Elettrocardiografo – ecg

L’elettrocardiografo o ecg è uno strumento affascinante utilizzato per eseguire l’elettrocardiogramma, ovvero la riproduzione grafica del tracciato dell’attività elettrica del cuore. L’elettrocardiografo è uno strumento medicale antico e davvero interessante che richiede elevati livelli di tecnologia e che ha visto uno sviluppo lungo e complicato. Oggi Ippocrateshop propone una vasta gamma di elettrocardiografi e il nostro team è particolarmente interessato e affezionato a questo ramo della tecnologia medicale. Con questo articolo vogliamo condividere il più possibile le nostre conoscenze e il nostro amore per questo bellissimo e utile dispositivo.

tablet ecg lepu 12 derivazioni 10elettrodi

Che cos’è l’elettrocardiografo o ecg?

L’elettrocardiografo è un dispositivo medicale utilizzato in cardiologia per analizzare il segnale elettrico creato dal cuore. L’elettrocardiografo, chiamato comunemente ecg è formato da 3 parti principali: il corpo dell’ecg, il cavo ecg e gli elettrodi. Il corpo ecg può essere di varie dimensioni e con moltissime funzionalità diverse. Ad esempio il nostro bestseller, l’ecg 90a di Contec, che è un elettrocardiografo portatile, ha un corpo ecg molto piccolo con uno schermo e una stampante integrata per carta termica. Altri nostri ecg come il pc ecg cs180 di Beneware sono dei pc ecg che funzionano solo se collegati tramite cavo usb al computer. I cavi ecg sono invece i cavi che servono a trasmettere il segnale elettrico del cuore dagli elettrodi al corpo dell’ecg che poi li renderà visibili sul tracciato e in caso di elettrocardiografo interpretativo li analizzerà. I cavi variano a seconda della marca, su Ippocrateshop ne potete trovare moltissimi. Infine gli elettrodi sono il collegamento con il corpo del paziente e quindi con il suo cuore. La giusta collocazione degli elettrodi è importante per poter cogliere il segnale elettrico del cuore nel modo corretto. In commercio esistono tantissimi tipi di elettrodi e su Ippocrateshop puoi trovarli tutti.

Come funziona l’elettrocardiografo?

Il cuore è un organo diviso in 4 cavità e composto da un tessuto muscolare unico: il miocardio. Il miocardio è in grado da solo di generare impulsi autonomi che permettono al cuore di contrarsi o “battere”. La sorgente di questi impulsi è paragonabile al segnale elettrico e l’elettrocardiografo è in grado di captarlo e riprodurlo graficamente. Ciò che vedete riprodotto sull’ecg è quello che viene definito ritmo cardiaco, ovvero il susseguirsi normale di contrazioni e distensioni delle cavità del cuore. Il ritmo normale è definito ritmo sinusale. L’elettrocardiografo mostra questo ritmo attraverso il susseguirsi di onde visibili nel tracciato con picchi e momenti distensivi, ognuno identificabile con un particolare movimento elettrico e meccanico del cuore. Gli elettrodi posizionati correttamente sono in grado di percepire le 12 derivazioni necessarie all’ecg per riprodurre il ritmo cardiaco. Le derivazioni altro non sono che le distanze fra due elettrodi. Ogni derivazione viene rappresentata graficamente da un vettore che rappresenta la forza elettrica del cuore vista da un certo punto di vista. Per saperne di più su derivazioni e posizioni degli elettrodi leggete il nostro articolo: ecg a 12 derivazioni, ecco perché ha 10 elettrodi.

elettrodi ecg e 12 derivazioni
Elettrodi ecg e 12 derivazioni

A cosa serve l’ecg?

L’elettrocardiografo o ecg è lo strumento più utilizzato dai cardiologi per effettuare una prima diagnosi sullo stato di salute del cuore. Grazie all’elettrocardiografo infatti è possibile riconoscere numerose malattie e anomali del cuore come le aritmie. Esistono inoltre due tipi di esami eseguibili con ecg: l’ecg a riposo e l’ecg sotto sforzo, il primo viene effettuato su un paziente a riposo sdraiato su un lettino, il secondo viene eseguito mentre il paziente esegue uno sforzo fisico utilizzando normalmente un cicloergometro o un tapis roulant. Con l’ecg sotto sforzo è possibile individuare patologie cardiache latenti. Le principali malattie riscontrabili attraverso una visita con elettrocardiografo sono: aritmie, ischemie, ipertrofie del cuore, aneurismi e infarti del miocardio.

Tipologie di elettrocardiografo

Esistono in commercio diverse tipologie di elettrocardiografi. Qui vi faremo un elenco con alcuni esempi presi dal catalogo di Ippocrateshop.

 

Elettrocardiografi portatili

Gli elettrocardiografi o ecg portatili sono caratterizzati dalle dimensioni ridotte e dal fatto di essere “indipendenti” nel senso di poter essere utilizzati senza fili e fuori dallo studio medico. Questi ecg spesso quindi funzionano a batteria e hanno una stampante integrata. Il miglior esempio di ecg portatile completo è sicuramente l’ecg 90A di Contec: grande quanto una calcolatrice, con schermo e stampante integrata, a 12 derivazioni. Un altro interessante prodotto arrivato da poco in catalogo è l’ecg e30, anche’esso piccolo e con stampante integrata e funzionamento a batterie ma con uno schermo leggermente più grande che permette di vedere tutti i 12 canali in contemporanea.

Pc-ecg: gli elettrocardiografi che funzionano tramite computer

Un’altra importante e richiestissima categoria di elettrocardiografi sono i pc-ecg. Questi dispositivi funzionano attraverso un software che si può utilizzare sul pc che fungerà quindi da schermo e da memoria dell’elettrocardiografo. In questa categoria esistono sia prodotti che funzionano con cavo usb come il pc-ecg cs180 di Beneware, che prodotti che sono invece wireless e si collegano al pc tramite bluetooth come il pc-ecg bluetooth Cardioshield di Beneware.

Dispositivi per la telecardiologia

Infine una particolare menzione va fatta per tutti quei dispositivi ecg che stanno rivoluzionando il mondo della cardiologia: parliamo dei cosiddetti ecg digitali. Questi apparecchi sono piccoli, maneggevoli, veloci da utilizzare e si collegano agli smartphone, sono dotati non di pesanti software ma di snelle app accessibili a tutti e permettono di condividere con facilità i tracciati. Qui ricordiamo in particolar modo il nostro smartcardio: il mini ecg per smartphone.  Di recente è uscita una bellissima recensione su questo dispositivo da parte di Giulia, una studentessa di infermieristica e scrittrice di un interessantissimo blog sul mondo della medicina. Leggete la recensione qui sotto:

Come scegliere gli elettrodi monouso per ecg, holter e prova da sforzo

Prima di rispondere alla domanda < Come scegliere gli elettrodi monouso per ecg, holter e prova da sforzo > dovremmo capire quali sono le caratteristiche che cerchiamo da questi consumabili e che tipo di dispositivi medicali abbiamo nel nostro studio. Cerchiamo quindi di fare un riassunto, controlliamo che tipo di cavo paziente è collegato al nostro elettrocardiografo, quali peculiarità devono avere gli elettrodi monouso che utilizziamo durante i test da sforzo ed il grado di conducibilità nel tempo che dovranno avere quelli che applichiamo per registrare un holter cardiaco sulle 24-48 ore.

Elettrodi monouso per ecg a riposo, holter e prova da sforzo, cosa li contraddistingue?

