Bilancia pesapersone

Che cos’è una bilancia pesapersone?

Una bilancia pesapersone è uno strumento che serve per misurare con precisione il peso di un individuo.

Come funziona una bilancia pesapersone?

La bilancia è uno strumento molto antico. Ne esistono di diversi tipi in base al loro funzionamento. Si parla principalmente di bilance meccaniche e bilance digitali. La bilancia meccanica o analogica è la bilancia più tradizionale che funziona sfruttando la deformazione di una molla e da questa ricava il valore della forza applicata ad essa. Nel caso specifico della bilancia pesapersone vi è all’interno di questa una molla collegata alla pedana cosicché, quando vi si sale sopra, la molla si comprime fino a quando la sua “resistenza” compensa il peso del corpo. Dalla misura così ricavata del peso, si risale al valore della massa della persona pesata in kg. La bilancia digitale o elettronica ha un funzionamento meccanico simile ma grazie a dei trasduttori è in grado di trasformare il carico meccanico in un segnale elettrico che comparirà poi comodamente su un display. Fra queste due tipologie di bilance non ne esiste una migliore, entrambe hanno un funzionamento simile e sono più o meno precise in base alla loro costruzione e calibrazione.

A cosa serve una bilancia pesapersone?

Come già detto una bilancia pesapersone serve a misurare il peso di un individuo. Il controllo del peso corporeo ovviamente a livello medico è importante in moltissimi ambiti ecco quindi che in quasi tutti gli studi medici sarà possibile trovare una bilancia pesapersone precisa e professionale. La bilancia viene utilizzata in moltissime specialità mediche, ad esempio il suo uso è chiaramente essenziale per i nutrizionisti che vogliono aiutare i pazienti a raggiungere il peso forma ma anche da diabetologi o cardiologi che vogliono aiutare il paziente a diminuire i rischi sulla salute grazie al controllo del peso corporeo. Infine conoscere con precisione il peso di un paziente può aiutare nella scelta di una corretta somministrazione di farmaci e sicuramente è importante per un pediatra per osservare i livelli di crescita dei suoi giovani pazienti.

Quali sono le migliori bilance pesapersone?

Per scegliere una buona bilancia pesapersone bisogna sicuramente tenere in conto delle proprie esigenze e dell’uso che se ne vuole fare, sempre importante però è che la bilancia sia precisa, calibrata correttamente e robusta, in modo da poter durare nel tempo e sopportare eventuali carichi elevati. Ecco qui sotto quelle che riteniamo le migliori bilance pesapersone in commercio e che abbiamo scelto di vendere sul nostro sito www.ippocrateshop.com

SECA 761 BILANCIA MEDICALE MECCANICA

La prima proposta è la bilancia medicale meccanica di Seca. Abbiamo scelto di vendere principalmente prodotti di questo marchio poiché si tratta senza alcun dubbio del leader nel settore delle bilance professionali, imbattibile riguardo a precisione e affidabilità. Questa bilancia meccanica Seca 761 è una omologata in classe III a grado medicale, perfetta quindi per tutti gli studi medici. Si tratta forse della bilancia meccanica più famosa e riconoscibile dell’azienda, dotata di un largo pianale di pesata coperto da un tappeto antiscivolo sicuro ed un quadrante a orologio comodamente leggibile. La Seca 761 ha una graduazione di 1 kg ed una portata massima di 150 kg. La bilancia pesa solo 3,5 kg il che la rende molto comoda e facilmente trasportabile da uno studio all’altro del centro medico in caso di bisogno.

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BILANCIA MEDICALE SECA 711 CON ALTIMETRO

La bilancia Seca 711 con altimetro è la versione più precisa e sviluppata della precedente bilancia meccanica 761, questo modello infatti è anche dotato di altimetro per permettere la misurazione dell’altezza del paziente mentre lo si pesa. L’altimetro misura dai 60 cm ai 200 cm di altezza e rende la bilancia una perfetta stazione di valutazione delle caratteristiche antropometriche del paziente. Acquistandola si avrà uno strumento duraturo, affidabile e completo per il proprio studio medico.

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SECA BILANCIA PESAPERSONE DIGITALE DA TERRA

L’ultima bilancia che vi proponiamo è sempre del marchio Seca ma si tratta in questo caso di una bilancia digitale, dal prezzo sicuramente più contenuto, ma comunque caratterizzata da un alto livello di precisione. La bilancia pesapersone digitale SECA da terra è dotata di uno schermo LCD, è piccola e robusta, con un design accattivante ed è completamente automatica, si attiva infatti nel momento in cui ci si sale e si spegne quando si scende.

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Audiometro

Che cos’è l’audiometro?

L’audiometro è uno strumento medicale utilizzato per indagare la capacità uditiva del paziente e diagnosticarne eventuali carenze e problematiche.

Come si svolge un esame con audiometro?

L’esame audiometrico deve svolgersi in un ambiente silenzioso e consiste nell’inviare al paziente, tramite cuffie o archetto per la via ossea (più avanti spiegheremo le funzionalità di questi due accessori dell’audiometro) degli impulsi uditivi a diverse frequenze e toni a cui il paziente, al momento dell’acquisizione dell’impulso, deve reagire premendo il tasto del risponditore paziente (anche questo verrà mostrato più avanti nel dettaglio), in questo modo il medico riuscirà a conoscere la soglia uditiva della persona visitata registrando impulsi e risposte in un grafico che servirà poi ad effettuare la diagnosi e comporre il referto audiometrico.

Chi utilizza l’audiometro?

L’audiometro viene utilizzato principalmente da medici audiometristi o medici competenti.

Come è fatto un audiometro?

L’audiometro è normalmente composto dal corpo audiometrico, ovvero l’apparecchio vero e proprio che può avere moltissime funzionalità e dimensioni, qui sotto alcuni esempi:

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Dalle cuffie, che si collegano all’audiometro e servono per inviare gli impulsi sonori al paziente e misurare il suo udito per via aerea, quindi per misurare percezione uditiva che avviene attraverso i padiglioni auricolari. Qui sotto alcuni esempi di cuffie:

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Dal risponditore paziente che è normalmente composto da un tubo collegato con un cavo all’audiometro e dotato di un tasto che il paziente è invitato a premere nel momento in cui sente un impulso uditivo.

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(Opzionale) Dall’archetto per la via ossea che misura l’udito per via ossea ovvero attraverso la vibrazione del processo mastoideo dell’orecchio che arriva direttamente al nervo acustico.

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Quali esami specifici si possono svolgere con un audiometro?

Con l’audiometro è possibile eseguire diversi tipi di test audiometrici in particolar modo:

Audiometria Tonale

Audiometria che consente di determinare la sensibilità uditiva di una persona nei confronti dei suoni e che può essere effettuata per via aerea oppure per via ossea utilizzando i due diversi supporti (cuffie e archetto per la mastoide). Generalmente, l’esame inizia con un test sulla percezione delle frequenze acute (da 2.048 Hz fino a 8.192 Hz) e poi delle frequenze gravi (da 512 Hz a 128 Hz). Durante l’esame, il paziente deve alzare la mano o schiacciare il tasto del patient responder per confermare di avere percepito il suono.

