Interpretazione ecg automatica e algoritmo di Glasgow: una breve storia, dagli albori ai giorni nostri

Ippocrateshop si occupa di cardiologia e di ecg da molti anni e l’interpretazione ecg automatica è un argomento molto importante per noi, per questo motivo quando ci siamo imbattuti in questo articolo scientifico pubblicato da Peter W. Macfarlane e Julie Kennedy dell’università di Glasgow abbiamo deciso di condividerlo con voi. L’articolo ripercorre le tappe che dal primo elettrocardiografo hanno portato ai moderni ecg con interpretazione automatica fino ai software dotati di intelligenza artificiale sui quali si sono concentrati moltissimi studi negli ultimi anni. In questo post vi proponiamo un breve riassunto dell’articolo per condividere con voi un aspetto della cardiologia che sicuramente continuerà a veder crescere la sua importanza nei prossimi decenni.

Introduzione all’elettrocardiogramma e alla sua storia

L’articolo ripercorre brevemente nella sua introduzione i primi esperimenti degli ultimi anni dell’800 che hanno portato all’invenzione ufficiale e al brevetto del primo elettrocardiografo da parte di Willem Einthoven che per questo ricevette anche il premio Nobel per la medicina del 1924. L’elettrocardiografo di Einthoven aveva tre derivazioni periferiche.

Il secondo passaggio più significativo per l’elettrocardiogramma come noi lo conosciamo oggi è stato sicuramente quello alla configurazione a 12 derivazioni con 10 elettrodi. Questo è lo standard che ancora oggi è considerato il più efficace e diagnosticamente significativo. L’interpretazione dell’elettrocardiogramma da quel momento veniva effettuata dai cardiologi attraverso l’osservazione degli schemi registrati e l’idea di rendere questo procedimento automatico cominciò già a farsi strada negli anni ’50. I primi approcci però furono possibili chiaramente solo con la nascita e lo sviluppo dei computer digitali.

La digitalizzazione dell’elettrocardiogramma

Il primo medico che studiò un metodo per trasferire l’ecg dal supporto analogico a quello digitale fu Hubert V. Pipberger, un vero pioniere, che già alla fine degli anni ’50 capì l’importanza e le potenzialità di una collaborazione fra medici, ingegneri elettrici, matematici e programmatori e diede vita  un team interdisciplinare che riuscì effettivamente  a digitalizzare il segnale ecg, utilizzando macchinari davvero grandi e ingombranti ma che di fatto sono stati gli antenati degli attuali ecg digitali portatili.

Un passo fondamentale per l’interpretazione ecg automatica: l’algoritmo di Glasgow

Un progetto fondamentale per lo sviluppo dell’interpretazione automatica dell’ecg è stato quello dell’università di Glasgow, con il programma C.A.R.E. o Computer Assisted Reporting of Electrocardiograms. Il progetto creò un sistema che convertiva l’ecg dal formato analogico a quello digitale e si trattava di un sistema più piccolo e trasportabile. Fu possibile con questo sistema accumulare una grande quantità di elettrocardiogrammi sia in formato digitale che in formato analogico. Grazie a questi sviluppi nel 1971 fu possibile creare il primo sistema di interpretazione automatica dell’ecg che venne utilizzato nella Glasgow Royal Infirmary e successivamente commercializzato a partire dagli anni ’80.

La raccolta dati e la creazione di database per l’interpretazione automatica degli elettrocardiogrammi

Negli anni ’70 la comunità europea creò un progetto di collaborazione fra gli istituti di varie nazioni con l’intento di unire le forze e le conoscenze per migliorare gli studi sull’interpretazione automatica degli elettrocardiogrammi. Il progetto si chiamava CSE (Common Standards for Quantitative Electrocardiography). Il comitato vantava importanti professori fra i migliori istituti cardiologici europei, inclusa una dottoressa italiana: Rosanna Degani dell’università di Padova. Uno dei principali meriti di questo progetto fu quello di creare dei database dei segmenti QRS degli elettrocardiogrammi e dei database per le interpretazioni ecg di pazienti le cui condizioni cliniche erano già documentate. Questi database sono ancora utilizzati ai giorni nostri come standard per verificare le interpretazioni degli ecg. Questi database infatti hanno permesso di stabilire dei QRS standard per riconoscere patologie, aritmie, e altre condizioni cliniche che sono validi tuttora. Il database diagnostico CSE è stato pubblicato nel 1991 con l’intento di confrontare vari programmi diagnostici con le diagnosi cliniche del database e le opinioni di un gruppo di 8 cardiologi. Ancora oggi, un’azienda che voglia mostrare dati sulle performance del suo programma di interpretazione spesso utilizza il database CSE come metro di giudizio.

I programmi per l’interpretazione automatica degli ecg: come funzionano.

Oltre al programma di interpretazione di Glasgow, fra gli anni 80 e 90 vennero commercializzati altri software interpretativi: il programma HES sviluppato all’università di Hannover, il programma MEANS dell’università di Rotterdam, Il programma di Marquette-general electric, il programma di Hewlett Packard-Philips e il programma Mortara, sviluppati dalle aziende stesse.

I programmi fin qui elencati utilizzano approcci diversi per arrivare alle interpretazioni automatiche degli ecg, questi due approcci possono essere racchiusi in due grandi correnti: una corrente clinica e una corrente statistica. Un tipico esempio di differenti interpretazioni fra le due si ha nell’identificazione dell’LVH, cioè ipertrofia ventricolare sinistra. I programmi che usano come gold standard le osservazioni cliniche dei cardiologi spesso davano come “ecg normale” un ecg che invece i programmi basati sui dati statistici davano come “LVH”. Questo problema rimane tuttora irrisolto e le differenze di risultati fra i vari programmi sono il motivo per cui l’interpretazione automatica deve ancora essere convalidata da un cardiologo esperto che tenga conto di altri fattori clinici del paziente e della sua esperienza sul campo.

Lo sviluppo della tecnologia e il Machine Learning

Gli ultimi decenni sono stati sicuramente caratterizzati da uno sviluppo tecnologico importante che è andato nella direzione di una maggiore velocità nell’interpretazione automatica e a una maggiore portabilità degli strumenti. Il prodotto più esemplificativo di queste tendenza è sicuramente l’ecg da polso, realizzato da diversi brand e ormai diventato parte della vita di molte persone. Chiaramente gli ecg da polso, come quello dell’Apple Watch, sono stati soggetti a molti studi clinici che hanno dato risultati contrastanti. L’ecg da polso è normalmente un ecg a 1 canale che utilizza filtri per dare un segnale stabile e leggibile, questo fa sì che le raccomandazioni delle autorità sanitarie siano quelle di utilizzare i dati provenienti da questi strumenti con estrema cautela, privilegiando sempre e comunque l’ecg a 12 canali come unico standard per la migliore efficacia diagnostica.

Lo sviluppo tecnologico dell’interpretazione automatica degli ecg non poteva non sfruttare una delle più importanti rivoluzioni degli ultimi anni: l’intelligenza artificale e il machine learning. Questa particolare forma di software per l’interpretazione automatica è in fase di studio e di sviluppo e siamo sicuri che nei prossimi anni diventerà parte integrante della pratica clinica. Al momento sono stati individuati importanti caratteristiche dei software dotati di algoritmi di IA che sono in grado ad esempio di identificare la sindrome da QT lungo nascosta anche in ecg dove l’intervallo QT è minore di 450 ms. Queste diagnosi sono poi state confermate dai test genetici.

La capacità di evolversi e immagazzinare un numero di diagnosi pressoché infinite, così come la possibilità di lavorare 24 ore su 24, sono caratteristiche che rendono l’IA per l’interpretazione automatica degli ecg una promessa di rivoluzione. Dovranno essere fatti ancora molti studi clinici e numerosi miglioramenti ma i primi test e i primi approcci sembrano davvero promettenti.