La qualità di un elettrodo monouso va valutata in base alla traccia elettrocardiografica che è in grado di registrare e fornire al medico che dovrà successivamente leggerla, interptretarla ed infine refertarla. La qualità della traccia a sua volta è data dalle caratteristiche intrinseche dell’elettrodo che si utilizza. E’ normale che la traccia di un esame holter abbia una qualità inferiore se registrata con elettrodi monouso per ecg o per prova da sforzo, perché il monitoraggio cardiaco a lungo termine necessita di elettrodi con caratteristiche differenti da quelli utilizzati per brevi monitoraggi. Esistono dunque elettrodi con caratteristiche uniche, a livello elettrico e funzionale, indicate per ognuna delle 3 tipologie di esame.

Caratteristiche funzionali degli elettrodi monouso per ecg a riposo

Gli elettrodi monouso per ecg a riposo richiedono una conducibilità immediata ed un collegamento al cavo paziente dell’elettrocardiografo che si adatti ai suoi terminali. Caratteristiche necessarie per un test da sforzo al cicloergometro come l’impermeabilità e l’alta resistenza non sono indispensabili durante un elettrocardiogramma a riposo mentre l’adattabilità alle varie tipologie di cavi paziente è un requisito fondamentale per un elettrodo monouso per ecg. Gli elettrodi monouso per ecg sono gli unici ad avere tipologie di attacchi differenti, non troveremo mai un holter con il cavo a banana mentre non è insolito vedere elettrocardiografi con terminali di questo tipo. Esistono varie tipologie di elettrodi monouso per ecg a riposo e sono classificati in base alla tipologia di cavo paziente al quale si collocheranno:

Elettrodi monouso per ecg a fracobollo

Sono degli elettrodi che non presentano nessun terminale in testa e ricordano per la forma un francobollo, nascono per essere utilizzati con elettrocardiografi dotati di un cavo paziente con terminale a coccodrillo che si aggancia ad una linguetta che è l’unica parte dell’elettrodo senza adesivo.
elettrodi a fracobollo 3M
elettrodi a fracobollo 3M

Elettrodi monouso per ecg a baionetta

Elettrodi monouso per ecg con cavo paziente dotato di terminali a banana. Molto spesso si utilizzano elettrodi multiuso a pinza per la rilevazione delle derivazioni periferiche e questo tipo di elettrodi per quelle periferiche, in quanto, le pompette in dotazione con quasi tutti gli elettrocardiografi tendono a staccarsi ripetutamente durante l’esame ecg.
elettrodi 3M RED DOT a baionetta
elettrodi 3M RED DOT a baionetta

Elettrodi monouso per ecg a bottone

Sono gli elettrodi monouso per ecg a riposo più utilizzati, presentano sulla faccia senza gel, quella non a contatto con la pelle del paziente, una protuberanza che si inserisce all’interno dell’incavo presente sul terminale del cavo paziente.

Caratteristiche funzionali degli elettrodi monouso per test da sforzo

A differenza degli elettrodi monouso per ecg a riposo, gli elettrodi per l’elettrocardiogramma sotto sforzo al cicloergometro o al tapis roulant hanno un collegamento esclusivamente a bottone che garantisce un’affidabilità ed una resistenza alla trazione maggiore. Il collegamento a bottone evita che il terminale del cavo paziente si stacchi durante il test da sforzo e che ci siano “buchi di registrazione” nel tracciato elettrocardiografico della prova. Oltre a questo gli elettrodi per test da sforzo richiedono un adesivo più performante che consenta un’adesione perfetta alla cute del paziente anche se umida, cosa ovvia durante uno sforzo con conseguente aumento della sudorazione. Gli elettrodi monouso per test da sforzo dovrebbero essere dotati di un supporto plastico per renderli impermeabili ai fluidi e maggiormente resistenti alle forti trazioni che usualmente avvengono quando il paziente è impegnato a pedalare o correre. Importante è anche la tipologia del gel solido utilizzato per la conducibiltà dei potenziali cardiaci, più spesso è e maggiore sarà la sua superficie di contatto sulla cute del paziente durante i movimenti. Un buon elettrodo monouso per prove da sforzo restituisce al medico un tracciato ecg senza artefatti con una linea di base stabile e dei complessi QRS leggibili ed interpretabili. Se ciò non avviene vi conviene cambiare elettrodi o cavo paziente.
elettrodi per prova da sforzo 3M RED DOT
elettrodi per prova da sforzo 3M RED DOT

Caratteristiche funzionali degli elettrodi monouso per holter cardiaco

L’holter è un monitoraggio della funzionalità cardiaca sul lungo periodo, solitamente 24 ore, per questo richiede dei consumabili totalmente differenti dagli elettrodi monouso per ecg a riposo e prove da sforzo. Gli elettrodi monouso per holter cardiaco devono necessariamente avere un gel conduttore che non diminuisca la sua funzionalità nell’arco della giornata così come deve avere un adesivo che possa rimanere saldamente a contatto con la pelle per tutta la durata del test.

Ecco la filastrocca che “insegna” come posizionare gli elettrodi di un holter cardiaco.

Questa tipologia di elettrodi monouso sono dotati di gel e adesivo che sfruttano le peculiarità elettrolitiche della pelle e sono in grado di avere un’efficienza costante per tutta la registrazione del tracciato holter. Partendo dal presupposto che l’elettrodo rimarrà attaccato al paziente per una giornata dovrà avere delle caratteristiche di ipoallergenicità che diminuiscano drasticamente le reazioni cutanee degli esaminati più predisposti. Solitamente gli elettrodi monouso per holter non contengono lattice di gomma ed il gel ha un basso contenuto di cloruri. La qualità dell’elettrodo è importantissima ai fini della refertabilità di un esame holter, elettrodi di scarsa qualità con gel conduttore di pessima fattura rendono un esame illeggibile e impossibile da valutare. La quasi totalità degli elettrodi monouso per holter hanno un collegamento a bottone a differenza degli elettrodi monouso per ecg
elettrodi monouso 3M per holter cardiaco
elettrodi monouso 3M per holter cardiaco

Perché gli elettrocardiografi con stampante integrata utilizzano sempre una stampante termica ?

Vi sarete certamente accorti che tutti gli elettrocardiografi con stampante integrata utilizzano una stampante termica.

Questa caratteristica obbliga il medico ad acquistare della carta termica specifica, ad un prezzo sicuramente più alto della normale carta che utilizziamo con le comuni stampanti a getto d’inchiostro o laser. Ma perché questa scelta?

La stampante termica degli elettrocardiografi con stampante integrata: più veloce, più piccola ed economica

Ebbene si, il motivo è riconducibile ad un risparmio effettivo che poi andremo ad analizzare , ad una velocità di stampa sicuramente superiore alle normali stampanti laser o inkjet e ad un ridotto bisogno di spazio.

Prima di tutto, cos’è una stampante termica?

La stampante termica è un dispositivo dotato di una testina che aumenta la propria temperatura tramite delle resistenze e scalda le zone della carta dove deve essere impressa la scritta, il simbolo, il grafico o l’elettrocardiogramma nel caso specifico degli elettrocardiografi con stampante integrata.

Esistono 2 tipologie di stampanti termiche:
  1. Stampanti a trasferimento termico che si avvalgono dell’utilizzo di un RIBBON o nastro carbongrafico che una volta scaldato imprime su carta comune il segno
  2. Stampanti termiche dirette, ed è il caso delle stampanti degli ecg, che invece di utilizzare un RIBBON imprimono l’elettrocardiogramma su delle carte chimiche speciali denominate appunto carte termiche. Queste carte hanno la peculiarità di scurirsi a contatto con il calore, reazione dovuta alle sostanze chimiche con cui sono rivestite. Le stampanti termiche dirette raggiungono temperature meno elevate di quelle a trasferimento termico e ciò si traduce in un maggior risparmio energetico ed in una “vita lavorativa” più lunga.

La stampante termica degli elettrocardiografi con stampante integrata: più veloce che mai.