Audiometria Vocale

Audiometria che consente di individuare la capacità del paziente di comprendere le parole pronunciate. Gli stimoli vocali possono essere inviati al paziente in cuffia ma anche senza e si tratta da stimoli composti da diverse parole, pronunciate dall’esaminatore oppure registrate, che devono essere ripetute dal paziente.  Generalmente si comincia da parole a forte intensità e si passa a intensità diverse per determinare quali sono le parole comprese e qual è la loro intensità. I dati sono convertiti in una percentuale e inseriti in un grafico che prende il nome di audiogramma vocale.

Audiometria ad Alte Frequenze

L’audiometria ad alte frequenze, serve per individuare la soglia uditiva del paziente per suoni ad alte frequenze, quindi superiori ai 8.192 Hz. Questo tipo di esame viene utilizzato nella ricerca di acufeni ad alta frequenza, nello studio di farmaci ototossici o nella ricerca di danni provocati da traumi acustici. L’esame infatti richiede attrezzature speciali, in particolar modo delle cuffie particolari, adatte all’emissione di queste frequenze.

Test di Weber

Un test che serve a riconoscere la lateralizzazione dell’udito che è un problema che riguarda la presenza di una diversa sensibilità e sviluppo di uno dei due padiglioni auricolari.

Che tipo di audiometri esistono in commercio?

Esistono molte tipologie di audiometri in base alle dimensioni e alla loro funzionalità, qui sotto vi facciamo un elenco dei migliori audiometri in vendita su Ippocrateshop in base alle loro caratteristiche:

AUDIOMETRO COMPLETO PORTATILE E USB CON VIA AEREA E VIA OSSEA OTOWIN

Questo è l’audiometro più completo e versatile che possiate trovare. Otowin effettua tutti i tipi di test necessari: tonali con via aerea e via ossea e test di Weber. Inoltre Otowin ha delle dimensioni davvero ridotte che ne permettono una facile trasportabilità. Otowin è un audiometro portatile con ampia memoria che permette di registrare direttamente nell’apparecchio moltissimi test audiometrici, ma può anche essere collegato al pc e con il suo software in dotazione diventare comodamente un audiometro USB. Tutte queste caratteristiche sono completate dal fatto che Otowin è dotato di un software compatibile sia con pc windows che con Mac Ios, una vera rarità nel mondo delle apparecchiature elettromedicali.

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AUDIOMETRO PORTATILE CON VIA AEREA E VIA OSSEA SIBELSOUND 400-AOM

Il sibelsound 400-AOM è un dispositivo audiometrico portatile, quindi in grado di registrare i test direttamente sull’apparecchio. Si tratta di un dispositivo perfetto per il medico competente che non vuole eseguire solo un semplice screening con via aerea ma ricerca uno strumento dotato anche di archetto per il processo mastoideo. Con l’ampia memoria, il software in dotazione e il cavo USB incluso nel prezzo, inoltre, il sibelsound 400-AOM funge anche da audiometro USB.

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AUDIOMETRO PORTATILE AUDITEST DI ELECTRONICA TECHNOLOGIES

Auditest dell’azienda francese Electronica Technologies è l’audiometro portatile più piccolo in commercio con un peso di soli 112 g ed alimentazione a batteria. Auditest nasce per l’audiometria tonale per via aerea ed è perfetto per lo screening normalmente effettuato dal medico competente. Con una gamma di 11 frequenze ed un livello sonoro regolabile da -10 a 100 dB in scala da 5 dB e le cuffie Sennheiser con isolamento, questo apparecchio risulta davvero conveniente e versatile ma anche sicuro ed affidabile nella diagnosi.

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Breve storia dell’elettrocardiografo, dei suoi incredibili inventori e dei suoi continui sviluppi

L’elettrocardiografo è un apparecchio davvero affascinante, forse uno dei dispositivi medicali più affascinanti e interessanti che ci siano. L’idea di poter tracciare su un foglio i movimenti e gli impulsi del proprio cuore, quasi come se lo stessimo fotografando in quel preciso momento è molto suggestiva. La storia di Ippocrateshop è indissolubilmente legata all’elettrocardiografo, sia perché il nostro best seller indiscusso è proprio un ECG, cioè il contec 90, sia perché vediamo nelle possibilità offerte dallo sviluppo dell’elettrocardiogramma e dai suoi usi, in particolare negli elettrocardiografi portatili di ultima generazione, tantissime opportunità di diagnosi e uso. A questo riguardo ci saranno presto delle grandi novità, ma non possiamo ancora anticipare nulla 😊… Oggi, con questo articolo, abbiamo deciso di documentarci e ripercorrere con voi la storia degli incredibili inventori che hanno portato alla nascita dell’elettrocardiografo e di mostrarvi quali sono stati poi i suoi sviluppi grazie ad alcuni interessanti prodotti presenti sul nostro sito.

Carlo Matteucci: un geniale talento tutto italiano.

Carlo Matteucci è stato un fisico e fisiologo italiano, attivo nell’800. A lui si deve la dimostrazione dell’attività elettrica del cuore.
Matteucci nacque a Forlì il 20 giugno 1811, laureatosi giovanissimo in fisica a Bologna Matteucci inizia subito a cimentarsi con svariati esperimenti scientifici in ambito fisico e fisiologico. Nel 1842 pubblicò i risultati delle sue sperimentazioni con la “pila muscolare” (una colonna di segmenti di muscolo) della rana mentre nel 1844 descrisse nel suo trattato di elettrofisiologia l’attività elettrica della muscolatura cardiaca, dimostrata utilizzando una “pila muscolare” di cuore di piccione. Grazie a queste pubblicazioni a Matteucci va il merito di aver scoperto per primo la corrente muscolare, ossia il fenomeno elettrico connesso allo sforzo muscolare e in particolare all’attività specifica cardiaca.
Una scoperta come questa, senza contare altre importanti ricerche che hanno ispirato gli studi di Faraday sull’elettrolisi, avrebbe potuto avere sicuramente più risonanza di quella che in realtà è stata riservata a un personaggio geniale ma poco conosciuto come Matteucci, questo perché la mancanza di fondi ha portato Matteucci a non disporre di strumenti e tecniche all’avanguardia e a rendere sicuramente meno credibili le sue affermazioni. Il lavoro artigianale e precario però non ha fermato l’ingegnosità dello scienziato: Matteucci ha lavorato in un primo tempo in un locale della propria abitazione forlivese e poi nel laboratorio dell’ospedale di Ravenna e nel suo lavoro si avvalse di strumenti da lui stesso costruiti, quali, ad es., la già citata pila formata da muscoli di rana collegati fra loro.

