scarica elettrica. L’analisi richiede circa 10-20 secondi. I defibrillatori semiautomatici sono molto semplici da utilizzare infatti sono dotati di una voce-guida che supporta il soccorritore durante tutta la procedura e l’attivazione della scarica avviene premendo un singolo pulsante facilmente identificabile.
  • Il defibrillatore automatico esterno, conosciuto anche come defibrillatore automatico, è un defibrillatore capace di effettuare autonomamente una defibrillazione analizzando il ritmo cardiaco, stabilendo la scarica elettrica da trasmettere al paziente ed emettendola senza bisogno che il soccorritore prema il pulsante. L’operatore dovrà solamente avviare lo strumento e posizionare le piastre. Questo tipo di defibrillatori non sono molto diffusi.
  • l defibrillatore cardiaco impiantabile, o ICD, è un dispositivo che viene inserito mediante intervento chirurgico sotto la clavicola sinistra ed è unito al cuore con degli elettrocateteri che monitorano il ritmo cardiaco e trasmettono le scariche elettriche se necessario. Questo defibrillatore è quindi uno strumento a sé molto particolare, necessario solo in presenza di determinate malattie.

Dove è obbligatoria la presenza di un defibrillatore?

Dal 1º luglio 2017 è obbligatoria la presenza dei defibrillatori semiautomatici certificati CE per le società sportive professionali e dilettantistiche, sia dove si svolge attività agonistica che attività sportiva non agonistica. Oltre a questi luoghi il ministero raccomanda la presenza di defibrillatori automatici anche in altre aree, in particolare: mezzi di soccorso sanitario, aerei e navi da soccorso, ambulanze, luoghi isolati e difficilmente raggiungibili, ambulatori e altre strutture sanitarie, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, stadi, centri sportivi, aeroporti, scali ferroviari, centri commerciali, ipermercati, alberghi, istituti penitenziari e strutture di enti pubblici come le scuole e in spazi che ospitano eventi sportivi e ricreativi.

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