Le stampanti termiche dirette sono molto più veloci ad imprimere l’elettrocardiogramma su carta rispetto ad una comune stampante a getto d’inchiostro o laserjet.

Se ne sono accorti anche i baristi ed è per questo che stampano scontrini con questo tipo di stampanti. Immaginate le code che potrebbero generarsi in un bar di grande passaggio con una stampante normale verso le 8 del mattino quando ci sono più di 20 persone al bancone che bevono il caffè, pagano e ricevono lo scontrino in un tempo a volte inferiore ai 3 minuti.

Bene, trasferite tutto questo alla vostra professione, se gli ecg fossero dotati di una stampante a getto d’inchiostro potrebbe capitarvi di aspettare la stampa dell’elettrocardiogramma mentre il vostro paziente si è già rivestito ed è pronto per abbandonare lo studio

Gli elettrocardiografi con stampante integrata: la stampante termica ha bisogno di meno spazio per lavorare bene

Caratteristica che depone a favore delle stampanti termiche è la possibilità di svolgere egregiamente il proprio lavoro anche se le dimensioni della sua componentistica vengono ridotte notevolmente.

Pensate all’elettrocardiografo con stampante integrata ecg 90A cardiopocket: dimensioni ridotte, leggero, facilmente trasportabile, comodo da infilare nella valigetta e iniziare il proprio giro di visite, ok. ECG 90A non ci sarebbe se non esistessero le stampanti termiche.

Le dimensioni ridotte dell'ecg 90A con stampante termica integrata. Grande quanto una calcolatrice scientifica
Le dimensioni ridotte dell’ecg 90A con stampante integrata. Grande quanto una calcolatrice scientifica

Ciò che fa funzionare la stampante termica sono delle piccole resistenze poste in serie, ed è proprio l’aggettivo piccole che precede il sostantivo resistenze che permette di creare stampanti di ridotte dimensioni da inserire nei nostri ecg e trasformarli in elettrocardiografi con stampante integrata.

Riducendo invece le dimensioni di una stampante inkjet il dispositivo potrebbe smettere di compiere la funzione più importante: STAMPARE!!

Se anche lo facesse, grazie ad uno sforzo ingegneristico importante,  dovremmo caricare l’inchiostro ad ogni esame e a volte anche durante un singolo elettrocardiogramma in quanto il serbatoio per avere degli ecg sempre più piccoli sarebbe meno capiente di quello di una penna BIC.

La stampante termica rende gli elettrocardiografi con stampante integrata più economici

Quali sono i costi di esercizio di un elettrocardiografo? La carta, la carta e ancora la carta.

Ma se gli elettrocardiografi con stampante integrata fossero equipaggiati con una stampante a getto d’inchiostro?

Ci sarebbe un risparmio effettivo sulla carta. La carta usomano costa sicuramente meno di una carta termica che deve essere trattata chimicamente, ma quel risparmio andrebbe vanificato se rapportato al costo di una cartuccia d’inchiostro. E soprattutto, quante cartucce dovreste compare in un anno di elettrocardiogrammi? Non riesco neanche a calcolarle, ho provato ma i numeri iniziano a diventare importanti (superiamo le 3 cifre)

Ecco perché gli elettrocardiografi con stampante integrata adottano le stampanti termiche.

 

Interpretare un ecg neonatale

Per poter interpretare al meglio un ecg neonatale, oltre ad avere un elettrocardiografo a 12 derivazioni dotato del filtro passa basso impostabile a 250 Hz (e non sono molti, ve lo assicuro) come consigliato dalle più recenti linee guida della AHA, bisogna conoscere i mutamenti fisici e cardiologici che avvengono dalla gestazione ai primi anni di vita.

I mutamenti della morfologia del cuore del bambino nei primi anni di vita riscontrabili con un ecg neonatale

Nel feto la respirazione, nutrizione ed escrezione avvengono attraverso la placenta, quindi polmoni e apparato digerente non sono ancora funzionanti.

Il cordone ombelicale ha 3 vasi sanguigni:

  • 1 vena ombelicale che trasporta al feto sangue con ossigeno e sostanze nutritizie
  • 2 arterie ombelicali che portano alla placenta CO2 e prodotti di rifiuto

Il sangue dalla placenta, per arrivare verso il cuore del feto, attraversa il dotto venoso e dalla vena cava inferiore arriva all’atrio destro.

I polmoni, inutili in questa fase della vita, vengono esclusi dalla circolazione con due shunt. Buona parte del sangue dall’atrio destro passa a quello sinistro attraverso il forame ovale mentre un’altra parte passa al ventricolo destro e, successivamente, al tronco polmonare. Qui il dotto arterioso porta il sangue all’aorta e, di conseguenza, a tutti i tessuti corporei per tornare infine alla placenta.

Alla nascita il forame ovale si chiude ed il dotto arterioso muta in legamento arterioso.

I vasi ombelicali non più irrorati e si chiudono così il modello di circolazione diventa uguale a quello adulto.

circolazione sanguigna fetale

Oltre a questo, va analizzata l’evoluzione del ventricolo sinistro che passa da una proporzione di 1,5:1 (Ventricolo sinistro/ventricolo destro) al primo mese di vita rispetto al 0,8:1 della nascita. Arriverà al sesto mese di vita a 2:1 e lentamente raggiungerà i 2,5:1 dell’età adulta.

Con questa emodinamica in continua evoluzione è ovvio che l’interpretazione di un ecg neonatale richieda un’attenzione massima e delle conoscenze specifiche. Oltre, naturalmente, ad un ottimo elettrocardiografo.

Un bambino prematuro avrà un tracciato elettrocardiografico differente da quello di un bambino nato a termine della gestazione. Questi, a sua volta, avrà un tracciato differente da quello di un bambino di 6 mesi, 1 anno, 2 anni ecc…

Il tracciato ecg del bambino inizia a diventare simile a quello di un adulto solo dopo i 3 anni di vita.

Tuttavia, persisteranno ancora delle differenze che il medico deve conoscere per non far diventare il suo giovane paziente una “vittima dell’elettrocardiografo”. Un rischio derivante da interpretazioni errate e conclusioni non consone.

Per interpretare al meglio un ecg neonatale e pediatrico, il medico dovrà avere una tabella corrispondente ai mutamenti cardiologici che avvengono in ogni fase della crescita.

Le variazioni più importanti che avvengono a livello cardiologico riscontrabili in un ecg neonatale e pediatrico

Il tracciato elettrocardiografico di un neonato e di una bambino fino ai tre anni di vita sono differenti da quello di un adulto. Le differenze riguardano l’inversione dell’onda T, l’elevato punto J e l’altezza di R. 

Inversione dell’onda T nell’ecg neonatale e pediatrico

I bambini con un’età superiore alle 48 ore di vita dovrebbero avere le onde T invertire nelle derivazioni precordiali. Questa inversione persisterà per tutta l’infanzia con un’inversione soprattutto in V4 che sarà accettata come normale. Vi è un progressivo cambiamento dell’onda T nelle derivazioni precordiali da sinistra a destra che si accompagna alla crescita del bambino.

Fino agli 8 anni di età un’onda T in posizione verticale in V1 è considerata un segno di ipertrofia ventricolare destra.

Molti bambini mostreranno la persistenza di un’onda T rovesciata in V1 fino a tarda adolescenza.

Elevato punto J nell’ecg neonatale e pediatrico

Il punto J con una elevata e precoce ripolarizzazione è comune nell’adolescenza; ed è molto più evidente nelle derivazioni precordiali. Questo è del tutto normale in un elettrocardiogramma pediatrico e va distinta da un’elevazione patologica dei segmenti ST.