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Willem Einthoven: il primo elettrocardiogramma

Willem Einthoven nacque a Semarang sull’isola di Giava, in Indonesia, allora territorio olandese, nel 1860. Frequentò l’università di medicina a Utrecht e ben presto iniziò i suoi studi e le sue sperimentazioni nel campo della fisiologia. Il suo interesse venne catturato dallo studio del cuore e in particolare dalle sue funzioni elettriche. L’intuizione di Einthoven fu quella di utilizzare il galvanometro, strumento di misura per la corrente inventato da Luigi Galvani, in ambito medico, per registrare i movimenti del cuore. Il galvanometro ovviamente doveva essere modificato per servire a questa funzione, diventare molto più sensibile. Ci vollero 3 anni di esperimenti e ricerche per poter ottenere questo risultato ma finalmente nacque il primo elettrocardiografo della storia che valse ad Einthoven il premio nobel per la medicina nel 1924. All’epoca però l’elettrocardiografo era un apparecchio di dimensioni molto ingombranti utilizzabile esclusivamente negli ospedali e solo con il passare del tempo e i continui perfezionamenti tecnologici è potuto diventare lo strumento diagnostico portatile, versatile e affidabile che conosciamo ora. Qui sotto vedete un disegno dell’epoca di Einthoven dei primi elettrocardiografici mentre nei prossimi paragrafi vi faremo vedere lo sviluppo scientifico dove è riuscito ad arrivare mostrandovi alcuni dei migliori ecg in vendita nel nostro negozio.

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ECG 90A di contec: il più piccolo sul mercato

Il nostro best seller in assoluto, un vero must, conosciuto da tutti i medici e utilizzatissimo grazie alle dimensioni ridotte, la comodità ma anche l’affidabilità, si tratta infatti di un ECG a 12 canali con touch screen e stampante integrata. Chissà se Einthoven avrebbe mai pensato che il suo strumento sarebbe potuto arrivare ad avere queste dimensioni.

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L’ultimo arrivato in casa Ippocrate: il PC-ECG interpretativo più economico sul mercato, il CS180 di Beneware

Naturalmente con l’avvento dei computer anche la tecnologia degli elettrocardiografi si è dovuta adattare e ha potuto sfruttare le possibilità offerte dalla rete e dai processori di ultima generazione, ecco quindi che sono nati i pc-ecg. Qui vi proponiamo l’ultimo modello aggiunto sul nostro sito: il cs180 di Beneware, il pc-ecg interpretativo più economico sul mercato. Si tratta di un pc-ecg completo, con interpretazione automatica dell’esame, analisi spettrale dell’elettrocardiogramma, alta frequenza, dispersione del QT e stampa personalizzata, il tutto a solo 799 euro.

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Gli ultimissimi sviluppi teconologici nel campo dell’eletttrocardiografia: il mini pc-ecg smartcardio

Anche questo è un altro grande successo del nostro sito: un mini ecg per smartphone palmare che permette di inviare il proprio tracciato in tempo reale direttamente al medico. La telemedicina è infatti ormai una realtà che permette di annullare le distanze tra medico e paziente. Il mini ecg Smartcardio semplifica il lavoro del cardiologo e tranquillizza il paziente sapendo che il suo cuore è sempre controllato, Noi di Ippocrateshop crediamo fermamente che è in questo senso che lo sviluppo dei prossimi ecg si stia muovendo e che la telemedicina sia la scienza del futuro e per questo motivo siamo alla ricerca continua di nuovi apparecchi che possano aiutare i medici a portarla avanti.

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Continuate a seguirci per sapere quali altri incredibili sviluppi ci riserverà l’elettrocardiografo.

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Arriva sul mercato un nuovo audiometro per il medico competente: Otowin! Portatile, USB, con via aerea e via ossea, compatibile sia con i pc windows che con Mac (OSX). Una novità attesa da molti!

audiometro portatile usb compatibile con OSX e windows Otowin

Era ormai da molto tempo che ricevevamo richieste per nuovi audiometri che potessero soddisfare le esigenze dei nostri numerosi clienti che si occupano di medicina del lavoro. Le richieste e le caratteristiche per questo nuovo prodotto erano chiare: un dispositivo portatile dalle dimensioni ridotte, un apparecchio versatile che potesse funzionare sia collegato al PC che come stand-alone, un’ampia memoria in modo da poter effettuare e immagazzinare visite per tutto il giorno,  un audiometro che funzionasse sia con via ossea che con via aerea per poter realizzare test audiometrici diversi e più precisi e infine un prodotto con un occhio alla convenienza  che per noi era indispensabile. Siamo orgogliosi di potervi quindi presentare Otowin che soddisfa tutte queste esigenze e non solo, Otowin infatti è l’unico audiometro venduto su Ippocrateshop compatibile sia con Windows che con Mac.

La ricerca non è stata facile, abbiamo vagliato moltissimi modelli e testato diversi prodotti e alla fine la nostra ricerca si è conclusa con il marchio Echodia che ci ha pienamente convinto per la sua storia, per la precisione tecnica dei suoi dispositivi, per l’innovazione dei suoi apparecchi, per la facilità di utilizzo del prodotto e per la professionalità dei suoi collaboratori. Echodia è un’azienda francese nata nel 2009 a Clemont-Ferrand specializzata nella diagnostica ORL. Il marchio nasce dall’incontro fra il presidente dell’azienda Thierry Hassoun e Paul Avan, professore presso l’università di medicina di Clemont-Ferrand nel laboratorio di biofisica sensoriale. Il forte legame con la ricerca è evidente nella tecnologia innovativa del prodotto ma anche nella facilità di utilizzo che permette di effettuare test velocemente e in modo semplice e intuitivo. L’azienda Echodia è inoltre particolarmente specializzata nella medicina del lavoro, professione molto sviluppata in Francia dove i test audiometrici vengono effettuati anche nelle scuole e quindi il prodotto Otowin ci è parso subito perfetto proprio per il medico competente.

Prima di trovare Otowin abbiamo testato diversi prodotti ma nessuno di questi soddisfaceva le nostre richieste, che poi sono quelle dei nostri clienti. Abbiamo trovato diversi prodotti portatili e USB ma senza la possibilità di effettuare test con l’archetto per via ossea. Abbiamo trovato prodotti specifici e innovativi ma con un prezzo e una richiesta di investimento troppo alto per l’uso che noi abbiamo in mente tipico del nostro cliente. Abbiamo trovato poi prodotti completi e all’avanguardia ma davvero poco intuitivi, con delle interfacce non chiare e per niente efficienti. Nessun prodotto sembrava andare bene finché non abbiamo conosciuto l’azienda Echodia a una fiera di prodotti medicali. Ci hanno colpito subito la disponibilità e la professionalità dei collaboratori dell’azienda che sono stati in grado di rispondere a tutte le nostre domande tecniche e incredibilmente specifiche. La comunicazione è poi continuata una volta tornati in ufficio dove abbiamo potuto testare il prodotto più volte rimanendone davvero colpiti. Sono poi seguite settimane intense in cui, grazie anche all’aiuto di tutto il personale di Echodia siamo riusciti a tradurre il software, ad aggiornare il manuale di istruzioni, a creare video, foto e descrizioni per avere tutto pronto per il lancio del prodotto che finalmente è avvenuto oggi. Siamo molto orgogliosi di lanciare in esclusiva per la prima volta in Italia questo prodotto e vi consigliamo davvero di guardare i video e leggere la nostra scheda tecnica.