In conclusione, questo articolo mostra velocemente quali sono state le principali scoperte nel campo dell’interpretazione dell’elettrocardiogramma e apre una finestra sui futuri possibili. Rimane ancora molto da fare e sicuramente niente potrà mai sostituire l’esperienza umana basata sull’osservazione reale del paziente, ma siamo certi che i software per l’interpretazione automatica e lo sviluppo delle tecnologie di machine learning poteranno un aiuto importante e concreto a tutti i cardiologi nel rendere le diagnosi sempre più sicure ed efficaci. Noi di Ippocrateshop abbiamo già aperto un piccolo varco verso il futuro con un nuovo prodotto che ci ha subito colpito per la sua portabilità, la sua grafica user friendly e la sua velocità di interpretazione automatica: si tratta del nuovo tablet ecg Lepu neo S120. Un piccolo tablet ecg con collegamento alla rete dati, sia 4G che wifi, con un collegamento semplice a tutte le stampanti wi-fi e la possibilità di scaricare i vostri esami in pdf con interpretazione basata sull’algoritmo Glasgow in pochissimi secondi. Il tutto a un prezzo davvero conveniente!

Spirometri Usati – Consigli per scegliere lo spirometro usato e cosa controlliamo noi prima di acquistarli

Prima di acquistare degli spirometri usati è bene controllare 3 cose fondamentali: lo stato delle plastiche e dello schermo LCD, la capacità di carica della batteria e la funzionalità turbina. Questa guida è rivolta ai medici che decidono di acquistare uno spirometro usato da un collega, su ebay o all’interno del nostro sito nella categoria spirometri usati:

Lo spirometro è un dispositivo medicale imprescindibile per molte categorie di medici (pneumologi, medici del lavoro, medici dello sport ecc…) e il suo perfetto funzionamento è una caratteristica necessaria al fine di una diagnostica precisa e ripetibile. Uno spirometro in perfette condizioni può accompagnarvi nella vostra professione per anni, conosciamo medici con spirometri acquistati più di 15 anni fa che tuttora riescono a lavorare in modo ottimale.

I punti deboli degli spirometri usati e come testarli

Per scegliere al meglio uno spirometro usato bisogna analizzare quali sono i punti deboli degli spirometri, per esperienza vi possiamo dire che sono tre:

  • Schermo LCD e plastiche (la parte esterna dello strumento in sintesi)
  • La batteria (la parte non visibile)
  • La turbina (il cuore dello spirometro nonché la parte più importante ai fini diagnostici)

Quando decidete di acquistare degli spirometri usati dovrete dunque analizzare queste 3 cose. Se per le plastiche e lo schermo LCD non serve un grande sforzo, batteria e turbina richiedono un po’ più di impegno e conoscenza, niente di troppo difficile, ma bisogna sapere come fare a testarle.

Come controllare Plastiche e schermo LCD di uno spirometro usato

Le plastiche e lo schermo LCD sono la parte più semplice da analizzare prima di acquistare degli spirometri usati. Essendo facilmente visibili “l’ispezione” pre acquisto sarà molto agevole e immediata.

Le plastiche

Bisogna partire da un semplice assunto, le plastiche con il tempo si ingialliscono se i dispositivi sono bianchi e si scoloriscono se sono colorati.

Lo spirometro Cosmed Pony Fx e il nuovo MIr Spirolab New con touchscreen, per esempio, essendo bianchi, tendono ad ingiallire con il passare del tempo. Da un brillante bianco perlato dopo anni di utilizzo avrete un bianco tendente al giallo, questo è il frutto della pulizia eseguita con liquidi troppo aggressivi o al contatto continuativo con fonti di calore e di luce (caloriferi vicini, finestre ampie ecc…). Va da sé che osservando questo dettaglio potremo valutare in modo veloce e approssimativo l’anno di produzione e come sono stati utilizzati. Il giallo delle plastiche non ha nulla a che fare con lo stato funzionale dello spirometro ma può dirci molto, quindi bisogna prestare molta attenzione.

Altra cosa che va esaminata sono graffi e eventuali “botte”, più lo spirometro è graffiato e “bozzato” e maggiori saranno le possibilità che lo chassis sia internamente danneggiato, questo presuppone che le schede non siano allineate perfettamente con un conseguente danno funzionale che potrà manifestarsi anche qualche mese dopo il suo acquisto.

Ultima cosa da controllare a livello estetico e funzionale sono gli innesti a clic e micro usb che collegano lo spirometro al lettore turbina flowmeter e al Pc. Dovrete provare ad inserire i vari accessori e controllare che non ci sia un gioco eccessivo e i cavi inseriti non “ballino” o tendano ad uscire dalla sede.  In caso notaste questo problema vi sconsigliamo l’acquisto perché lavorare in condizioni precarie non è divertente (dover tenere adeso il cavo del lettore turbina allo spirometro con le mani durante il test è stressante mentalmente e fisicamente) e sostituire quel tipo di innesti ha un costo superiore al prezzo d’acquisto dello spirometro usato

Schermo LCD

Lo spirometro va sempre acceso prima dell’acquisto e lo schermo non deve avere nessun Pixel danneggiato. Per pixel danneggiati intendiamo quei puntini infinitamente piccoli che servono per comporre le immagini che vedete sullo schermo e che, in caso di guasto, presentano un colore diverso rispetto a quelli che gli stanno attorno o risultano completamente neri.

Il pixel danneggiato è il preludio alla macchia sullo schermo (un insieme di più pixel danneggiati e contigui) che affligge tanti possessori di Pony fx e MIR Spirolab. Sconsigliamo vivamente di acquistare uno spirometro che presenta pixel danneggiati anche perché, una volta formatasi la tanto temuta goccia sullo schermo, l’unico modo per intervenire è sostituirlo. La sostituzione dell’LCD di un dispositivo medicale sommando i pezzi di ricambio e le ore di lavoro dei tecnici è un intervento che potrebbe costare più di quanto avete pagato lo spirometro usato.

Come controllare lo stato della batteria degli spirometri usati.

Per controllare al meglio lo stato della batteria di uno spirometro usato il test per eccellenza è il ciclo di carica e scarica. Purtroppo è un test che possiamo fare solo noi rivenditori di spirometri usati e nuovi che abbiamo tutto il tempo a disposizione per testarli e decidere se rivenderli o usarli come pezzi di ricambio.

Il test consiste nel mettere in carica lo spirometro per almeno 8 ore e poi, disabilitando lo spegnimento automatico, farlo scaricare completamente. A seconda di quanto tempo lo spirometro impiega per spegnersi possiamo dedurre lo stato della batteria.

Per lo spirometro Cosmed Pony Fx, ma solo per questo modello, ci viene in aiuto il Led di ricarica. Nel momento in cui il led diventa giallo (dopo qualche ora di ricarica) significa che lo spirometro è carico e la batteria funziona perfettamente, in caso contrario il led continuerà ad illuminarsi ad intermittenza in verde e giallo o semplicemente resterà verde ad oltranza (come se stesse caricando senza mai raggiungere la piena ricarica).

Immaginando che questo non sia possibile in quel quarto d’ora/mezz’ora di tempo che avete per decidere se acquistare o meno il dispositivo spirometrico usato potete chiedere al venditore di provare a stampare consecutivamente 3 o 4 volte lo stesso test spirometrico. La stampa consecutiva di un test è un grosso stress per la batteria in quanto la stampante interna degli spirometri necessita di una buona quantità di energia. Uno spirometro con una buona batteria produrrà stampe sempre uguali con la stessa tonalità di nero mentre in un dispositivo con una batteria ormai poco performante noterete che i neri tenderanno al grigio e alcune parti della curva flusso-volume saranno realmente tenui soprattutto nelle ultime stampate.

A differenza di un LCD con pixel bruciati, che è un ottimo motivo per non comprare lo spirometro di seconda mano, se la batteria non dovesse essere perfettamente funzionante potrete sempre cambiarla e quindi potrete anche decidere di completare l’acquisto chiedendo uno sconto sul prezzo d’acquisto.

Quanto chiedere di sconto se la batteria dello spirometro usato ha dei problemi?

Bella domanda, in questo caso dipende dal dispositivo. Se è uno spirometro Cosmed Pony fx potrete procedere direttamente voi alla sostituzione della batteria acquistandola sul nostro sito, vi servirà semplicemente un cacciavite.

Ecco la guida per sostituire la batteria: https://www.ippocrateshop.com/blog/sostituire-la-batteria-del-pony-fx-cosmed/ e con 50 Euro circa di spesa avrete risolto il problema.