Complesso RSR nell’ecg neonatale e pediatrico

Per essere considerata non patologica la larghezza del QRS non dovrebbe eccedere i 10 millisecondi rispetto a ciò che noi consideriamo normale e la tensione del punto R in V1 deve essere inferiore a 15 mm nei neonati sotto il primo anno di vita e meno di 10 mm oltre l’anno.

In che modo schematizzare e leggere un ecg neonatale e pediatrico

Un ecg neonatale e pediatrico per essere interpretato al meglio va schematizzato e bisogna seguire una cronologia impostata.

Si parte analizzando la frequenza cardiaca, si passa ad analizzare l’asse dell’onda P, il ritmo e l’asse del QRS. Successivamente si misureranno gli intervalli PR-QRr-QT/QTc, ampiezza e durata dell’onda P, il rapporto R/S e l’onda Q per treminare con lo studio del segmento ST e dell’onda T.

Qundi, per essere più precisi e meno confusionari, nel momento in cui mi trovo di fronte ad un ecg neonatale e pediatrico dovrò:

  • Analizzare la Frequenza Cardiaca
  • Analizzare l’asse dell’onda P
  • Analizzare il ritmo
  • Analizzare l’asse del QRS
  • Studiare gli intervalli PR-QRS-QT/QTc
  • Ampiezza e durata dell’onda P
  • Ampiezza del complesso QRS, rapporto R/S e onda Q
  • Analisi del segmento ST e dell’onda T

Evoluzione e caratteristiche di un tracciato ecg neonatale e pediatrico

Adesso vediamo alcuni esempi per capire al meglio come si evolve l’ecg di un bambino dal primo giorno di vita ai 6 anni.

ecg neonatale 1 giorno di vita
ecg neonatale 1 giorno di vita

Possiamo notare una deviazione sull’asse destro con una predominanza del ventricolo destro (R in V1 maggiore di 10 mm, S bassa in V6, rapporto R/S maggiore di 1), QRS con voltaggio relativamente basso nelle precordiali, basso voltaggio dell’onda T.

125 Bpm di Frequenza Cardiaca con ritmo sinusale

 

ecg neonatale 2 giorni di vita
ecg neonatale 2 giorni di vita

Rimane dominante l’asse destro, R sempre più alta in V6, onda T negativa in V1 e con voltaggio più alto nelle periferiche

Ritmo sinusale con 130 Bpm di frequenza cardiaca

ecg neonatale 8 mesi di vita
ecg neonatale 8 mesi di vita

R dominante in V6, rapporto R/S in V1 vicino a 1, l’alto voltaggio nelle precordiali persiste.

Ritmo sinusale con 140 Bpm di frequenza cardiaca

ecg pediatrico 6 anni di vita
ecg pediatrico 6 anni di vita

Il QRS assomiglia sempre più a quello di una persona adulta. Il voltaggio delle precordiali rimane comunque alto, un punto J molto alto e un’onda T che tra V1 e V4 può essere considerata normale anche se negativa

Bibliografia:

Davignon A, Rautaharju P, Boiselle E, Soumis F, Megelas M, Choquette A. Normal ECG standards for infants and children. Pediatric Cardiology

Myung K, Park MK, Guntheroth WG. St. Louis: Mosby Year Book; 1992. How To Read Pediatric ECGs.
Garson A. Electrocardiography. In: Anderson RH, Macartney FJ, Shinebourne EA, Tynan M, editors. Paediatric Cardiology. Edinburgh: Churchill Livingstone; 1987. pp. 235–317.

 

Ecg neonatale e pediatrico, riconoscere il QT lungo

Il Qt lungo può essere predittivo per varie aritmie maligne e se riscontrato in elettrocardiogrammi su neonati o bambini deve essere studiato con molta attenzione.

Come abbiamo visto nel precedente articolo sulle nuove linee guida nell’impostazione del filtro passa basso negli ecg sui neonati ed i bambini, la scelta dell’elettrocardiografo per poter svolgere al meglio un elettrocardiogramma sulla fascia di popolazione composta dai più piccoli è sempre più importante.

Tornando all’intervallo QT, sappiamo che parte dall’inizio del complesso QRS e arriva alla fine dell’onda T e deve essere corretto in base alla frequenza cardiaca. Tuttavia, non è semplice determinare un intervallo QT lungo e quindi partiremo dalle basi per arrivare alle varie metodologie utilizzate dai maggiori esperti nello studio di aritmie.

QT lungo e ripolarizzazione del miocardio
QT lungo e ripolarizzazione del miocardio

QT lungo: storia, valori normali, problemi nel diagnosticarlo e future applicazioni

Per comprendere l’importanza che da sempre i cardiologi attribuiscono alla sindrome del QT lungo dobbiamo partire dagli albori dell’elettrocardiografia. Così riusciremo a capire come sono stati trovati i valori normali del segmento QT, quali problemi si sono trovati di fronte gli studiosi nel misurarlo e quali saranno le innovazioni future che cambieranno il corso della disciplina, grazie ai sempre più moderni elettrocardiografi e ai nuovi software di interpretazione.

QT lungo, la storia

Per poter parlare dell’importanza dell’intervallo QT dobbiamo iniziare ad analizzare i passi che hanno portato i medici cardiologi al suo riconoscimento e a dargli l’importanza che oggi possiede.

Fu Einthoven, agli albori dell’elettrocardiografia, nel 1895 a determinare l’onda P, il complesso QRS e la successiva onda T. Solo nel 1906 riuscì a discriminare e riconoscere l’onda U in un paziente.

L’anomalia morfologica dell’onda T era considerata patologica, ma i valori di QT non venivano presi in considerazione.

Solo nel 1957 Jervell e Lange-Nielsen descrissero una famiglia in cui 4 dei 6 figli affetti da problemi cardiaci presentavano un intervallo QT più lungo rispetto a tutti gli ecg da loro visti. Dopo questa scoperta i medici iniziarono a studiare i casi di morti premature dovute ad attacchi cardiaci nei bambini e trovarono una correlazione tra un prolungato segmento QT e i decessi.

Da quel momento in poi iniziarono a susseguirsi studi tra cui possiamo citare quelli di Romano, Gemme, Poniglione e Ward veri e propri pionieri con Jerwell-Lange-Nielsen (a cui verrà anche attribuito il nome della sindrome JLNS).

Solo parecchi decenni dopo grazie ai genetisti si scoprì la familiarità del problema e si trovò la variazione della sequenza di 13 geni ed un numero simile di sottotipi di sindromi del QT lungo.

Il segmento QT e la ripolarizzazione cardiaca

Il segmento QT non è altro che la rappresentazione grafica fatta da un elettrocardiografo della combinazione di fattori che permettono la depolarizzazione e ripolarizzazione del miocardio formando il complesso QRS e gli intervalli J e T.

La depolarizzazione dipende dall’ingresso veloce del sodio all’interno della cellula (codificata dal gene SCN5A) mentre la ripolarizzazione avviene con l’uscita del sodio e una lenta entrata del calcio all’interno della cellula (codificata dai geni KCND3-KCNH2-KCNQ1 e KCNJ2)

Quando i canali preposti sono soggetti a malfunzionamenti si hanno problemi nella modulazione dei potenziali d’azione con conseguente cambiamento della durata del complesso QRS e del segmento QT.

QT lungo, problemi nel riconoscerlo

Il Qt lungo non è semplice da riconoscere durante un ecg su un adulto, figuratevi su un neonato o un bambino. Iniziamo con il ribadire che l’intervallo QT va misurato dall’inizio del complesso QRS alla fine dell’onda T, ma Garson commentando questo postulato disse: “Questa definizione è già di per se ricca di problemi“.

QT lungo, in quale derivazione calcolarlo?

Il primo problema che ci si pone quando dobbiamo diagnosticare un QT lungo durante un ecg è proprio quello di stabilire su quale derivazione diagnosticarlo.