Otowin è un audiometro piccolo e molto maneggevole, le sue dimensioni sono: 10,9 x 8,9 x 3 cm, con un peso di solo 253 grammi.

corpo audiometro portatile usb per pc e mac otowin

 

 

 

 

 

 

Le cuffie in dotazioni sono le Peltor 3m, le migliori sul mercato, con un isolamento acustico eccellente, testato e raccomandato da noi personalmente.

cuffie peltor 3m audiometro portatile usb con via aerea e via osse otowin

 

 

 

 

 

 

L’interfaccia sia per l’audiometro stand-alone che per il software sul pc è davvero facile e intuitivo

inserimento anagrafica paziente con audiometri otowin

Otowin modalità manuale per via aerea agendo sui tasti

 

 

 

 

 

 

e per ogni dubbio verrà comunque fornito un manuale d’istruzioni in italiano. Inoltre, caratteristica che davvero ci ha colpito, è la compatibilità con i dispositivi OSX. La possibilità di usare un dispositivo medicale sul proprio portatile o computer fisso Mac è davvero rara, spesso i medici sono costretti a utilizzare i software medicali su simulatori di Windows, con conseguente rallentamento delle funzionalità. Molto spesso ci è stata posta la domanda sulla compatibilità di un determinato prodotto e troppo spesso la nostra risposta è stata negativa, quindi è anche per questo che Otowin ci ha convinto. Speriamo infatti che possa essere il primo di numerosi prodotti compatibili con tutti i sistemi operativi dei computer dei nostri clienti che potremo aggiungere su Ippocrateshop.

Per avere ulteriori informazioni sul prezzo, per poter guardare i video dettagliati sul funzionamento dell’audiometro, per leggere la scheda tecnica e osservare le foto del prodotto, cliccate qui sotto:

https://www.ippocrateshop.com/audiometri-echodia/460-otowin-audiometro-portatile-per-pc-e-mac-con-via-aerea-via-ossea-e-mascheramento.html

Ippocrate, padre della medicina moderna e non solo

<<Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza>> Ippocrate di Kos, 460 a.C. – 377 a.C.

Ippocrate è da tutti considerato il padre della medicina moderna, colui che per primo ha liberato la medicina dall’aura di stregoneria e magia che gli erano legate e ha iniziato la sua trasformazione in una scienza empirica, basata su fatti e osservazioni. Per questo motivo abbiamo scelto proprio lui come simbolo del nostro sito e del nostro blog.

Hippocrates

Informandoci e leggendo testi sulla sua vita e le sue opere siamo rimasti molto affascinati da questa figura non così tanto conosciuta che per certi versi e in certe sue affermazioni risulta più moderna dei moderni, un vero pioniere della medicina e precursore della scienza così come noi la conosciamo. Oggi in questo articolo vogliamo condividere con voi alcune di queste piacevoli scoperte che ci hanno sorpreso e affascinato e che oltre a farvi conoscere questo importante personaggio potranno raccontarvi anche qualcosa in più su di noi e su quella che consideriamo la missione di Ippocrateshop.

carte

Ippocrate nasce a Kos, isola greca vicina al confine turco, nel 460 a.c. circa, nella piccola Kefalos, capitale dell’isola. Ippocrate è di stirpe nobile, proveniente da una delle più importanti famiglie del territorio, gli Asclepiadi, i cui membri ritenevano di discendere direttamente da Asclepio, dio della medicina. Tutti i parenti e antenati di Ippocrate si sono dedicati all’arte medica, tramandando insegnamenti e riti e occupandosi del tempio della divinità dove i pellegrini si recavano a portare sacrifici e doni, fra cui delle statuette rappresentanti i loro organi malati per pregare Asclepio di guarirli. Ecco quindi che Ippocrate cresce fra scaffali ripieni di riproduzioni di organi e in una famiglia di medici dediti alla cura e alla guarigione. I parenti di Ippocrate però non si potevano certo considerare scienziati, essi infatti erano più che altro i sacerdoti del dio Asclepio e credevano che le malattie fossero inviate dagli dei dell’olimpo agli esseri umani e che per curarle bastasse pregare le varie divinità e offrire loro sacrifici. È vero che non mancavano però rimedi naturali, fasciature, bendaggi, tisane ed erbe medicinali. Queste tecniche però non erano considerate scientifiche, bensì erano ritenute delle vere e proprie arti magiche ed erano profondamente intrise di credenze soprannaturali e superstizioni.

Ippocrate viaggia molto, in Grecia e in Egitto, dove incontra altri medici, scopre nuove tecniche, legge e studia trattati medici e filosofici e si convince sempre di più che le malattie non sono fenomeni divini, ma episodi naturali spiegabili razionalmente e che una volta capiti realmente, potrebbero essere curati con più efficacia. Questa è l’intuizione che rivoluzionerà per sempre la storia della medicina occidentale.

Di ritorno dai suoi viaggi Ippocrate fondò a Kos un vero e proprio ambulatorio con annessa farmacia che divenne presto famoso in tutta la Grecia. Da lui si recavano i malati per essere guariti ma invece di offrire sacrifici agli dei, i pazienti pagavano Ippocrate con quello che riuscivano a permettersi: denaro ma anche animali, cibo, vino…questo ovviamente suscitò critiche, invidie e perplessità e Ippocrate pare sia stato costretto a lasciare la sua isola e diventare medico itinerante. La sua fama però si era ormai diffusa e i suoi servigi vennero richiesti da molti personaggi nobili e importanti che lo portarono a viaggiare per tutta la Grecia. Durante i suoi pellegrinaggi Ippocrate continuò a osservare, studiare, scrivere e insegnare, egli infatti aveva ormai molti discepoli. Alcuni dei suoi scritti sono per fortuna giunti fino a noi e ci mostrano le sue idee e le sue intuizioni nei più svariati campi, alcune di queste sono davvero rivoluzionarie e possono tuttora insegnarci molto.

Ippocrate e le fondamenta dell’ecologia

Ippocrate nelle sue attente osservazioni formulò una teoria secondo la quale l’ambiente influenza lo stato di salute degli uomini. In particolar modo dove esiste un ambiente equilibrato tra caldo e freddo, tra secco e umido e dove l’acqua e l’aria sono pulite, le persone sono più sane. Si tratta della prima osservazione del fatto che l’uomo è parte di un ecosistema che egli influenza e dal quale viene influenzato. Osservazione che per alcuni potrà sembrare banale ma che nel dodicesimo secolo avanti Cristo doveva essere stata davvero rivoluzionaria soprattutto se si pensa che ancora oggi non sembra essere entrata del tutto nella coscienza delle persone.