Nel caso lo spirometro usato fosse un MIR spirolab 3 o uno Spirolab new, il prezzo della sostituzione della batteria andrebbe a lievitare maggiormente per due motivi:

  1. il costo della batteria per Spirolab new e spirolab 3 è maggiore
  2. la procedura per la sostituzione della batteria negli spirometri MIR richiede più esperienza in quanto la batteria vecchia va dissaldata dalla scheda e successivamente saldata quella nuova. Niente di complicatissimo ma se non siete pratici con le saldature dovrete rivolgervi a qualcuno.

Quindi, se la batteria dello spirometro MIR usato non fosse in buone condizioni, lo sconto da richiedere deve essere molto più consistente, tenendo conto del costo della batteria e del lavoro da fare per sostituirla, dovrebbe aggirarsi attorno ai 140/150 Euro.

Come controllare la turbina di uno spirometro usato

Ultima cosa da controllare quando decidete di acquistare uno spirometro usato da un collega medico o da un rivenditore è la turbina.

La turbina è l’anima diagnostica dello spirometro, va da sé che in caso di malfunzionamento l’esame sarà falsato e impossibile da leggere e refertare.

Il funzionamento della turbina è semplice, l’anima della turbina (la parte centrale) gira su stessa in caso venga sottoposta ad un flusso d’aria, il software dello spirometro trasforma il numero di giri della turbina in litri di aria espirati durante il test.

Cosa controllare?
  • La turbina va estratta dal lettore turbina e rimessa al suo interno un paio di volte, se l’ingresso e la fuoriuscita sono troppo agevoli, senza un minimo di resistenza, potrebbe essere un campanello d’allarme. Solitamente la resistenza tende a scemare con il passare del tempo ma comunque, anche se minima, non dovrebbe permettere alla turbina di muoversi liberamente all’interno dell’anello del lettore turbina.
  • Nel caso non ci fossero problemi di eccessivo movimento possiamo passare ad esaminare la turbina. Prima cosa da controllare è la retina che protegge l’anima della turbina, se rovinata o non troppo adesa alla plastica quella turbina sarà sicuramente da sostituire prima o poi (più prima che poi per esperienza). Accertate le condizioni della retina possiamo passare all’anima della turbina. Soffiando sopra la retina in modo impercettibile la turbina dovrebbe comunque iniziare a girare, nel caso non lo facesse ha sicuramente dei problemi.
  • Ultima cosa da fare sarebbe effettuare una calibrazione con siringa da 3 o 5 L e verificare se i valori di offset sono nel range di normalità con quelli forniti dal produttore. Sappiamo benissimo che quasi nessuno ha una siringa di calibrazione e dunque il modo più semplice per testare il funzionamento della turbina è effettuare un test FVC conoscendo in precedenza i nostri valori spirometrici. Se FVC, FEV1 e PEF sono in linea con quelli che solitamente facciamo registrare la turbina funziona egregiamente.

E se la turbina fosse rotta o malfunzionante lo spirometro usato non va acquistato?

Anche in questo caso dipende se il venditore è disposto o meno a farvi un buono sconto sul prezzo di acquisto. Lo sconto applicato sullo spirometro dovrebbe aggirarsi più o meno intorno al prezzo della turbina dello spirometro che state andando ad acquistare. Per essere più precisi, una turbina per un Cosmed Pony Fx costa all’incirca 150 euro mentre quella per uno Spirolab 3 o uno Spirolab New 350 euro.

Mini ecg per smartphone a confronto: Smart Cardio vs Kardia

Smart Cardio vs Kardia: pregi e difetti di due fra i più celebri mini ecg per smartphone in commercio. Una sfida all’ultimo ecg…

I dispositivi per la telecardiologia

Il mondo della telemedicina è in continua e costante evoluzione e, specie i dispositivi per il monitoraggio cardiologico online come i mini ecg per smartphone, rappresentano una nuova frontiera sia per cardiologici che per pazienti.

Smart Cardio e Kardia: mini ecg a confronto

smart cardio mini ecg e kardia

Smart Cardio e Kardia sono due perfetti esempi di questa tendenza che sta rivoluzionando il rapporto tra cardiologi e pazienti. Due dispositivi all’insegna di tecnologia e portatili eppure profondamente diversi tra loro.

Aspetto e dimensioni

Sia Smart Cardio che Kardia sono senz’altro mini ecg dall’aspetto gradevole e dalle dimensioni contenute. Entrambi realizzati all’insegna di un pregevole stile minimal.

Smart Cardio pesa meno di 35 grammi, è spesso solo 7 millimetri ed è lungo pochi centimetri.

Addirittura più contenute le misure di Kardia che misura 8.1 x 3.6 x 0.5 cm e pesa solo 9 grammi.

Quest’ultimo ha delle piastre antiscivolo leggermente zigrinate che migliorano la presa. Perché sono proprio le dimensioni dell’apparecchio, forse fin troppo ridotte, a rendere la sua maneggevolezza buona ma, a nostro parere, non ottimale.

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Piuttosto, per quanto riguarda Kardia è bene utilizzare l’accessorio cover che permette di attaccare il dispositivo al retro del proprio smartphone per non correre il rischio di perderlo.

Connessione: bluetooth vs microfono

Per quanto riguarda le modalità di connessione dei due mini ecg allo smartphone, le differenze sono marcate. Smart Cardio opta per una connessione bluetooth mentre Kardia sceglie il microfono del cellulare.

Una differenza non di poco conto che segna decisamente un punto a favore di Smart Cardio perché la connessione bluetooth risulta decisamente più stabile e affidabile.

bluetooth

Il segnale bluetooth permette una connessione sicura fino quasi a 10 metri di distanza mentre la connessione tramite microfono risulta molto più incerta.

Di fatto, la misurazione attraverso Kardia e il microfono del cellulare deve avvenire a pochissimi centimetri di distanza e bisogna assolutamente evitare di spostare anche solo leggermente uno dei due per evitare che il segnale perda di intensità.

microfono kardia

Ma questo non è l’unico handicap della connessione tramite microfono, come vedremo in seguito da alcuni test che abbiamo effettuato…

Filtri e misurazioni

Adesso cominciamo ad entrare nel vivo di questo confronto tra mini ecg per smartphone: Smart Cardio e Kardia.

Come anticipato nel paragrafo precedente, la modalità di connessione rappresenta senz’altro la più grande e importante differenza tra i due dispositivi per la telecardiologia.

La connessione tramite microfono scelta da Kardia ha imposto l’applicazione di un filtro da 50 Hz per isolare rumori e interferenze. Questo filtro rende il tracciato estremamente chiaro e gradevole, anche se si tratta pur sempre di un adattamento “artificiale” della misurazione.

Smart Cardio non necessita di alcun filtro, il che rende quest’ultimo senz’altro più “affidabile”.

Per quanto concerne il capitolo misurazioni, ecco un altro aspetto nel quale Smart Cardio sembra avere una marcia in più rispetto a Kardia. Perché Smart Cardio, oltre al tracciato, consente di ottenere altri misurazioni del segmento QRS, QT, RR, e PR.

Smart Cardio e Kardia: un tracciato in soli 30 secondi

Entrambi sono davvero rapidi! Bastano 30 secondi per registrare un tracciato ecg e condividerlo con il proprio cardiologo.

 

App per smartphone

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Da questo punto di vista, Kardia sembra avere qualcosa in più, perché l’interfaccia della app appare più curata e gradevole.

Entrambe le app di gestione sono disponibili sia per Android che per Apple e sono gratuite.

Anche la app di gestione di Smart Cardio è user friendly, ma se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, possiamo dire che la app Kardia risulta più gradevole nel layout e curata oltre alla possibilità di connettersi all’Health Apple.

La app Kardia è gradevole e curata nel layout mentre quella di Smart Cardio è più spartana. Entrambe sono gratuite[/stextbox]

Prestazioni a confronto

 

Detto che entrambi i mini ecg impiegano soli 30 secondi per registrare un tracciato, nell’analisi delle prestazioni, Smart Cardio è a nostro avviso preferibile sopratttutto per quanto concerne l’affidabilità.

Dai test che abbiamo effettuato, abbiano notato che qualche improvviso colpo di tosse, a volte, è sufficiente ad impedire il completamento corretto della registrazione con Kardia mentre Smart Cardio si è dimostrato più “solido” per così dire.

 

Un caso pratico: bigemino vs fibrillazione atriale

Ecco un caso pratico a supporto di questo test di analisi delle prestazione di due dei mini ecg più venduti del momento, Smart Cardio e Kardia.