La risposta è la derivazione II. Eci sono 2 ragioni principali per cui utilizzare questa derivazione:

  • Per prima cosa, agli albori dell’elettrocardiografia, non esistevano le derivazioni precordiali, va da se che l’asse vettoriale di P, QRS e T sia diretto infero lateralmente che corrisponde alle misurazione della derivazione II.
  • La maggior parte delle diagnosi di QT lungo nei bambini sono state fatte riscontrando un allungamento del segmento proprio su questa derivazione

Oggi, grazie alle derivazioni precordiali, se l’onda T non è facilmente misurabile sulla derivazione II si possono utilizzare in alternativa V5 e V6.

QT lungo, e cosa facciamo con l’onda U?

La misurazione dell’intervallo QT implica che l’onda U non venga inclusa nel calcolo. E’ chiaro a tutti però che la ripolarizzazione del miocardio finisca solo dopo il termine di quest’ultima. L’onda U è difficile da determinare, spesso soppressa dai filtri dell’ecg o soppressa dall’onda P quando si ha una frequenza cardiaca molto alta.

L’onda U può avere una durata dai 200 ai 300 ms ed includerla nell’intervallo QT vorrebbe dire errare completamente il calcolo ed avere dei falsi QT lunghi.

QT lungo, ma dove finisce il QT?

Discriminare il punto esatto in cui finisce il QT in un elettrocardiogramma può essere veramente difficile, ma ci vengono in aiuto gli studi di Lepeschkin e Surawicz e la loro tangente.

QT lungo tangente per la determinazione
QT lungo tangente per la determinazione

Per poter determinare la fine del QT, gli studiosi tracciavano una tangente lungo la pendenza dell’onda T, il punto in cui la tangente incontra la linea di base dell’ecg coincide con la fine del nostro intervallo. Ovviamente, questo metodo non tiene conto della correzione in base al RR.

QT lungo, correzione in rapporto con i valori di RR

Normalmente, la ripolarizzazione del miocardio si adatta alla frequenza cardiaca. Al suo incremento, il tessuto muscolare del cuore rimane costantemente eccitabile ma completamente ripolarizzato prima della successiva depolarizzazione. Questo previene l’incompleta ripolarizzazione e di conseguenza la possibilità che insorga un’aritmia.

Nella sindrome del QT lungo questo non avviene, ed ecco il sopraggiungere di tutte le problematiche ad esso connesse.

Per calcolare un QT “a regola d’arte” dovremo quindi correggerlo per la frequenza cardiaca, ed ecco comparire il QTc.

Cos’è il QTc?

Il QTc è la correzione del QT in base alla frequenza cardiaca, si basa su una formula di Bazzett che nel 1920 elaborò la formula QTc= QT / RR 1/2 in secondi.

Questa formula è perfetta per quando abbiamo ecg con una frequenza cardiaca tra i 60 e i 100 Bpm, nel caso l’heart rate del nostro paziente non rientri in questo range possiamo utilizzare la correzione esponenziale di Fredericia QTc= QT/ RR 1/3. Quella di Bazzett è comunque la correzione ancora più utilizzata dagli elettrocardiografi in commercio.

QT lungo e Aritmie

L’intervallo QT andrebbe misurato durante un ritmo sinusale stabile e determinato dalla media di 3 battiti cardiaci consecutivi. Spesso i cardiologi devono però confrontarsi con ecg neonatali e pediatrici con aritmie sinusali, extrasistole o, in rari casi, fibrillazioni atriali.

Extrasistole e battito immediatamente successivo ad esse non vanno inclusi nel calcolo mediato del QT, ma possono dare comunque molte informazioni. I pazienti con un incremento del tempo di ripolarizzazione presentano giganti onde T e U dopo gli eventi extrasistolici.

Valori normali di QT, QT lungo e corto

I valori normali di QT sono diversi:

  • Il QT vine considerato normale nei neonati sotto il primo anno di vita se è sotto i 440 ms. E per poter diagnosticare una sindrome di QT lungo deve essere superiore ai 440 ms in almeno 2 derivazioni standard.
  • Il QT viene considerato normale nei bambini dopo il primo anno di vita se è sotto i 450 ms nei maschi e 460 ms nelle femmine.
  • Il QTc invece viene considerato normale sotto i 500 ms.
  • Il QT corto invece può iniziare a destare preoccupazione quando il tempo del segmento QT è inferiore ai 330 ms.

Cosa fare quando sospettiamo di essere davanti ad un bambino con una sindrome del QT lungo?

Cosa possiamo fare se dopo un ecg pediatrico o neonatale sospettiamo che il nostro paziente posso avere una sindrome del QT lungo? Ecco le tre opzioni a nostra disposizione:

Ripetere l’ecg

Ripetere l’ecg e registrare un tracciato più lungo utilizzando la modalità manuale del nostro elettrocardiografo. Fatto questo utilizzare la tangente di Bazzett per calcolare con certezza i limiti del QT e rapportarlo alla frequenza cardiaca con la formula QTc= QT/RR 1/2.

STUDIARE L’ADATTABILITà DEL QT

Questo studio consiste nell’incremento della frequenza cardiaca e nel suo decremento in un lasso di tempo breve attraverso una manovra molto semplice per studiare l’adattabilità del QT e la perdita di riserva depolarizzante.

La manovra è semplice, basta far alzare in piedi velocemente il nostro paziente dalla posizione supina con gli elettrodi ecg attaccati e la registrazione attiva. La rapida tachicardia provocata da questa manovra sarà molto significativa per i pazienti con una scarsa adattabilità del segmento QT. Questa scarsa adattabilità sarà rappresentata dai valori di QT durante la fase di tachicardia e dal cedimento del valore di QTc nel momento in cui l’RR ritornerà ai suoi valori normali.

Lo studio della risposta del QTc dopo i 4 minuti di sforzo massimale non è indicata per i bambini con sospetta sindrome del QT lungo.

TEST GENETICI

Si può chiedere ai genitori di effettuare dei test genetici sul bambino. Sono eseguibili semplicemente attraverso un esame del sangue in centri specializzati e possono essere molto più chiarificativi di un semplice esame ecg.

Quale ECG scegliere per essere sicuri di effettuare un esame elettrocardiografico ben fatto per poter analizzare il QT del nostro paziente

Per poter analizzare al meglio il QT del nostro paziente è necessario acquistare un ecg che possa avere un’impostazione manuale dei filtri.

Raccomandiamo sempre di scegliere elettrocardiografi con la possibilità di impostare il filtro passa basso fino ai 250 Hz e la capacità di poter eseguire un test ecg in modalità manuale.

Come abbiamo detto, l’ecg registrato in modalità automatica in 10 secondi non è sufficiente per poter studiare al meglio l’onda T e la ripolarizzazione del miocardio.

Oltre a questo consigliamo elettrocardiografi in grado di darci una tabella con le misurazioni di tutti gli intervalli e del QTc. Non tutti lo fanno e se sei alla ricerca di un ecg con queste caratteristiche puoi dare uno sguardo alla nostra selezione di elettrocardiografi.

ecg neonatale e pediatrico, nuove linee guida sul filtro passa-basso?

Da uno studio della AHA (American Heart Association) è emerso che il minimo di filtro passa basso da utilizzare per effettuare un ecg neonatale e pediatrico deve essere di almeno 250 Hz. Siamo dunque davanti ad un cambiamento delle linee guida sull’ecg per quella parte di popolazione che va dagli 0 ai 16 anni?

Lo studio, di cui potete trovare il Pdf cliccando qui 3087.full ,  ha analizzato i tracciati ecg di  2169 bambini tra gli 0 e i 16 anni calcolando la differenza di ampiezza del QRS e determinandone la percentuale di errore in microvolt su tutte le derivazioni.