Prime nozioni sull’importanza dell’igiene nella cura delle malattie

Ippocrate divenne famoso anche grazie a un suo importantissimo intervento ad Atene nel 429 a.C.. Egli infatti riuscì a debellare la peste che attanagliava la città decimandone la popolazione. All’epoca si conosceva molto poco sulla peste e sulle sue cause e fu soltanto con l’avvento dei microscopi che si poté identificare il microbo causa del contagio e riuscire a fermare il morbo per sempre. Ippocrate però, senza le nozioni di biologia e chimica moderne ma solo grazie all’osservazione di sintomi e ambiente riuscì a capire qual era la strada giusta per eliminare la malattia. Ippocrate infatti osservò che la malattia proliferava nella sporcizia, mentre ad esempio i fabbri che lavorano a stretto contatto con il fuoco e in generale gli abitanti dei quartieri dove le acque e le strade erano più pulite, molto raramente si ammalavano. Ecco quindi che su consiglio di Ippocrate i corpi delle vittime ma anche gli oggetti personali dei malati vengono bruciati e che si comincia a raccomandare l’igiene personale, la pulizia delle case e delle strade e che la peste viene così vinta.

La medicina non è separata dall’etica: il giuramento

Tutti conoscono il giuramento di Ippocrate, formula di intenti che per molto tempo è stata pronunciata dai medici una volta abilitati alla professione. Il giuramento mostra come per Ippocrate la medicina non debba essere separata dall’etica e dalla filosofia, la medicina deve essere praticata con il solo scopo di migliorare la vita degli uomini, senza interessi personali e ricerca di profitti. Un concetto puro e ammirevole, anche questo molto moderno ma forse spesso dimenticato, un ideale che andrebbe sempre seguito e tenuto a mente. Al centro del pensiero e della cura di Ippocrate non c’è la malattia, trattata in modo asettico e impersonale, bensì l’uomo, nella sua integrità e totalità. Per effettuare una diagnosi accurata e per prescrivere una corretta cura Ippocrate osserva, studia e prende in considerazione tutti gli aspetti della vita del malato: cibo, attività fisica e mentale, ambiente e sintomi. Un approccio scientifico, empirico e ammirevole, il pensiero che ha portato l’umanità a evolversi, scoprire e migliorare sempre di più.

giuramento ippocrate

Ippocrate morì, si dice, nel 377 a.C. all’età di 83 anni, traguardo incredibile per il tempo. I suoi discepoli continuarono a seguire, tramandare e migliorare i suoi insegnamenti fino ad oggi. Si può infatti senza dubbio dire che Ippocrate abbia aperto la strada a tantissime scoperte e rivoluzioni scientifiche ma soprattutto egli ha insegnato un metodo, un modo di pensare a cui noi di Ippocrateshop ci sentiamo molto vicini. La cura del malato è una missione e una scienza; il raggiungimento del benessere si può ottenere solo osservando la realtà che ci circonda, avvalendosi di strumenti scientifici, potendo effettuare diagnosi accurate e affidabili e nel nostro piccolo, attraverso il nostro negozio online, con spedizioni in tutta Italia e grazie alla ricerca in tutto il mondo dei migliori e più avanzati apparecchi medicali noi speriamo di poter collaborare al meraviglioso lavoro della professione medica che serve a rendere migliore la vita delle persone. Chiudiamo questo articolo con le nostre parole preferite del grande medico e filosofo che vedete tutti i giorni raffigurato nel nostro logo e che speriamo ora apprezziate un po’ di più anche voi:

<<Se c’è amore per l’uomo, ci sarà anche amore per la scienza.>> Ippocrate di Kos, 460 a.C. – 377 a.C.

Rilasciato un nuovo software per ECG 90A

Da oggi è disponibile un nuovo aggiornamento software per ECG 90A che risolve il problema che alcuni clienti hanno riscontrato nel momento in cui cercavano di stampare l’esame elettrocardiografico tramite PC.

nuovo software per ecg 90A versione 1.3.6
nuovo software per ecg 90A versione 1.3.6

Con il nuovo aggiornamento di Windows il software ECG Synchronous, programma dato in dotazione con l’elettrocardiografo ECG 90A, ha manifestato alcuni problemi in fase di stampa. Grazie all’aggiornamento questo bug è stato risolto e potrete continuare ad utilizzare il vostro elettrocardiografo come un PC-ECG senza interruzioni del programma nel momento in cui lanciate la stampa.

Vi consigliamo di fare un backup di tutti gli esami registrati con il vostro ECG 90A collegato a PC, disinstallare il software ed installare il nuovo programma che vi invieremo.

Se non avete riscontrato alcun problema continuate ad utilizzare il vecchio software mentre, se effettivamente, la stampa degli elettrocardiogrammi fatti con ECG 90A in modalità pc-ecg vi risulta impossibile contattateci alla mail info@ippocrateshop.com e vi invieremo il nuovo aggiornamento

 

A cosa serve il gel per ecografia ed i suoi strani usi alternativi

Ti sei mai chiesto a cosa serve il gel per ecografia che i medici ti spalmano in quantità abbondante quando ti rechi in studio per effettuare una visita?

Quel gel freddo ed appiccicoso non è una punizione frutto del sadismo dell’ecografista ma ha una funzione chimico-fisica importante durante un esame svolto con un ecografo.

gel per ecografi ed ultrasuoni e...molto altro
gel per ecografi ed ultrasuoni e…molto altro

Funzione di accoppiamento e aumento della conduttività degli ultrasuoni attraverso la pelle ed i tessuti sottostanti

La prima risposta alla domanda “ a cosa serve il gel per ecografia ” è: aumenta la conduttività degli ultrasuoni attraverso il derma ed i tessuti sottostanti e annulla la resistenza opposta dall’aria alla loro propagazione.

L’aria non è un buon conduttore per le onde meccaniche sonore, oppone una certa resistenza che va annullata in modo da poter effettuare un’ecografia con un’immagine chiara e facilmente leggibile.

a cosa serve il gel per ecografia ? aumento dell conducibilità degli ultrasuoni
a cosa serve il gel per ecografia ? aumento dell conducibilità degli ultrasuoni

Lo strato corneo del derma, quello più superficiale, ha una sua secchezza fisiologica e dove c’è una scarsa idratazione vi sono delle piccole bolle d’aria che rendono più complicato alla sonda ecografica la sua funzione di invio e ricezione degli ultrasuoni al fine di ricostruire l’immagine dei tessuti e degli organi che si vogliono esplorare.

E’ facile intuire che il gel per ecografi ed ultrasuoni debba contenere una sostanza che svolga questa funzione diciamo “umettante”, ed ecco che appare lui, il Glicole Propilenico.