Uno dei membri del nostro staff che soffre di una lieve aritmia del cuore con regolare alternarsi di intervalli lunghi e brevi tra i battiti cardiaci, ovvero il classico bigemino (a lui noto da tempo), si è sottoposto alla registrazione del tracciato con entrambi i device. Come si evince dagli screenshot qui di seguito, al termine della registrazione, i “referti” di Smart Cardio e Kardia sono differenti. Mentre il primo ha rilevato una possibile fibrillazione atriale, il tracciato di Smart Cardio ha in effetti mostrato la possibile aritmia.

kardia fibrillazione atriale

 

ecg check con smart cardio

Conclusioni

In conclusione, possiamo affermare che questo confronto tra mini ecg per smartphone ci ha fatto preferire Smart Cardio rispetto a Kardia. Un giudizio basato più sull’affidabilità del dispositivo che si è rivelata superiore rispetto a quella del concorrente.

Kardia si è fatto comunque apprezzare sia per il layout dell’app che per alcune funzionalità come la connessione con iHealth. Purtroppo il suo limite resta la connessione che via microfono, come evidenziato più volte dai nostri test è sembrata incerta. Forse stilisticamente con un pizzico di appeal in meno, Smart Cardio ha messo in luce doti superiori come la possibilità di rilevare le misurazioni dei vari segmenti.

Una sfida comunque “avvincente” tra due dei mini ecg per smartphone più interessanti nel panorama della telemedicina.

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Telecardiologia: una risorsa preziosa per tutta la sanità italiana

La telecardiologia è una parte importante della telemedicina in tutto il mondo, in un certo senso la cardiologia è stata la specialità medica che per prima e con più successo si è affacciata al mondo della telemedicina. La telecardiologia infatti esiste da molti anni anche in Italia grazie a vari progetti sviluppati da centri specialistici cardiologi come il centro cardiologico Monzino e alle numerose centrali di refertazione cardiologica sviluppate in tutto il paese.

Ma che cos’è esattamente la telecardiologia? Ne parliamo più approfonditamente in questo articolo…

Che cos’è la telecardiologia?

Con telecardiologia si intendono tutte quelle pratiche mediche che riguardano la cardiologia che vengono svolte in una o più parti in remoto. La telecardiologia mette in contatto sia il paziente con il cardiologo che il cardiologo con altre figure professionali come medici di medicina generale, infermieri o farmacisti.

La telecardiologia si avvale di moltissime tecnologie diverse e in continua evoluzione. Prima di tutto ricordiamo i pc-ecg senza fili che trasmettono l’ecg via Bluetooth e che per esempio sono davvero comodi in uno studio medico di grandi dimensioni e che semplificano sicuramente il lavoro del cardiologo che non sarà intralciato dai fili. Ma anche i software per gli elettrocardiografi sono strumenti per la telecardiologia perché permettono di trasferire gli esami dall’ellettrocardiografo stesso al pc e da qui di condividerli con il paziente o con altri professionisti. I software degli elettrocardiografi pc-ecg però non fanno solo questo, infatti sono creati per aiutare il cardiologo nell’interpretazione degli elettrocardiogrammi grazie alla presenza di moduli analitici e filtri. Queste tecnologie poi non si limitano solo agli elettrocardiografi a riposo ma riguardano anche gli elettrocardiografi per prove da sforzo e gli holter cardiaci che servono a registrare il tracciato per più giorni consecutivi. Anche gli holter sono entrati a far parte della telecardiologia grazie alla digitalizzazione dei tracciati e a software sempre più sofisticati in grado di aiutare i medici refertatori nella diagnosi.

Infine dobbiamo ricordare alcuni dispositivi medici per la telecardiologia di più recente sviluppo che sono prodotti destinati ad essere utilizzati direttamente dal paziente. Fanno parte di questi prodottii dispositivi digitali come i cardiofrequenzimetri da polso, utilizzati per registrare la frequenza cardiaca, e soprattuto i cosiddetti “event recorder” per la aritmie parossistiche. Questi ultimi sono prodotti davvero utili nella cura e nella prevenzione delle aritmie e della fibrillazione atriale, infatti questi prodotti sono piccoli, comodi da usare e hanno un prezzo contenuto. Vengono utilizzati dal paziente nel momento in cui questo sente i sintomi dell’aritmia e velocemente potrà registrare un breve tracciato da iniviare immediatamente al suo cardiologo o al suo medico comodamente dal cellulare. Questi strumenti permettono di trovare e identificare aritmie altrimenti difficilmente identificabili anche con gli holter cardiaci sulle 24/72 ore perché rare e non continuative.

Alcuni esempi di telecardiologia: la telerefertazione.

 Un esempio fondamentale di quello che può significare la telecardiologica è la telerefertazione. Si parla di telecardiologia infatti quando viene eseguito un elettrocardiogramma su un paziente in un determinato luogo ma la refertazione dell’ecg viene eseguita da un cardiologo che si trova in un’altra sede. La telerefertazione è un servizio estremamente importante e ormai molto sviluppato. La telerefertazione viene utilizzata da moltissime figure sanitarie professionali che hanno bisogno del parere e della conoscenza di un cardiologo per esaminare gli elettrocardiogrammi dei loro pazienti: farmacie, infermieri, medici del lavoro…

La telerefertazione è un’attività ormai svolta professionalmente da molti centri organizzati con a disposizione cardiologi professionisti certificati e reperibili tutto il giorno. Le telerefertazioni cardiologiche vengono vendute spesso a pacchetti con prezzi variabili soprattutto in base al tempo entro il quale si vorrà ricevere l’elettrocardiogramma refertato. Anche su Ippocrateshop sono disponibili pacchetti di refertazione effettuate da un centro di Milano con cui collaboriamo da tempo.

La teleriabilitazione cardiologica

Un altro aspetto da non sottovalutare della telecardiologia è quello della riabilitazione cardiologica a distanza. Questa pratica è meno sviluppata ma comincia ad essere adottata in molti centri che si dedicano alla riabilitazione cardiaca dei pazienti che hanno avuto infarti o scompensi o hanno subito interventi al cuore.

La teleriabilitazione cardiologica permette di effettuare tutti gli esercizi normalmente previsti in caso di riabilitazione cardiaca, non più solo in presenza di un medico, ma anche in centri collegati a distanza con il cardiologo in cui quindi sarà necessaria solo la presenza di personale infermieristico o di fisioterapisti. Addirittura poi la teleriabilitazione cardiaca permette di effettuare la registrazione dell’ecg necessaria durante lo sforzo riabilitativo anche all’aperto grazie ad apparecchiature con collegamenti wireless Bluetooth.

Il telemonitoraggio cardiaco

L’ultimo esempio di digitalizzazione cardiologica che permette di migliorare la cure e la prevenzione cardiovascolare è sicuramente il telemonitoraggio cardiologico. Questa forma di telecardiologia si avvale della tecnologia portatile, digitale e bluetooth di cui parlavamo nel primo paragrafo: cardiofrequenzimetri da polso, orologi wireless ed event recorder con elettrodi da dito. Questi permettono al paziente con particolari esigenze, come chi ha già avuto episodi di aritmie e deve restare monitorato o pazienti in fase di recupero post operatorio, di registrare comodamente da casa il loro tracciato ecg per poterlo condividere con il medico. La condivisione può avvenire in modo semplice tramite messaggio, email o whattsapp oppure in modo più strutturato, come sta succedendo negli ultimi tempi, attraverso app e piattaforme appositamente studiate per il telemonitoraggio che permettono di inviare dati in modo più sicuro e rintraccabile.

La cardiologia è quindi un ambito della telemedicina che ha subito negli ultimi anni una fortissima accelerazione facendo da apripista anche per altri campi specialistici e per lo sviluppo di pratiche e forme di telemedicina più ampie e strutturate. Per questo motivo la telecardiologia risulta una risorsa davvero preziosa per i nostri medici e per il nostro sistema sanitario.  

Che cos’è il test sierologico per Sars-cov-2? Quando si consiglia di eseguire il test sierologico? Quali tipi di test per Covid-19 esistono? Cosa vogliono dire i risultati del test sierologico per sars-cov-2?