Dallo studio il filtro passa basso da 250 Hz è risultato il migliore in termini di affidabilità con un errore nell’ampiezza del QRS inferiore a 25 microVolt in più del 95 % dei casi.

250 Hz è il filtro passa basso con una percentuale di errore più bassa quando si parla di ecg neonatale e pediatrico

Come sappiamo per un’accurata registrazione del tracciato elettrocardiografico neonatale e pediatrico l’ampiezza della banda è importantissima. Per registrare al meglio un ecg utilizzeremo dei filtri che taglieranno le frequenze che non ci interessano e prenderanno in considerazione solo quelle proprie della depolarizzazione e ripolarizzazione del miocardio per un’ottima lettura dell’elettrocardiogramma. In bibliografia esistono moltissimi studi che analizzano gli ecg e il modo per far rendere al meglio un elettrocardiografo sulla popolazione adulta ma pochissimi che riguardano bambini e neonati.

Lo studio effettuato dal Dipartimento di cardiologia Pediatrica dell’ospedale di Rotterdam mira a mettere in discussione un precedente elaborato che fissava a 150 Hz il valore adeguato di filtraggio per ottenere un ecg neonatale e pediatrico con una qualità soddisfacente.

Per determinare al meglio gli effetti di un filtro sul QRS i medici hanno misurato la differenza di ampiezza risultante utilizzando una scala di 25 Hz (partendo con un filtro passa basso di 25 Hz arrivando ad un valore di 400) calcolandone la percentuale di errore su ogni derivazione. Ogni tracciato era messo a confronto con i risultati ottenuti dal software MEANS (un software modulare di analisi elettrocardiografica molto completo che calcola deviazioni e elabora algoritmi sulle forme d’onda).

Da questo studio è emerso (come potete notare dal grafico qui sotto) come a partire dal filtro a 250 Hz il margine di errore in ampiezza del QRS, su tutte le derivazioni, inizi a diventare inferiore ai 25 microVolt su ogni derivazione in più del 95 % dei casi.

Rappresentazione grafica dell'errore in ampiezza del Qrs utilizzando valori differenti di filtraggio passa basso in ecg neonatale e pediatrico
Rappresentazione grafica dell’errore in ampiezza del Qrs utilizzando valori differenti di filtraggio passa basso in ecg neonatale e pediatrico

Ma cos’è e a cosa serve il filtro basso nell’ecg?

Il filtro Passa basso in elettronica è un sistema che permette il passaggio di frequenza al di sotto di una data soglia, detta appunto frequenza di taglio. In cardiologia dunque il filtro passa basso serve a far prendere in considerazione al nostro ecg solo frequenze sotto ad un determinato valore espresso in Hz.

Secondo le linee guida dell’ESC (Società europea di Cardiologia) mentre si svolge un ecg devono essere tagliate (filtrate) tutte quelle frequenze sotto gli 0,05 Hz e sopra i 150 Hz. Al di fuori di questa banda passante ci possono essere contraffazioni morfologiche della forma d’onda, con filtri passa alto diversi da 0,05 Hz si avvisano gravi errori nella rappresentazione della ripolarizzazione miocardica a danno del tratto ST e QT-QTc. Se il filtro passa basso è differente dai 150 Hz ci saranno riduzioni nell’ampiezza e delle componenti rapide dell’ecg (onde delta, onde epsilon ecc…).

Queste linee guida però si riferiscono ad esami diagnostici su una popolazione adulta, la stessa ESC quando parla di ecg neonatale e pediatrico o per il trattamento delle aritmie ventricolari consiglia di utilizzare un filtro passa basso di almeno 250 Hz. Questo aumento del filtro passa basso è giustificato dalla differenza fisiologica che c’è tra un adulto ed un neonato che va ad assottigliarsi mano a mano che il bambino cresce.

Ma il tuo ecg neonatale e pediatrico ha il filtro passa basso impostabile a 250 Hz?

Se sei un pediatra a questo punto dovresti controllare se il tuo elettrocardiografo ha il filtro passa basso impostabile a 250 Hz. Farlo è semplice, ti basta entrare nel menù del tuo dispositivo medicale, aprire la finestra delle opzioni e cercare filtro passa basso.

Arriva al massimo a 150 Hz?

E’ giunto il momento di passare ad un nuovo elettrocardiografo perfetto per ecg neonatali e pediatrici che rispetta le nuove linee guida dell’AHA come ie 6 di biocare, l’ecg a 12 derivazioni e 6 canali di stampa interpretativo e perfetto per le esigenze del pediatra. Se ti sembra troppo dispendioso puoi virare su ie300, l’ecg che in questo momento sta riscuotendo un grande successo a livello neonatale e pediatrico grazie alla frequenza del filtro passa basso impostabile a 250 Hz ed un prezzo contenuto.

ecg neonatale e pediatrico ie6 biocare
ecg neonatale e pediatrico ie6 biocare

 

 

 

 

 

 

 

Sostituire la carta dell’elettrocardiografo ECG 90A di Contec

Sostituire la carta dell’elettrocardiografo ECG 90A di Contec è molto semplice ma la possibilità di poter alzare il rullo stampante potrebbe trarre in inganno i nostri clienti, per questo abbiamo deciso di scrivere un breve tutorial corredato da immagini e video che mostra al meglio la procedura.

ECG 90A di Contec è l’elettrocardiografo a 12 derivazioni con 3 canali di stampa più piccolo sul mercato e per questo sta riscuotendo un grande successo tra i nostri clienti, dal medico competente al medico di base passando per il cardiologo che lo utilizza per le sue visite a domicilio stanno apprezzando la versatilità e la comodità di poter avere sempre con se un ecg che può essere riposto ovunque.

Dopo le dovute presentazioni passiamo a ciò che veramente ci interessa ed è lo scopo di questo post:

Come sostituire la carta dell’elettrocardiografo ECG 90A di Contec

Aprendo l’alloggiamento del rotolo dell’elettrocardiografo noterete che la carta millimetrata passa attraverso un rullo che la indirizza contro il corpo stampante posizionato anteriormente

alloggiamento carta elettrocardiografo ecg 90A di contec
alloggiamento carta elettrocardiografo ecg 90A di contec

una volta finita la carta il primo istinto è ovviamente quello di sollevare il rullo, posizionare la carta millimetrata e riposizionarlo nel suo alloggiamento. Niente di più sbagliato, facendo in questo modo rischierete di spostare la ruota dentata posizionata sotto il rullo e così facendo rendere impossibile il funzionamento della stampante.

non alzare mai il rullo per evitare che la ruota dentata si sposti dal suo alloggiamento
non alzare mai il rullo per evitare che la ruota dentata si sposti dal suo alloggiamento

Per sostituire la carta dell’elettrocardiografo ECG 90A di Contec dovremo prendere il nuovo rotolo, posizionare il lato millimetrato verso il basso e puntarlo sotto il rullo come mostrato in foto

puntare la carta sotto il rullo
puntare la carta sotto il rullo

Una volta puntato dovremo dare il via ad una stampa (potete stampare anche un ecg a vuoto, senza che il paziente sia attaccato) ed accompagnare il lembo della carta millimetrata per Ecg 90A di contec verso il rullo che partita la stampata inizierà a girare. Non è complicato, basta spingere leggermente la carta ed il rullo la porterà avanti automaticamente.

far partire la stampa dall'ecg 90A di contec
far partire la stampa dall’ecg 90A di contec

Una volta che la carta sarà entrata tra il rullo e la stampante lasciate che quest’ultima imprima circa 7 o 8 cm di tracciato e fermate la registrazione direttamente dallo schermo touchscreen dell’ecg 90A di Contec.

fermate la stampa dopo circa 2 o 3 secondi (7-8 cm di carta compresa la parte che non avrà stampato in quanto appena inserita)
fermate la stampa dopo circa 2 o 3 secondi (7-8 cm di carta compresa la parte che non avrà stampato in quanto appena inserita)

Prendete il rullo grigio sagomato che serve a tenere ferma la carta all’interno dell’alloggiamento e a permettere che il rotolo giri su se stesso durante la stampa del tracciato elettrocardiografico. Fate passare il rullo all’interno del rotolo di carta millimetrata

inserite il rullo sagomato all'interno del rotolo di carta millimetrata
inserite il rullo sagomato all’interno del rotolo di carta millimetrata

Ora inserite il rullo sagomato all’interno del suo alloggiamento nel vano stampante di ecg 90A di Contec

ecg 90A è pronto per stampare
ecg 90A è pronto per stampare

Ora il vostro ecg è pronto per stampare e siete riusciti a sostituire la carta dell’elettrocardiografo ECG 90A di Contec senza rompere nulla e preservando al meglio la funzionalità del vostro dispositivo medicale.