Il Glicole Propilenico è una sostanza utilizzata in molti ambiti, lo si trova nei cosmetici, all’interno di alcuni cibi, nei lubrificanti intimi (dopo ne parleremo) ed appunto nei gel d’accoppiamento per ecografi ed ultrasuoni.

a cosa serve il gel per ecografia ? La sua composizione
a cosa serve il gel per ecografia ? La sua composizione

Aumenta lo scorrimento della sonda sulla pelle

Altra funzione e seconda risposta al “ a cosa serve il gel per ecografia ” è: aumenta lo scorrimento della sonda sulla pelle.

a cosa serve il gel per ecografia ? Facilita lo scorrimento della sonda sulla pelle del paziente
a cosa serve il gel per ecografia ? Facilita lo scorrimento della sonda sulla pelle del paziente

E’ una funzione molto importante perché per poter studiare al meglio l’organo o il tessuto con l’ecografo il medico deve avere una visione generale, quindi sposterà molte volte la sonda facendola scorrere sulla pelle del paziente. Se non ci fosse il gel la pelle verrebbe tirata e contratta pregiudicando la propagazione delle onde sonore d’entrata e di ritorno, con una conseguente diminuzione della qualità dell’immagine elaborata dall’ecografo.

Quindi abbiamo capito che il gel per ecografi serve a migliorare l’accoppiamento tra sonda e pelle annullando le sacche d’aria presenti nello strato corneo del derma, aumenta la conduttività degli ultrasuoni e permette alla sonda di scorrere facilmente sulla pelle.

Per evitare che il gel “sgoccioli” ed il medico debba perdere tempo rimettendone altro durante l’esame, il composto deve essere leggermente appiccicoso e denso e questo non è un male anche per il paziente che non si troverà il gel sui vestiti alla fine dell’ecografia.

Esistono anche usi alternativi del gel per ecografi

Ebbene sì, per ora abbiamo risposto in modo preciso alla domanda a cosa serve il gel per ecografia, ma questo composto trova anche altre applicazioni ed alcune piuttosto curiose.

Utilizzo del gel per ecografi nell’ultrasuonoterapia

Il gel per ecografi può essere utilizzato anche nell’ultrasuonoterapia, il trattamento terapeutico che sfrutta l’effetto biologico-chimico che le onde meccaniche soniche hanno sui tessuti accelerando il metabolismo delle cellule, aumentando l’energia termica localizzata e stimolando il tono neuromuscolare.

Il gel aumenta anche nel caso della terapia ad ultrasuoni l’accoppiamento sonda pelle e la propagazione delle onde sonore verso il tessuto bersaglio.

Utilizzo del gel per ecografi come lubrificante intimo

Una volta ci arrivò una richiesta particolare da una nostra cliente che riporterò senza rivelarne il nome < mi stavo chiedendo se è possibile utilizzare il gel per ecografi ed ultrasuoni come lubrificante intimo, ho visto che costa meno rispetto a quelli che si trovano in farmacia e la ginecologa lo utilizza durante le ecografie transvaginali. Quindi dovrebbe andar bene>

Non nego che la cosa ci spiazzò, ma poi la curiosità prese il sopravvento ed andai a controllare la composizione di un lubrificante intimo della durex ed effettivamente la composizione era la medesima.

a cosa serve il gel per ecografia ? Un utilizzo alternativo, lubrificante intimo
a cosa serve il gel per ecografia ? Un utilizzo alternativo, lubrificante intimo

Ovviamente il lubrificante intimo in questione, a differenza del gel per ecografi ed ultrasuoni, ha un’essenza in aggiunta per renderlo più “invitante” ma per il resto le differenze sono pochissime.

Si può sempre imparare

 

 

Come scegliere gli elettrodi monouso per ecg, holter e prova da sforz

Prima di rispondere alla domanda < Come scegliere gli elettrodi monouso per ecg, holter e prova da sforzo > dovremmo capire quali sono le caratteristiche che cerchiamo da questi consumabili e che tipo di dispositivi medicali abbiamo nel nostro studio.

Cerchiamo quindi di fare un riassunto, controlliamo che tipo di cavo paziente è collegato al nostro elettrocardiografo, quali peculiarità devono avere gli elettrodi monouso che utilizziamo durante i test da sforzo ed il grado di conducibilità nel tempo che dovranno avere quelli che applichiamo per registrare un holter cardiaco sulle 24-48 ore.

Elettrodi monouso per ecg a riposo, holter e prova da sforzo, cosa li contraddistingue?

La qualità di un elettrodo monouso va valutata in base alla traccia elettrocardiografica che è in grado di registrare e fornire al medico che dovrà successivamente leggerla, interptretarla ed infine refertarla. La qualità della traccia a sua volta è data dalle caratteristiche intrinseche dell’elettrodo che si utilizza.

E’ normale che la traccia di un esame holter abbia una qualità inferiore se registrata con elettrodi monouso per ecg o per prova da sforzo, perché il monitoraggio cardiaco a lungo termine necessita di elettrodi con caratteristiche differenti da quelli utilizzati per brevi monitoraggi.

Esistono dunque elettrodi con caratteristiche uniche, a livello elettrico e funzionale, indicate per ognuna delle 3 tipologie di esame.

Caratteristiche funzionali degli elettrodi monouso per ecg a riposo

Gli elettrodi monouso per ecg a riposo richiedono una conducibilità immediata ed un collegamento al cavo paziente dell’elettrocardiografo che si adatti ai suoi terminali.

Caratteristiche necessarie per un test da sforzo al cicloergometro come l’impermeabilità e l’alta resistenza non sono indispensabili durante un elettrocardiogramma a riposo mentre l’adattabilità alle varie tipologie di cavi paziente è un requisito fondamentale per un elettrodo monouso per ecg.

Gli elettrodi monouso per ecg sono gli unici ad avere tipologie di attacchi differenti, non troveremo mai un holter con il cavo a banana mentre non è insolito vedere elettrocardiografi con terminali di questo tipo.

Esistono varie tipologie di elettrodi monouso per ecg a riposo e sono classificati in base alla tipologia di cavo paziente al quale si collocheranno:

Elettrodi monouso per ecg a fracobollo

Sono degli elettrodi che non presentano nessun terminale in testa e ricordano per la forma un francobollo, nascono per essere utilizzati con elettrocardiografi dotati di un cavo paziente con terminale a coccodrillo che si aggancia ad una linguetta che è l’unica parte dell’elettrodo senza adesivo.

elettrodi a fracobollo 3M
elettrodi a fracobollo 3M

 

Elettrodi monouso per ecg a baionetta

Elettrodi monouso per ecg con cavo paziente dotato di terminali a banana. Molto spesso si utilizzano elettrodi multiuso a pinza per la rilevazione delle derivazioni periferiche e questo tipo di elettrodi per quelle periferiche, in quanto, le pompette in dotazione con quasi tutti gli elettrocardiografi tendono a staccarsi ripetutamente durante l’esame ecg.

elettrodi 3M RED DOT a baionetta
elettrodi 3M RED DOT a baionetta

 

Elettrodi monouso per ecg a bottone

Sono gli elettrodi monouso per ecg a riposo più utilizzati, presentano sulla faccia senza gel, quella non a contatto con la pelle del paziente, una protuberanza che si inserisce all’interno dell’incavo presente sul terminale del cavo paziente.