Il test sierologico è uno strumento molto utile nella lotta e nella prevenzione verso il contagio da Covid-19 nella popolazione e di cui si parla ormai moltissimo. Esistono diversi test per la rilevazione del virus Sars-cov-2 tutti con specifiche e scopi diversi. Con questo articolo evidenzieremo quali sono le differenze ponendo particolare enfasi al test sierologico rapido con pungidito, approfondendo il suo utilizzo, la sua validità e i casi in cui è utile effettuarlo.

Quali tipi di test per Covid-19 esistono in commercio e a cosa servono?

In commercio esistono molte tipologie di test e analisi per rilevare la presenza del virus Sars-cov-2. I principali e più utilizzati sono 3: il tampone molecolare, il tampone rapido antigenico e il test sierologico. Vediamo velocemente come funzionano e a cosa servono:

  • Tampone molecolare: si tratta del test diagnostico maggiormente utilizzato e che viene effettuato per identificare un’eventuale infezione in corso. Questo test, considerato molto affidabile per rilevare la presenza del virus all’interno del corpo e quindi un avvenuto contagio che richiede isolamento e quarantena, deve essere svolto da personale medico e poi elaborato in appositi laboratori. La procedura del tampone è delicata e deve essere svolta da personale autorizzato. Si tratta di un prelievo di cellule superficiali, muco e secrezioni respiratorie dalle cavità nasali e dalla gola. Il campione prelevato viene poi processato in specifici laboratori dotati di macchinari per la tecnica PCR che è un metodo di amplificazione che permette di rilevare anche le più piccole tracce dell’RNA (acido nucleico) del virus. Questo metodo è estremamente preciso ed efficace ed è da utilizzare quando si hanno sintomi riconducibili a Covid-19 o quando si è stati a stretto contatto con un caso risultato positivo. Poiché il test viene eseguito solo da operatori sanitari e viene elaborato solo in pochi laboratori attrezzati, questo test è il più costoso e quello che richiede più tempo per conoscere il risultato, mediamente 1-2 giorni.
  • Tampone rapido antigenico: il tampone rapido è un test eseguito, almeno nella prima fase, esattamente come il tampone molecolare per Sars-cov-2, quindi da personale sanitario tramite il prelievo con un tampone di cellule, muco e secrezioni da naso e gola. Quello che cambia è il test in sé, il tampone rapido infatti va alla ricerca non dell’Rna ma dell’antigene in sé, quindi della proteina spike presente nel virus, e lo si fa utilizzando gli anticorpi specifici che sono presenti nel test. Questo processo non deve essere effettuato in laboratorio ma può essere reso visibile a occhio nudo utilizzando specifici reagenti e lettori molto semplici da utilizzare. Il tampone rapido è considerato molto affidabile, anche se non sempre è in grado di rilevare casi asintomatici con lieve carica virale. Il tampone rapido antigenico per Sars-cov-2 è uno strumento davvero prezioso per effettuare molti test rapidamente, infatti i risultati sono pressoché immediati (10-15 minuti al massimo) e i costi sono decisamente inferiori poiché non prevedono l’utilizzo di specifici strumenti.
  • Test sierologici: i test sierologici si differenziano molto dai due test precedenti, sia per la modalità di prelievo che per la tipologia di ricerca. I test sierologici si effettuano con il prelievo di sangue e rilevano la presenza non del virus, bensì degli anticorpi contro sars-cov-2. I test sierologici possono essere facilmente effettuati anche da personale non sanitario poiché richiedono solo il prelievo di sangue capillare con un semplice pungidito. Il sangue viene poi messo a contatto con un reagente e un lettore che contiene proteine ricombinante del virus SARS-COV-2, in questo modo sarà subito visibile facilmente se il risultato del test è negativo o positivo. I test sierologici cercano due tipi di anticorpi (IgG e IgM, il primo indica un contatto recente con il virus, il secondo un contatto più datato) che indicano se la persona è entrata in contatto con il virus e ha sviluppato gli anticorpi specifici per combatterlo.

Quando eseguire il test sierologico per sars-cov-2?

Il test sierologico è utile in diversi casi, anche se ricordiamo, non sostituisce il tampone rino-faringeo e non evidenzia un’infezione in corso. Il test rapido sierologico per Covid-19 è un metodo per capire se in passato la persona che vi si sottopone è entrata in contatto con il virus, magari in modo asintomatico, senza accorgersene, e ora ha sviluppato delle difese immunitarie che potrebbero proteggerlo da eventuali reinfezioni. Il test sierologico poi è molto utile a livello statistico per capire se una determinata popolazione, che magari non ha potuto sottoporsi puntualmente al tampone durante la fase acuta del contagio, è entrata in contatto con il virus e a che livello. Infine il test sierologico può diventare molto utile anche adesso in fase di vaccinazione. Infatti un soggetto vaccinato potrà effettuare un test sierologico dopo i tempi stabiliti per l’immunizzazione per capire se ha effettivamente sviluppato gli anticorpi necessari.

Come interpretare i risultati di un test sierologico per covid-19?

I test sierologici per la rilevazione di anticorpi contro Covid-19 sono solitamente test rapidi eseguibili con pungidito, facili da effettuare e con un costo piuttosto contenuto. I test rapidi possono dare 4 tipi di risultati, vediamo quali:

quando è presente solo la linea di controllo visibile significa che la persona non ha mai sviluppato anticorpi specifici per il SARS-CoV-2

Se vengono evidenziate solo la linea di controllo e la linea IgM significa che persona è entrata in contatto con il virus recentemente e ha sviluppato anticorpi.

Linea di controllo, linea IgG e linea IgM visibili: significa che la persona è entrata in contatto con il virus tra i 10 e 15 giorni precedenti
 

Se compaiono la linea di controllo e la linea IgG significa che la persona è entrata in contatto con il virus tempo fa (almeno 15 giorni) e ha sviluppato anticorpi specifici per il coronavirus in questione. La linea è visibile anche nelle persone vaccinate di recente.

Su Ippocrateshop sono disponibili i test sierologici rapidi per covid-19 che hanno una sensibilità del 98,8% e una specificità del 98,7%.

Come si usa il fonendoscopio?

Il fonendoscopio è uno strumento utilizzato nella pratica medica per auscultare i suoni provenienti dalle visceri, al contrario dello stetoscopio che è comunemente utilizzato per l’auscultazione del torace. Normalmente i fonendoscopi sono dotati di doppia testina per permettere entrambe le tipologie di auscultazione (suoni ad alta frequenza e suoni bassa frequenza) e vengono quindi tecnicamente definiti stetofonendoscopi ma ormai è entrato nell’uso comune utilizzare questi termini senza troppa distinzione oppure chiamare lo strumento semplicemente stetoscopio o fonendoscopio. Ma come funziona esattamente un fonendoscopio e come va utilizzato? Scopriamolo insieme.

 

Come è fatto uno stetofonendoscopio?

Lo stetofonendoscopio è composto da 3 parti fondamentali: la campana, il tubo e gli auricolari. Alla base dello stetofonendoscopio si trovano una campana e un diaframma, le due parti hanno scopi diversi: la campana è in grado di amplificare i suoni con frequenze basse mentre la parte piatta, chiamata membrana, serve per amplificare le frequenze medio-alte. La membrana è utilizzata per auscultare i suoni provenienti dallo stomaco e dall’intestino. La membrana è in grado di percepire i suoni attraverso la vibrazione della pelle. Sopra la membrana troviamo il tubo che collega la campana alle orecchie e trasporta i suoni amplificati, isolandoli. Al termine del tubo troviamo l’archetto con gli auricolari da posizionare nelle orecchie per poter procedere all’auscultazione con il fonendoscopio.

Come auscultare i polmoni con il fonendoscopio?

L’auscultazione del torace è una parte fondamentale di una visita medica. L’auscultazione avviene utilizzando il fonendoscopio con il paziente a riposo, lasciandolo respirare profondamente dalla bocca. L’auscultazione del torace deve essere effettuata nei punti indicati qui sotto, sia anteriormente che posteriormente:

Il rumore percepito durante l’auscultazione con il fonendoscopio in un paziente sano è il cosiddetto murmure vescicolare fisiologico, cioè il rumore respiratorio normale. Qualsiasi altro rumore percepito è da considerarsi patologico. I rumori patologici più comunemente riscontrabili durante un’auscultazione del torace con il fonendoscopio sono: i rantoli subcrepitanti, cioè rantoli o crepitii a bassa tonalità, presenti in caso di bronchite; i rantoli fini, anche detti rantoli crepitanti, tipici della broncopolmonite e i ronchi classici, detti anche gemiti, o i sibili, presenti in caso di broncocostrizione.

