
Derivazioni unipolari e bipolari. Ecco perché un ecg a 12 derivazioni ha solo 10 elettrodi e come posizionarli correttamente sul paziente…
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Perché un ecg a 12 derivazioni ha 10 elettrodi? Quante volte ti sei posto questa domanda? Beh, credo che molti, almeno una volta, se lo siano chiesto. Certo, sarebbe più logico pensare che un Ecg a 12 derivazioni abbia anche 12 elettrodi, ma non è così.

Perché un ecg a 12 derivazione non viene effettuato con 12 elettrodi?
La risposta è semplice, l’ecg a 12 derivazioni ha 10 elettrodi perché i 6 elettrodi precordiali mostrano le 6 derivazioni unipolari toraciche mentre i 4 elettrodi periferici mostrano le 6 derivazioni degli arti di cui 3 bipolari e 3 unipolari.
Oggi ci sono Ecg portatili interpretativi a 12 derivazioni che mostrano chiaramente non solo come posizionare gli elettrodi, ma anche se aderiscono al meglio. Una bella comodità che risolve una volta per tutte il problema del posizionamento degli elettrodi durante l’elettrocardiogramma.
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Al di là della definizione degli elettrodi periferici, ora dobbiamo fare un ulteriore passo avanti: per capire meglio il perché l’ecg a 12 derivazioni ha 10 elettrodi dobbiamo chiarire il significato di derivazioni unipolari e bipolari.
Cosa sono le derivazioni bipolari di un elettrocardiogramma?
Le derivazioni D1-D2-D3 sono dette bipolari perché 2 elettrodi posti agli angoli del triangolo di Einthoven calcolano la variazione di potenziale. I 2 elettrodi saranno uno positivo ed uno negativo, è semplice quindi intuire che D1 sarà la risultante del potenziale del polo positivo posto sul braccio sinistro e del polo negativo al braccio destro. D2 si otterrà, invece, collegando il polo positivo alla gamba sinistra ed il polo negativo al braccio destro. D3 prende come polo negativo il braccio sinistro e positivo la gamba sinistra.
Se proviamo a rappresentare graficamente le 3 derivazioni bipolari vedremo che formano un triangolo, il famoso triangolo di Einthoven.

Cosa sono le derivazioni bipolari di un elettrocardiogramma?
Mentre le derivazioni bipolari misurano la differenza elettrica tra due punti precisi (come tra braccio destro e braccio sinistro), le derivazioni unipolari guardano il cuore da una prospettiva diversa: usano un unico elettrodo “esploratore” che scatta una foto elettrica da una posizione specifica.
Per farlo, lo strumento ha bisogno di un punto di riferimento neutro, una sorta di “punto zero” (chiamato tecnicamente Terminale centrale di Wilson). Questo zero si ottiene unendo e azzerando i segnali dei tre elettrodi principali delle braccia e delle gambe.
Usano questo sistema di misurazione:
- Le derivazioni periferiche di Goldberger (aVR, aVL, aVF): che guardano il cuore dai lati e dal basso (braccia e gamba).
- Le derivazioni toraciche di Wilson (da V1 a V6): che guardano il cuore dal davanti, posizionate direttamente sul petto.
In pratica, è come se le derivazioni unipolari usassero lo “zero” al centro del petto come punto di partenza e guardassero verso l’esterno nella direzione di ogni singolo elettrodo.
Cerchiamo di capire perché l’ecg a 12 derivazioni ha 10 elettrodi in modo pratico, posizionando gli elettrodi al nostro paziente.
Iniziamo con l’applicare i 4 elettrodi periferici:
- l’elettrodo rosso andrà sul braccio destro
- l’elettrodo giallo al braccio sinistro
- l’elettrodo verde alla caviglia sinistra
- l’elettrodo nero (neutro) alla caviglia destra con la funzione di terra e per la regolazione dell’amplificazione aumentando il segnale/rumore grazie al driven right leg circuit. Lo tesso elettrodo ha anche la funzione di regolare e correggere il potenziale del terminale centrale di Wilson.
In casi particolari nei quali, ad esempio, il paziente abbia subito l’amputazione di un arto, l’elettrodo può essere applicato in un punto del moncone dell’arto o alla sua radice. Questo perché ogni arto, dal punto di vista elettrico, è un segmento a bassa resistenza per cui il potenziale elettrico è sostanzialmente lo stesso in tutti i suoi punti.


E’ chiaro che D1-D2-D3 rappresentino l’attività elettrica del cuore sul piano frontale creando il triangolo di Einthoven

aVR-aVL-aVF quindi utilizzeranno come elettrodi esplorante R-L-F e come elettrodo indifferente il terminale centrale di Wilson.
Applichiamo i 6 elettrodi precordiali:
- V1 e V2 vanno posti a livello del margine sternale all’altezza del quarto spazio intercostale (a livello dei capezzoli quindi)
- V4 va al quinto spazio intercostale spostato a sinistra rispetto a V2 a livello della linea emiclaveare
- V3 va posizionato dopo V4 perché prende come riferimento proprio quest’ultimo elettrodo e V2 posizionandosi proprio in mezzo a questi ultimi
- V5 sull’ascellare anteriore
- V6 sull’ascellare media

Come è facile intuire, V1-V2-V3-V4-V5-V6 saranno gli elettrodi esploranti e l’elettrodo terminale centrale di Wilson sarà ancora una volta l’elettrodo indifferente.
Le derivazioni da V1 a V6 vedono l’attività cardiaca sul piano orizzontale.
Ecco allora “svelato” perché un ecg a 12 derivazioni ha solo 10 elettrodi. La risposta, come abbiamo visto, sta proprio nelle funzioni dei 6 elettrodi precordiali che mostrano le 6 derivazioni unipolari toraciche e dei 4 elettrodi periferici che, invece, mostrano le 6 derivazioni degli arti.
V1: 4° spazio intercostale, linea parasternale destra.
V2: 4° spazio intercostale, linea parasternale sinistra.
V3: A metà strada tra V2 e V4.
V4: 5° spazio intercostale, linea emiclaveare sinistra.
V5: 5° spazio intercostale, linea ascellare anteriore sinistra (stesso livello di V4).
V6: 5° spazio intercostale, linea ascellare media sinistra (stesso livello di V4).
La regola più utilizzata in Italia (standard IEC) segue il senso orario partendo dal braccio destro: “Dal semaforo a terra”.
Braccio destro: Rosso
Braccio sinistro: Giallo
Gamba sinistra: Verde
Gamba destra: Nero (il neutro/terra)
Per ottenere un tracciato pulito a 12 derivazioni è fondamentale preparare la pelle del paziente: se necessario, tricotomizzare (radere) il petto, sgrassare la pelle con una salvietta alcolica e utilizzare elettrodi monouso di alta qualità con gel liquido o solido ad alta conducibilità. Assicurarsi inoltre che il paziente sia rilassato e non tocchi parti metalliche del lettino.
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