Caratteristiche funzionali degli elettrodi monouso per test da sforzo

A differenza degli elettrodi monouso per ecg a riposo, gli elettrodi per l’elettrocardiogramma sotto sforzo al cicloergometro o al tapis roulant hanno un collegamento esclusivamente a bottone che garantisce un’affidabilità ed una resistenza alla trazione maggiore.

Il collegamento a bottone evita che il terminale del cavo paziente si stacchi durante il test da sforzo e che ci siano “buchi di registrazione” nel tracciato elettrocardiografico della prova.

Oltre a questo gli elettrodi per test da sforzo richiedono un adesivo più performante che consenta un’adesione perfetta alla cute del paziente anche se umida, cosa ovvia durante uno sforzo con conseguente aumento della sudorazione.

Gli elettrodi monouso per test da sforzo dovrebbero essere dotati di un supporto plastico per renderli impermeabili ai fluidi e maggiormente resistenti alle forti trazioni che usualmente avvengono quando il paziente è impegnato a pedalare o correre.

Importante è anche la tipologia del gel solido utilizzato per la conducibiltà dei potenziali cardiaci, più spesso è e maggiore sarà la sua superficie di contatto sulla cute del paziente durante i movimenti.

Un buon elettrodo monouso per prove da sforzo restituisce al medico un tracciato ecg senza artefatti con una linea di base stabile e dei complessi QRS leggibili ed interpretabili. Se ciò non avviene vi conviene cambiare elettrodi o cavo paziente.

elettrodi per prova da sforzo 3M RED DOT
elettrodi per prova da sforzo 3M RED DOT

 

Caratteristiche funzionali degli elettrodi monouso per holter cardiaco

L’holter è un monitoraggio della funzionalità cardiaca sul lungo periodo, solitamente 24 ore, per questo richiede dei consumabili totalmente differenti dagli elettrodi monouso per ecg a riposo e prove da sforzo.

Gli elettrodi monouso per holter cardiaco devono necessariamente avere un gel conduttore che non diminuisca la sua funzionalità nell’arco della giornata così come deve avere un adesivo che possa rimanere saldamente a contatto con la pelle per tutta la durata del test.

Questa tipologia di elettrodi monouso sono dotati di gel e adesivo che sfruttano le peculiarità elettrolitiche della pelle e sono in grado di avere un’efficienza costante per tutta la registrazione del tracciato holter.

Partendo dal presupposto che l’elettrodo rimarrà attaccato al paziente per una giornata dovrà avere delle caratteristiche di ipoallergenicità che diminuiscano drasticamente le reazioni cutanee degli esaminati più predisposti. Solitamente gli elettrodi monouso per holter non contengono lattice di gomma ed il gel ha un basso contenuto di cloruri.

La qualità dell’elettrodo è importantissima ai fini della refertabilità di un esame holter, elettrodi di scarsa qualità con gel conduttore di pessima fattura rendono un esame illeggibile e impossibile da valutare.

La quasi totalità degli elettrodi monouso per holter hanno un collegamento a bottone a differenza degli elettrodi monouso per ecg

elettrodi monouso 3M per holter cardiaco
elettrodi monouso 3M per holter cardiaco

Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light

Oggi analizzeremo le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light, prima di farlo però elencheremo ciò che i due spirometri usb dell’azienda MIR hanno in comune.

MIR Minispir e MIR Minispir Light sono entrambi spirometri usb e non spirometri portatili, significa che i due dispositivi devono essere utilizzati collegati al PC e sfruttando un software nativo fornito al momento dell’acquisto. La forma è identica differisce semplicemente il colore ma l’ergonomia rimane invariata. Entrambi sfruttano un fotodiodo che permette la lettura del numero dei giri della turbina ed è in grado di trasformare il dato numerico in una misura di volume.

Elencato ciò che hanno in comune passiamo ad esaminare le differenze sostanziali lato Hardware, Software e diagnostico

Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light lato hardware, software e diagnostico

Abbiamo deciso di elencarvi le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light dal punto di vista hardware, software e diagnostico per spiegare al meglio le peculiarità di questi due spirometri usb.

Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light lato hardware

Per hardware intendiamo la componente fisica del sistema di elaborazione spirometrica e cioè lo spirometro usb vero e proprio.

le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light a livello hardware
le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light a livello hardware

Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light dal punto di vista hardware si possono riassumere nella colorazione differente, cosa ininfluente dal punto di vista diagnostico, e nella disponibilità di una turbina riutilizzabile nel MIR Minispir che manca nella dotazione del MIR Minispir Light.

Come posso svolgere dunque i miei esami con lo spirometro MIR Minispir Light?  Semplice, con le turbine monouso precalibrate FLOWMIR.

turbina monuso flowmir
turbina monuso flowmir

Alla luce di questo, ciò che cambia tra i due spirometri sono i consumabili che dovrete acquistare, con Minispir vi basterà acquistare i boccagli mentre Mir Minispir Light vi obbliga a comprare le turbine monouso che ovviamente hanno un prezzo differente.

Attenzione però a non considerare FlowMir come un palliativo del boccaglio, ma piuttosto paragonate la sicurezza dal punto di vista sanitario (protezione da virus e batteri) delle turbine monouso a quella data da un filtro.

Il boccaglio (senza l’utilizzo del filtro )  obbliga il medico a disinfettare la turbina ad ogni esame, mentre FlowMir, avendo turbina e boccaglio integrati, vi evita queste operazioni che a lungo andare compromettono l’ottimale funzionamento della turbina.

MIR MINISPIR    MIR MINISPIR LIGHT
Colore Arancio/Bianco Colore Verde Fluo/Bianco
Turbina riutilizzabile Utilizzabile solo con turbine monouso FlowMir

 

Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light lato software

MIR Minispir viene venduto con il noto software Mir WinspiroPro mentre MIR Minispir Light è equipaggiato con una versione rivista e leggermente meno completa dello stesso che prende il nome di MIR WinspiroPro Light.

Le differenze tra i software che equipaggiano in due spirometri usb sono riassumibili in

WinSpiroPro  WinspiroPro LIGHT
Funzione di ricerca paziente Nessuna funzione di ricerca paziente
Anagrafica paziente dettagliata Anagrafica paziente  semplice
Confronto tra visite precedenti Nessun confronto

Le differenze tra i due software si ripercuotono anche sul lato diagnostico, cosa che approfondiremo nel capitolo successivo e che riveste una grande importanza per i medici che andranno ad utilizzare uno spirometro piuttosto che l’altro

Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light dal punto di vista diagnostico

Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light dal punto di vista diagnostico sono il punto focale su cui si deve concentrare la vostra attenzione al fine di poter scegliere quale dei due dispositivi medicali usb acquistare, a seconda delle vostre esigenze e da ciò che chiedete ad uno spirometro.