Come auscultare il cuore con lo stetofonendoscopio?

Durante l’auscultazione del cuore con il fonendoscopio il medico appoggia lo stetoscopio su 4 diverse zone del torace, come nell’illustrazione qua sotto:

Le zone auscultate in queste posizioni sono: regione aortica, regione polmonare, regione tricuspide e regione mitrale. Durante l’auscultazione del cuore il medico valuta il suono emesso dal cuore durante il battito, l’intervallo di tempo fra i battiti e l’intensità dei battiti stessi. Se in queste tre variabili vengono riscontrate delle anomalie durante l’auscultazione cardiaca con il fonendoscopio saranno necessari esami più approfonditi. Un’anomalia piuttosto comune è il cosiddetto “soffio al cuore”. Il soffio al cuore è la condizione in cui il flusso del sangue spinto dal muscolo cardiaco perde la normale e caratteristica silenziosità e genera un rumore udibile con lo stetoscopio. Spesso questo soffio è del tutto fisiologico e non indica alcuna patologia.

Lo steoscopio, o fonendoscopio o se preferite stetofonendoscopio è quindi uno strumento molto utile per una prima diagnosi sulla salute del paziente e quindi necessario in moltissime specialità mediche. Su Ippocrateshop potete trovare un’ampia selezione di fonendoscopi adatti a tutte le situazioni:

Termometri e termoscanner: cosa sono e come funzionano?

Il termoscanner è un oggetto che ormai tutti conosciamo, entrato di prepotenza nella nostra vita quotidiana a causa della pandemia da Sars-Cov-2. Il termoscanner viene utilizzato per misurare a distanza la temperatura delle persone prima dell’accesso in moltissimi luoghi pubblici: negozi, uffici, centri commerciali, treni, aerei, ecc. Ma che cos’è esattamente un termoscanner e come funziona? Cosa misura esattamente il termoscanner? Qual è la differenza con un termometro?

Con questo articolo cercheremo di rispondere a queste e a tante altre domande riguardo a un dispositivo ormai così tanto diffuso.

Un controllo della temperatura tramite termoscanner all’ingresso di un ristorante.

Che cos’è un termoscanner?

Un termoscanner è un dispositivo in grado di misurare la temperatura corporea delle persone. Ne esistono diverse tipologie che si presentano con forme molto distanti fra di loro: ci sono dei piccoli tablet con fotocamera annessa posti sopra dei totem o addirittura dei veri e propri portali molto simili ai “metal detector” degli aeroporti; e poi ci sono le tipiche “pistole” termoscanner, che si avvicinano alla fronte delle persone e premendo un pulsante viene effettuata la misurazione.

Come funzionano i termoscanner?

Tutti i termoscanner hanno in comune una cosa: la misurazione secondo la termografia a infrarossi. Il funzionamento è semplice: ogni corpo emette radiazioni elettromagnetiche e più un corpo è caldo più radiazioni emette. Le radiazioni emesse dal corpo umano sono radiazioni infrarosse e possono essere captate con le cosiddette telecamere termografiche o termocamere che sono appunto quelle presenti sui termoscanner.

Differenze fra termoscanner e termometri

Spesso i termoscanner vengono anche definiti termometri a distanza, ma i termoscanner sono davvero così simili ai termometri? Innanzitutto partiamo con lo spiegare che cos’è esattamente un termometro e come funziona. Il termometro è lo strumento più comune utilizzato per misurare la temperatura corporea. È un  dispositivo facile  da utilizzare basato su un fenomeno fisico noto da molti secoli: due corpi posti a contatto dopo un certo tempo si portano alla stessa temperatura (equilibrio termico). Ecco quindi la prima differenza fra i due dispositivi: il meccanismo di funzionamento. Ma c’è anche un’altra importante differenza: il termometro misura la temperatura corporea mentre il termoscanner misura la temperatura della pelle.

Perché utilizzare il termoscanner?

Il termoscanner quindi sicuramente non dà una misurazione precisa della temperatura corporea delle persone e sicuramente può essere soggetto a degli errori (ad es. se una persona ha preso tanto sole o è molto coperta la temperatura della pelle si può alzare) ma è un dispositivo davvero utile per effettuare uno screening veloce. Sarebbe impossibile ma soprattutto contrario alle norme per il contenimento del contagio misurare la temperatura corporea di tutte le persone che accedono a un luogo pubblico con un termometro da contatto. Il termoscanner risulta quindi essere la soluzione più efficiente ed efficace in questo momento. Rimane comunque consigliato per uso personale il termometro da contatto che permette di conoscere con maggiore precisione la presenza di stati febbrili.

Il Termoscanner in vendita su Ippocrateshop: certificato medicale IIa

Su Ippocrateshop è disponibile un termoscanner con tencologia infrarossi e forma a pistola per misurare la temperatura della pelle. Il nostro termoscanner è un dispositivo medicale certificato CE di grado IIa. Questo significa che ha passato tutti i controlli necessari per poter essere considerato uno strumento diagnostico medicale preciso e affidabile secondo le norme della commissione europea. Questo termoscanner può essere utilizzato in tutti i centri medici, negli ospedali, nelle cliniche, ma anche in uffici pubblici e scuole, per misurare la temperatura corporea all’ingresso e assicurarsi con la massima affidabilità che questa non superi i 37.5, limite massimo stabilito dall’ISS.

Il software di Medicina del Lavoro Urano4web e i prodotti di Ippocrateshop

Per i Medici Competenti che utilizzano il software gestionale per la Medicina del Lavoro Urano4web ci sono ottime notizie: molti dei prodotti esclusivi di Ippocrateshop sono completamente compatibili e dialoganti con il software e possono essere utilizzati con estrema facilità durante lo svolgimento delle visite mediche effettuate con Urano4Web. Con questo articolo vi raccontiamo qualcosa in più del software per la gestione della Medicina del Lavoro Urano4web e di come si interfaccia con alcuni dei nostri migliori prodotti.

Urano4web: un software per la Medicina del Lavoro in Cloud completo ed in continuo aggiornamento.

Urano4web è un software molto conosciuto in Italia fra i Medici Competenti. Urano4web è utilizzato per la gestione delle visite e delle scadenze, per la gestione dei dati dei lavoratori, per la fatturazione, per la creazione di report e referti e per tutto ciò che concerne le attività giornaliere di un Medico del Lavoro. Le caratteristiche principali che rendono Urano4web un software davvero utile e semplice da utilizzare sono:

  • Il gestionale è in formato Cloud ed è quindi accessibile online da qualunque dispositivo
  • Dati sicuri, adeguamento GDPR e standard europei sulla privacy
  • Libertà di configurazione e personalizzazione in base alle proprie esigenze
  • Possibilità di creare infiniti utenti con diverse abilitazioni
  • Agenda ed alert per ricordarsi scadenze ed appuntamenti
  • Cartelle sanitarie e di rischio complete ed intuitive
  • Ben 16 Questionari integrati
  • Possibilità di scambiare giudizi di idoneità e convocazioni via mail con il lavoratore ed il datore di lavoro
  • Gestione completa della nuova regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro
  • Allegato 3B XML per invio automatico al portale INAIL
  • Creazione di statistiche e report semplici e veloci
  • Creazione di preventivi, listini e fatture XML
  • Firma grafometrica
  • Portale Azienda

I prodotti di Ippocrateshop che si interfacciano con il software Urano4web

Alcuni dei nostri migliori prodotti per la medicina del lavoro si interfacciano direttamente con il software Urano4web. L’interfaccia è studiata per far sì che le visite possano essere svolte velocemente e che i dati dei lavoratori e delle misurazioni possano essere trasferiti automaticamente senza passaggi inutili.

Spirometro Minispir di Mir

Lo spirometro USB Minispir di Mir è uno degli spirometri più conosciuti, pratici ed utilizzati dai medici competenti. Questo spirometro disponibile sul nostro sito per l’acquisto è uno spirometro portatile in grado di effettuare spirometrie forzate e lente e di restituire al medico una curva flusso-volume sempre attendibile e i valori spirometrici più importanti.