Nel caso non abbiate capito esattamente come fare o vi sia rimasto ancora qualche dubbio vi invito a visionare il video che abbiamo caricato su youtube dove cerchiamo di spiegare al meglio come sostiuire la carta termica nella stampante integrata dell’Ecg 90 A  

 

Verifiche di sicurezza elettrica su elettromedicali in lombardia

Quante volte ti è capitato di cercare qualcuno che faccia verifiche di sicurezza elettrica su elettromedicali in lombardia perché ti sei accorto all’ultimo momento che sono già passati due anni dall’ultima volta in cui è stata eseguita? Da oggi non dovrai più preoccuparti di essere in ritardo con le prove di sicurezza sulle attrezzature del tuo studio medico, che tu sia a Milano, Pavia, Varese, Bergamo o Como chiamandoci al numero verde 800031647 potrai prenotare l’uscita di un nostro tecnico che in 24/48 ore risolverà il tuo problema.

Tante aziende fanno verifiche di sicurezza elettrica su elettromedicali in lombardia, cosa abbiamo più degli altri?

Noi ti garantiamo la pronta uscita in 24/48 ore, strumenti per verifiche elettriche certificati, metodi di verifica perfettamente in linea con le normative CEI62-148/CEI EN 62353 e tecnici formati in modo continuativo.

Ti sei reso conto che sono scadute le verifiche di sicurezza sul tuo ecg, spirometro o ecografo fatte 2 anni fa e non puoi fermare il tuo studio medico?

Spesso capita di dimenticare che sono passati due anni dalle ultime prove di sicurezza elettrica fatte sui tuoi dispositivi medicali, ma non puoi fermare il tuo studio e mandare a casa i tuoi pazienti. Cosa fai dunque?

Da oggi noi di Ippocrateshop garantiamo l’uscita di un tecnico specializzato in 24/48 ore, a seconda della tua urgenza. In questo modo potrai non perdere neanche una visita e garantire ai tuoi pazienti la perfetta funzionalità dell’elettromedicale, ma soprattutto, sarai a norma per la legge.

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Con noi di Ippocrateshop puoi stare tranquillo, utilizziamo solo strumenti certificati per le verifiche di apparecchiature medicali

I nostri tecnici utilizzano solo strumenti certificati per eseguire le prove di sicurezza sui dispositivi del tuo studio. Gli analizzatori per defibrillatori di cui sono equipaggiati sono conformi alle normtive IEC 60601-2-4 e misurano l’energia erogata, il tempo di carica pre-scarica e la corretta sincronizzazione della scarica. Per tutti i tuoi dispositivi, dall’elettrocardiografo all’ecografo passando per gli spirometri, autoclavi ed elettrobisturi analizzeremo le correnti di dispersione verso terra, involucro e paziente attenendoci scrupolosamente alle direttive ministeriali in termini di sicurezza dei locali ad uso medico.

Al termine rilasciamo l’attestazione della verifica avvenuta con data di esecuzione della stessa, il nome del tecnico che ha eseguito il controllo e l’esito della prova.

I nostri tecnici sono sempre al passo con le nuove normative e svolgono corsi di formazione annuale presso il CEI (comitato elettrotecnico italiano) in modo da poter rispondere al meglio alle esigenze di ogni studio medico e del suo proprietario.

Da oggi Milano, Como, Varese, Pavia, Bergamo, Lodi e Brescia hanno il pronto intervento per le prove di sicurezza sulle apparecchiature medicali

L’uscita di un nostro tecnico in 24/48 ore può essere paragonata ad un pronto intervento per le verifiche di sicurezza elettrica su elettromedicali, è un lasso di tempo realmente breve ma conosciamo le esigenze dei nostri clienti e cerchiamo di fare in modo che le loro richieste vengano soddisfatte a pieno. Puoi telefonare al numero verde per conoscere i prezzi o inviare una email a info@ippocrateshop.com per richiedere un preventivo specificando la quantità e la tipologia di strumenti di cui devi verificare la dispersione elettrica.

Il pronto intervento per le verifiche di sicurezza elettrica su elettromedicali in lombardia da oggi è realtà

 

 

 

Ecg per Mac

Hai abbandonato Windows e stai cercando un ecg per Mac? Sei nel posto giusto.

Sempre più persone decidono di lasciare Windows per comprare un Mac, sarà per la qualità ed il design dei nuovi iMac che rendono uno studio medico subito più professionale ed ordinato o per le enormi potenzialità dei portatili MacBook pro.

Il problema più grande da affrontare per un medico che decide di disfarsi del suo vecchio Pc ed acquistare un Macintosh è trovare sul mercato dei dispositivi medicali compatibili con i prodotti Apple. Conosco tantissimi cardiologi che utilizzano solo iMac ma sono obbligati ad installare il loro pc-Ecg su un pc perché è impossibile trovare sul mercato un elettrocardiografo per Mac.

Se vuoi un ecg che possa girare sul tuo dispositivo Apple le vie che puoi scegliere sono sostanzialmente 2:

  1. Installare Windows sul tuo Mac
  2. Acquistare il nostro ecg per Mac a 12 canali compatibile con tutte le piattaforme: Linux-Windows-OS X-iOS-Android

Installare Windows sul tuo Mac per poter utilizzare i pc-Ecg non compatibili con Apple

La maggior parte dei medici che utilizzano Mac decidono di fare una ripartizione dell’hard disk per poter utilizzare Windows sul loro dispositivo Apple e poter utilizzare i software medicali con il loro iMac o MacBook.

Farlo è abbastanza semplice, c’è una guida ben fatta su Ridble che spiega passo dopo passo come installare Windows sul Mac, non richiede delle conoscenze informatiche particolari e ci sono 2 tipologie di esecuzione:

  1. Ripartire l’hard disk, una parte per OS X ed una per Windows e decidere all’avvio che sistema operativo utilizzare
  2. Installare Windows in una macchina virtuale preservando l’hard disk del vostro Mac

Entrambe le modalità sono sicure e ben funzionanti. Potrete in questo modo utilizzare il vostro elettrocardiografo o spirometro tranquillamente sul vostro dispositivo Apple e non rinunciare alla funzionalità ed al design del noto marchio.

Non tutti però si sentono in grado di mettere mano sull’hard disk del loro Mac e per questo acquistano un Pc e relegano il loro MacBook ad un utilizzo semplicemente ludico.

Acquistare il nostro ecg per Mac Cardiobit 12 ed evitare ripartizioni dell’Hard disk sul vostro dispositivo Apple

Quante volte avete digitato su Google “elettrocardiografo per Mac” e non avete mai trovato una risposta o un prodotto soddisfacente? Non è colpa di Google ve lo assicuro, purtroppo il mercato dei dispositivi medicali (eccezion fatta per la radiologia) non pensa assolutamente a voi che preferite i Mac ai soliti Pc.