Mir Minispir è uno spirometro usb completamente compatibile con il software gestionale Urano4web. L’integrazione fra Minispir e Urano4web è bidirezionale, questo significa che tutti i campi necessari che non vengono inseriti direttamente in Urano4Web possono essere inseriti nel software dello spirometro e queste modifiche verranno poi riportate in automatico in Urano4Web.

PC ecg interpretativo CS 180 di Beneware

Su Urano4web è possibile utilizzare anche uno dei nostri migliori ecg: un pc ecg interpretativo dal prezzo davvero unico, solo 799 € per il CS180 di Beneware.

Grazie all’interfaccia con Urano4web potrete eseguire l’elettrocardiogramma e trasferire in automatico il referto nella cartella del vostro paziente sul gestionale Urano4Web

Il Pc ecg CS180 di Beneware è un ecg a 12 canali con refertazione automatica che si collega al vostro computer e trasforma il Pc in un vero e proprio elettrocardiografo. Il software è strutturato in maniera semplice per avvicinare anche chi non è un cardiologo ma presenta soluzioni presenti solo su ecg di fascia più alta (ecg ad alta frequenza per fare un esempio o interpretazione basata sui segmenti più rappresentativi).

CS180 di Beneware è la risposta alle richieste di minor ingombro e semplicità di utilizzo che ci rivolgono sempre i medici del lavoro nel momento in cui devono scegliere un elettrocardiografo.

Audiometro USB Inventis Piccolo

Abbiamo parlato di spirometro ed elettrocardiografo, cosa può mancare nella dotazione tipo del medico competente? Ovviamente l’audiometro, e nel nostro caso l’audiometro usb Inventis Piccolo.

Inventis Piccolo è un audiometro usb che si collega al vostro pc e vi permette di eseguire audiometrie tonali liminari per via aerea e ossea ed è perfettamente compatibile con il software cloud di medicina del lavoro Urano4Web.

Inventis Piccolo racchiude in uno strumento grande come uno smartphone tutte le caratteristiche di praticità, facilità di utilizzo e attendibilità del dato richieste dalla dinamicità intrinseca della vostra professione.

Piccolo trasforma il vostro Pc in un audiometro grazie al software Inventis Maestro. Ma non si limita solo al vostro computer, Inventis Piccolo Aero è compatibile anche con iPad, vi basterà scaricare la app e potrete iniziare ad eseguire audiometrie tonali anche sul vostro tablet Apple.

Trasferire gli audiogrammi sulla cartella sanitaria di Urano4Web è semplicissimo e completamente automatizzato, le due aziende continuano a lavorare insieme da anni per cercare di rendere sempre più bidirezionali l’acquisizione dei dati paziente ed esami.

E la stampa oggettiva del test delle droghe? BSN drug reader vi viene in soccorso

BSN drug reader è lo strumento compatibile con Urano4Web che permette di inserire nel vostro software di medicina del lavoro la stampa oggettiva del risultato del test delle droghe effettuato al paziente.

Il drug reader di Bsn si collega al vostro pc o al vostro Mac (questo drug reader infatti è uno dei pochi sul mercato compatibile anche con OSX) tramite un comodo cavo usb e fotografa i risultati del test delle droghe mostrandoveli sul software pronti per essere stampati o allegati alla cartella del lavoratore.

Il drug reader è pensato per generare la stampa oggettiva del test delle droghe in strip e cup, a seconda di ciò che siete abituati ad utilizzare. Le due tipologie di test delle droghe analizzano la presenza di 7 sostanze stupefacenti + 1:

  1. Anfetamina (AMP): stimolante del sistema nervoso centrale
  2. Cocaina (COC): stimolante del sistema nervoso centrale e anestetico locale
  3. Marijuana (THC-COOH): il tetraidrocannabinolo è generalmente accettato come il principio attivo della marijuana che viene poi trasformato nei metaboliti del THC nel fegato. Questi metaboliti inattivi sono immagazzinati nel tessuto adiposo e scaricati nelle urine in un periodo che va da alcuni giorni ad alcune settimane dall’assunzione
  4. Metadone (MTD): analgesico sintetico utilizzato come narcotico e tranquillante
  5. Metanfetamina (MET): stimolante del sistema nervoso centrale
  6. Ecstasy (MDMA): stimolante del sistema nervoso centrale con tendenze allucinogene
  7. Oppio/Morfina (OPI/MOR): oppiacei come eroina, morfina e codeina sono sedativi del sistema nervoso centrale.

Buprenorfina (BUP): potente analgesico utilizzato come sostituto degli oppiacei. L’emivita della buprenorfina nel plasma è di 2-4 ore, la finestra di determinazione della droga parentale è di circa 3 giorni.

I test delle droghe valutano anche la presenza di adulteranti e il ph dell’urina analizzata.

Test delle droghe, ecco come funzionano

test delle droghe come funzionano

Oggi sul mercato esistono diversi test delle droghe, sistemi rapidi di screening per rilevare la presenza di cocaina e altre sostanze adulteranti.

Per comprendere l’importanza del test delle droghe oggi e vedere come funzionano i moderni sistemi rapidi di screening per rilevare la presenza di droghe nelle urine, prima di tutto è utile contestualizzare il fenomeno.

I dati sul consumo di droga in Italia e nel mondo sono moltissimi e profondamente diversi tra loro. Tutti però evidenziano come il consumo di sostanze stupefacenti sia in costante aumento tra tutte le età e le fasce di popolazione.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Addiction e realizzato dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, attraverso l’analisi dei metaboliti urinari delle droghe nei reflui urbani, la cocaina rappresenta la droga più consumata nel nostro paese. Le misurazioni sono state effettuate dal 2011 al 2017 in 37 paesi europei, negli Stati Uniti, Canada e in Australia. Secondo i dati è la cocaina a rappresentare la droga più consumata in Europa occidentale, meridionale e in Sud America.

La metamfetamina, invece, è la droga più assunta in Europa orientale con una crescita dei consumi negli USA, in Canada e Australia. In Belgio, Olanda, Germania e nei paesi scandinavi è l’amfetamina la più usata.

test droghe urine

Test delle droghe: ecco come funzionano

Al di là dei dispositivi per uso privato, possiamo dire che i test delle droghe per uso medico più utilizzati sono dispositivi che tramite campioni di saliva o urina sono in grado di rilevare nell’organismo la presenza dei metaboliti di sostanze stupefacenti.

Esistono test delle droghe specifici per:

  • urine
  • saliva
  • superfici

Questi sistemi di screening sono generalmente in grado di analizzare una o più combinazioni di diverse sostanze.

Naturalmente va precisato che i tempi di smaltimento delle droghe nell’organismo umano vengono influenzati da molti fattori come la massa corporea, la tolleranza alla sostanza stupefacente, la frequenza di abuso… In linea di massima si tendono a preferire i test delle urine perché qui i tempi di permanenza delle sostanze stupefacenti risultano essere più lunghi rispetto alla saliva.

Con l’utilizzo dei test delle droghe con urina ad esempio la cocaina ha un tempo di permanenza medio di 2/4 giorni, la marijuana di 15/30 giorni mentre utilizzando i test antidroga tramite saliva i tempi di permanenza medi calano drasticamente.

I migliori test rapidi sono in grado di restituire un risultato affidabile nel giro di 5/10 minuti dal contatto con l’urina.

Test droghe BSN

Drug reader di BSN

Drug reader di BSN è un lettore di strip per esami tossicologici di primo livello.  Si tratta di un test immunologico basato sul principio del legame competitivo tra droghe e proteine.

Permette la rilevazione simultanea di:

  • amfetamine
  • buprenorfina
  • cocaina
  • MDMA metamfetamine
  • metadone
  • oppiacei/morfina
  • marijuana

Il lettore è perfetto per i medici del lavoro che eseguono test delle droghe su alcune tipologie di lavoratori in accordo con le normative vigenti del Ministero della Salute trasmesse alla Conferenza Unificata Stato-Regioni per gli “Indirizzi per la prevenzione di infortuni gravi e mortali correlati all’assunzione di alcol e droghe”. Il lettore di strip è dotato di un software, installabile su tutti i Pc e Mac, di facile utilizzo che permette la stampa oggettiva del test delle droghe effettuato in formato cartaceo e Pdf.