Da oggi però con Cardiobit 12 avete trovato l’elettrocardiografo che fa al caso vostro, installate il programma dell’ecg sul vostro computer Apple, vi basta scaricare il software da qui, accendete l’acquisitore e siete pronti per lavorare.

ecg per mac wireless a 12 derivazioni
ecg per mac wireless a 12 derivazioni

Cardiobit 12 è un elettrocardiografo wireless che può essere utilizzato con OS X di apple, Windows, iOS, Android e Linux. Cardiobit può essere sfruttato come hotspot se si utilizza con cellulari e tablet o assegnandogli un indirizzo Ip.

La funzione Ip permette di utilizzare l’elettrocardiografo ovunque voi siate e trasmettere il tracciato elettrocardiografico sul vostro Mac che potrebbe trovarsi nell’altra stanza o al piano di sotto purché sia sulla stessa rete. In tutto e per tutto come se fosse una stampante di rete.

Cardiobit è un elettrocardiografo multipiattaforma ma in questo momento sempre più medici che utilizzano i prodotti Mac lo stanno acquistando. Non gli manca niente, ha una batteria a lunga durata che permette di utilizzarlo anche al di fuori dello studio in accoppiamento con il vostro iPad o iPhone, un protocollo si trasmissione del tracciato elettrocardiografico sicuro e preciso e soprattutto una traccia pulita, comprensibile e ben leggibile.

Perchè comprare un Pc quando puoi acquistare un ecg per Mac a cui non manca niente?

 

 

Mini ecg: cosa sono e come funzionano

Questo post ha uno scopo ben preciso: analizzare cosa sono i mini ecg, come funzionano, a cosa servono e soprattutto che ruolo hanno assunto i mini Ecg in questi ultimi anni in cui si parla sempre più di Telemedicina.

Cosa sono i mini ecg

Il mini ecg è un elettrocardiografo dalle ridotte dimensioni che si utilizza per registrare il tracciato elettrocardiografico derivante dalla contrazione del muscolo cardiaco.

Per ridurre al minimo le dimensioni dell’elettrocardiografo, il mini ecg ha solitamente 3 caratteristiche fondamentali:

  • non ha una stampante integrata

La prima cosa che viene eliminata per ridurre al minimo le dimensioni di un mini elettrocardiografo è la soppressione della stampante termica integrata. Negli elettrocardiografi portatili la gran parte dello spazio è destinata alla stampante termica e alla scheda di stampa che, per forza di cose, occupano uno spazio considerevole.

  • deve avere una batteria ricaricabile

Il mini ecg per essere utilizzato ovunque ed in qualsiasi condizione deve essere dotato di una batteria ricaricabile.

  • non necessita di un cavo paziente

Sempre per questioni di spazio, è stato eliminato il cavo paziente. La scheda interna ed il cavo stesso sono molto voluminosi, quindi, nei mini ecg si è optato per registrare i potenziali cardiaci con altri metodi (un esempio è la registrazione attraverso i due indici opposti).

Piccolo sì, ma quanto?

Il mini elettrocardiografo può avere dimensioni differenti, in commercio si possono trovare dispositivi più grandi, con misure paragonabili a quelle di uno smartphone, fino a quelli più piccoli, grandi appena quanto una carta di credito.

Come funzionano i mini ecg

Come abbiamo detto, un mini ecg non deve essere provvisto di cavo paziente, ma la registrazione dei potenziali del muscolo cardiaco deve avvenire con elettrodi differenti, sfruttando le teorie di Einthoven. Possiamo trovare dunque dispositivi che registrano le variaziani di potenziale all’interno del cuore attraverso 2 segmenti corporei distanti quali gli indici della mano, è il caso del mini ecg per smartphone Smartcardio che calcola la differenza di potenziale durante tutto il segmento QRS tra le due estremità corporee della mano (gli indici appunto).

Ovviamente, eliminare il cavo paziente da un elettrocardiografo ha i suoi pro e contro, la traccia sarà sicuramente meno stabile su un mini ecg con registrazione del tracciato tramite le dita, ma sarà sicuramente più semplice e più veloce da eseguire.

Immaginate di avere una sensazione di svenimento ed un battito cardiaco accelerato e di voler fare una registrazione del vostro tracciato elettrocardiografico da inviare al vostro cardiologo. Quanto tempo impieghereste a spogliarvi, mettervi gli elettrodi e collegarli al cavo paziente e, soprattutto, ne sareste davvero capaci? E ancora: conoscete il giusto posizionamento degli elettrodi?

Immaginate ora di essere nella stessa situazione: battito cardiaco accelerato, testa pesante e respiro affannato. Estraete il vostro mini ecg dalla tasca, sedetevi e appoggiate le dita sugli elettrodi in argento e… registrate il vostro tracciato. Più semplice vero?

A cosa servono i mini ecg

Il mini ecg, come gli elettrocardiografi standard, serve a registrare le differenze di potenziali elettrici che il cuore genera contraendosi, mostrandoci graficamente la salute del nostro cuore e la sua funzionalità.

La differenza sostanziale tra un mini ecg ed un elettrocardiografo portatile è la destinazione d’uso, vale a dire, chi lo utilizzerà ed in che modo.

L’elettrocardiografo portatile è un dispositivo medicale diagnostico che nasce per il cardiologo e viene usato esclusivamente da personale medico istruito. Il mini, pur avendo anch’esso uno scopo diagnostico per il medico, ma viene utilizzato direttamente dal paziente.

I mini ecg e il loro ruolo nella Telemedicina

Negli ultimi periodi si parla sempre più spesso di telemedicina ed il mini ecg è entrato prepotentemente nella sfera di questa nuova frontiera che permette al medico o all’ospedale di controllare il proprio paziente a distanza ed intervenire in tempo reale nel momento in cui sorgano dei problemi.

Sempre più cardiologi privati ed ospedalieri stanno utilizzando la telemedicina per diagnosticare problemi difficilmente dimostrabili prima dell’avvento di questi utilissimi strumenti o per controllare in modo continuativo pazienti appena operati.

Grazie ai mini ecg che vengono dati in dotazione al paziente, il cardiologo può controllare il tracciato elettrocardiografico a distanza durante uno dei casi di battito accelerato e mancanza di respiro che spesso la persona denuncia ma che non è mai stato rilevato durante un elettrocardiogramma in ospedale o nell’arco delle 24 ore con un holter.

Con l’ausilio di questi piccoli elettrocardiografi, una persona operata da poco per un infarto, un problema valvolare o un’ablazione può tornare a casa più velocemente ed accorciare i tempi di degenza ospedaliera post operatoria con tranquillità e sicurezza. Perché sa che verrà comunque controllata dagli operatori sanitari che interverranno tempestivamente in caso di necessità.

I mini ecg per smartphone ed il loro funzionamento

Come funzionano i mini ecg per smartphone? Un esempio molto chiaro e utile è quello di Smartcardio

Mini ecg per smartphone Smartcardio
Mini ecg per smartphone Smartcardio

Questo mini ecg sta diventando sempre più apprezzato  dai medici cardiologi grazie alle sue caratteristiche di leggerezza, semplicità ed attendibilità.

Smartcardio si collega al cellulare e registra 30 secondi di tracciato elettrocardiografico creando un file Pdf che attraverso una funziona integrata viene spedito direttamente al cardiologo via email.

E’ molto utilizzato dai cardiologi soprattutto nella ricerca e nella cura della fibrillazione atriale ed è stato d’aiuto nella diagnosi di alcune patologie difficili da diagnosticare con un semplice holter.

tachicardia sopraventricolare parossistica diagnosticata con Smartcardio
tachicardia sopraventricolare parossistica diagnosticata con Smartcardio