Chi deve eseguire il test

La normativa ha stabilito che i lavoratori che svolgono mansioni a rischio sicurezza propria e altrui possono essere sottoposti, anche per ragionevole dubbio, ad accertamenti sanitari periodici di verifica.

Ci si riferisce, in particolare, ad attività che riguardano il settore trasporto come autisti, addetti alla guida di macchine movimentazione merci, carrelli elevatori e chi maneggia sostanze pericolose come esplosivi, armi e gas tossici.

Quando decide di affidare a un lavoratore questi incarichi, il datore di lavoro deve eseguire una visita medica preventiva tramite cui il medico competente verificherà l’assenza di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti sottoponendolo a specifici test di screening.

Superato questo primo accertamento, il datore dovrà programmare una serie di visite periodiche con il medico del lavoro con cadenza almeno annuale.

In caso di positività degli accertamenti di primo livello il lavoratore viene giudicato temporaneamente inidoneo alla mansione e viene inviato alle strutture sanitarie competenti per l’effettuazione degli ulteriori approfondimenti diagnostici di secondo livello.

Secondo l’art. 41, comma 4 del D. Lgs. 81/08, le visite di sorveglianza sanitaria effettuate dal medico competente hanno anche lo scopo di verificare l’eventuale condizione di dipendenza o assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.

In particolare, devono osservate il rispetto della riservatezza del dipendente aziendale, offrirgli assistenza e soccorso, aver cura dell’eventuale reinserimento lavorativo in seguito a recupero, e considerare tutti i casi in cui alcol e droga potrebbero porre lui stesso o gli altri in situazioni di rischio.

Ma è importante sottolineare che, qualora, il medico competente ritienga che sussista un concreto rischio di abuso di alcol e stupefacenti sul luogo di lavoro in un settore pericoloso, ha l’obbligo di programmare assieme al datore di lavoro alcol o drug test a sorpresa durante l’orario lavorativo.

App misura pressione, perché sono sempre più utilizzate

App misura pressione

Sul mercato sono sempre più le app per misurare la pressione arteriosa tramite smartphone. Ma come si misura la pressione con una app?

Può bastare una app per cercare di ridurre i valori della pressione sanguigna? Certamente no, ma chi soffre di ipertensione, oltre alla dieta e allo stile di vita sano, da qualche anno può contare su una serie di app per la misurazione della pressione tramite smartphone.

Stiamo parlando di un fenomeno sempre più ampio. Basti pensare che oggi sono decine le app misura pressione disponibili per iPhone e smartphone Android che stanno lentamente sostituendo i classici misuratori portatili.

Come sappiamo tutti, l’ipertensione può essere causa di ictus, infarto, aneurisma e insufficienza cardiaca oltre all’indebolimento dei vasi sanguigni, la perdita della vista e la difficoltà della concentrazione.

Ecco perché negli anni scorsi i misuratori di pressione portatili sono diventati uno strumento presente nelle case di moltissimi italiani.

Il controllo continuo e costante della pressione arteriosa è una  necessità per milioni di persone e oggi è possibile eseguirlo in qualsiasi momento della giornata grazie a queste app per la misurazione della pressione.

Iniziamo col dire che la pressione nei soggetti detti normotesi può essere controllata annualmente mentre nei soggetti ipertesi deve essere misurata più frequentemente (anche una volta alla settimana) per consentire al medico di impostare le terapie più opportune

Una prima precisazione è d’obbligo. Se gli strumenti di auto misurazione sono diversi e particolarmente semplici da utilizzare, è bene ricordare che solo un medico può diagnosticare se una persona soffre di ipertensione. Oltre ai valori della misurazione, infatti, per una corretta diagnosi vanno considerati altri parametri come:

  • età
  • condizioni generali
  • presenza di altri fattori di rischio cardiovascolari

L’ipertensione

Secondo i dati forniti dall’OMS, almeno un adulto su tre in tutto il mondo soffre di ipertensione.  Questa malattia causa circa la metà di tutti i decessi per ictus e malattie cardiache. L’ipertensione è considerata direttamente responsabile di 7,5 milioni di decessi per il 2004 – circa il 13% del totale dei decessi nel mondo.

In quasi tutti i paesi ad alto reddito, la grande diffusione della diagnosi e del trattamento con farmaci a basso costo ha portato a una importante diminuzione della pressione arteriosa media nella popolazione – e questo ha contribuito a una diminuzione dei decessi dovuti a malattie cardiache.

Ad esempio, nel 1980 quasi il 40% degli adulti nella Regione Europea dell’OMS e il 31% degli adulti nella Regione delle Americhe dell’OMS aveva la pressione alta. Nel 2008, queste percentuali sono scese rispettivamente al 30% e 23%. 

Molte persone affette da ipertensione nei paesi in via di sviluppo rimangono non diagnosticate, e così restano escluse dal trattamento, che potrebbe ridurre in misura significativa il rischio di morte e disabilità a causa di malattie cardiache e ictus.

Ma non va sottovalutata neppure l’ipotensione, ovvero la condizione di una pressione troppo bassa. Tra le patologie che possono causare una riduzione sostanziale della pressione arteriosa, ci sono: infarto del miocardio, shock anafilattico, insufficienza cardiaca  alcune forme di aritmia, la bradicardia, l’embolia polmonare…

Pressione sistolica e diastolica tramite app

Proprio come i dispositivi per la misurazione tradizionali, anche le app misura pressione registrano i valori di pressione sistolica e diastolica, ovvero quelle comunemente dette massima e minima.

Come noto, la pressione  sistolica (PAS) detta anche “massima”, è il valore dato dal massimo flusso sanguigno espulso ad ogni contrazione del cuore nella fase di sistole. È dato dal volume di sangue e dalla forza con cui i ventricoli si contraggono e dall’elasticità delle arterie.

Mentre la pressione diastolica (PAD), ovvero la “minima”, è il valore dato dal periodo di riposo del cuore, ossia la diastole; è dato dalla durata della diastole e dalle resistenze periferiche.

Ma non sono questi gli unici parametri importanti da prendere in considerazione, perché una misurazione completa deve anche riportare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa media.

Come funzionano le app per la misurazione della pressione

Ma come funzionano le app per la misurazione della pressione su smartphone?

Semplice.

Per prima cosa si scarica l’applicativo dall’Apple Store per i gli iPhone oppure da Play Store per tutti i device Android.

Il misuratore di pressione digitale da braccio si connette tramite bluetooth allo smartphone. Sarà sufficiente effettuare una ricerca dei dispositivi associabili nelle impostazioni del telefono per trovare il dispositivo da associare.

Se è vero che le prime app di questo tipo non erano molto precise e registravano valori molto diversi anche a seguito di misurazioni molto ravvicinate, è altrettanto vero che col tempo la sensibilità è migliorata e oggi le migliori app di questo tipo assicurano una precisione intorno a + o – 5 mmHg.

Airbp il misuratore di pressione digitale con app per smartphone

AirBP e l’app per misurare la pressione

AirBP è il misuratore di pressione per smartphone Apple e Android. Un dispositivo di telemedicina che annulla le distanze tra medico e paziente. Grazie ad AirBP quest’ultimo potrà condividere con il proprio medico curante via e-mail e whatsapp tutte le registrazioni fatte in modo semplice ed immediato. La app ha un tasto di condivisione che permette l’invio dei valori con i servizi di messaggistica più utilizzati.

Una volta misurati i vostri valori di pressione sistolica e diastolica sullo schermo dello smartphone comparirà un grafico e dei valori numerici:

  • Valori di pressione sistolica e diastolica espressi in mmHg
  • Frequenza cardiaca
  • MAP pressione arteriosa media
  • Pulse pressue ovvero la differenza tra pressione sist. e diast.
  • Un grafico colorato che collocherà i valori rilevati all’interno di un range di normalità dove l’azzurro indica una pressione bassa ed il rosso troppo alta

 

Airbp app per la misurazione della pressione su smartphone

Conclusioni

Insomma: l’auto misurazione della pressione è utile, effettuata tanto con dispositivi automatici e semi automatici che tramite app misura pressione a patto che l’operazione sia effettuata senza apprensione o eccessiva compulsività e che i valori siano poi interpretati da un medico.