Lo spirometro Mir Minispir permette di eseguire tutti i test di spirometria semplice a cui siete abituati: FVC, VC, MVV, test Post provocazione bronchiale con somministrazione di Metacolina e Post somministrazione di farmaci broncodilatatori. Con Mir Minispir Light invece potrete analizzare solo FVC e VC, mancano dunque MVV e test POST broncodilatatori e broncorestrittori

Test Spirometrici Effettuabili

MIR MINISPIR     MIR MINISPIR LIGHT
FVC, VC, MVV, Test PRE/POST FVC, VC

 

MIR Minispir analizza e riporta in stampa tutti i valori spirometrici più comuni mentre MIR Minispir Light prende in considerazione solo FVC, FEV1, FEV1%, FEV6, PEF, FEF25-75%, FIVC, Lung age, VC E IVC

Ovviamente entrambi mettono in rapporto percentuale i valori spirometrici registrati con i valori spirometrici normali riferiti a persone con peso/altezza/età/sesso corrispondenti.

Valori spirometrici analizzati e stampabili

MIR MINISPIR MIR MINISPIR LIGHT
FVC, FEV1, FEV1/FVC, FEV1/VC, PEF, FEF25, FEF50, FEF75, FEF25–75, Lung Age, Extrap. Volume, FET, FEV3, FEV3/FVC, FEV6, FEV1/FEV6, FIVC, FIV1, FIV1/FIVC, PIF, VC, IVC, IC, ERV, Rf, VE, VT, tI, tE, VT/tI, tE/tTOT, MVV FVC, FEV1, FEV1%, FEV6, PEF, FEF25-75%, FIVC, Lung age, VC E IVC
Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light a livello di valori spirometrici riportati dopo il test
Le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light a livello di valori spirometrici riportati dopo il test

Quale spirometro usb scegliere dopo che abbiamo esaminato le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light

Alla luce di tutto ciò che abbiamo riportato all’interno del post, le differenze tra gli spirometri MIR Minispir e MIR Minispir Light ora dovrebbero essere chiare e dovreste avere abbastanza informazioni per orientare la vostra scelta tra uno o l’altro dispositivo.

Per semplificarvi la cosa abbiamo deciso di riportare ciò che per noi sono i pregi ed i difetti dei due spirometri analizzati:

MIR MINISPIR

PRO   CONTRO
Turbina riutilizzabile   Maggiore manutenzione
Software WinspiroPro nella versione completa Costo d’acquisto più alto
Gamma test spirometrici eseguibili completa

 

 MIR MINISPIR LIGHT

PRO  CONTRO
Manutenzione ridotta Gamma test spirometrici ridotta
Semplicità ed immediatezza d’utilizzo Utilizzabile solo con turbine monouso
Costo d’acquisto più basso

 

 

 

 

Perché gli elettrocardiografi con stampante integrata utilizzano sempre una stampante termica ?

Vi sarete certamente accorti che tutti gli elettrocardiografi con stampante integrata utilizzano una stampante termica.

Questa caratteristica obbliga il medico ad acquistare della carta termica specifica, ad un prezzo sicuramente più alto della normale carta che utilizziamo con le comuni stampanti a getto d’inchiostro o laser. Ma perché questa scelta?

La stampante termica degli elettrocardiografi con stampante integrata: più veloce, più piccola ed economica

Ebbene si, il motivo è riconducibile ad un risparmio effettivo che poi andremo ad analizzare , ad una velocità di stampa sicuramente superiore alle normali stampanti laser o inkjet e ad un ridotto bisogno di spazio.

Prima di tutto, cos’è una stampante termica?

La stampante termica è un dispositivo dotato di una testina che aumenta la propria temperatura tramite delle resistenze e scalda le zone della carta dove deve essere impressa la scritta, il simbolo, il grafico o l’elettrocardiogramma nel caso specifico degli elettrocardiografi con stampante integrata.

Esistono 2 tipologie di stampanti termiche:
  1. Stampanti a trasferimento termico che si avvalgono dell’utilizzo di un RIBBON o nastro carbongrafico che una volta scaldato imprime su carta comune il segno
  2. Stampanti termiche dirette, ed è il caso delle stampanti degli ecg, che invece di utilizzare un RIBBON imprimono l’elettrocardiogramma su delle carte chimiche speciali denominate appunto carte termiche. Queste carte hanno la peculiarità di scurirsi a contatto con il calore, reazione dovuta alle sostanze chimiche con cui sono rivestite. Le stampanti termiche dirette raggiungono temperature meno elevate di quelle a trasferimento termico e ciò si traduce in un maggior risparmio energetico ed in una “vita lavorativa” più lunga.

La stampante termica degli elettrocardiografi con stampante integrata: più veloce che mai.

Le stampanti termiche dirette sono molto più veloci ad imprimere l’elettrocardiogramma su carta rispetto ad una comune stampante a getto d’inchiostro o laserjet.

Se ne sono accorti anche i baristi ed è per questo che stampano scontrini con questo tipo di stampanti. Immaginate le code che potrebbero generarsi in un bar di grande passaggio con una stampante normale verso le 8 del mattino quando ci sono più di 20 persone al bancone che bevono il caffè, pagano e ricevono lo scontrino in un tempo a volte inferiore ai 3 minuti.

Bene, trasferite tutto questo alla vostra professione, se gli ecg fossero dotati di una stampante a getto d’inchiostro potrebbe capitarvi di aspettare la stampa dell’elettrocardiogramma mentre il vostro paziente si è già rivestito ed è pronto per abbandonare lo studio

Gli elettrocardiografi con stampante integrata: la stampante termica ha bisogno di meno spazio per lavorare bene

Caratteristica che depone a favore delle stampanti termiche è la possibilità di svolgere egregiamente il proprio lavoro anche se le dimensioni della sua componentistica vengono ridotte notevolmente.

Pensate all’elettrocardiografo con stampante integrata ecg 90A cardiopocket: dimensioni ridotte, leggero, facilmente trasportabile, comodo da infilare nella valigetta e iniziare il proprio giro di visite, ok. ECG 90A non ci sarebbe se non esistessero le stampanti termiche.

Le dimensioni ridotte dell'ecg 90A con stampante termica integrata. Grande quanto una calcolatrice scientifica
Le dimensioni ridotte dell’ecg 90A con stampante integrata. Grande quanto una calcolatrice scientifica

Ciò che fa funzionare la stampante termica sono delle piccole resistenze poste in serie, ed è proprio l’aggettivo piccole che precede il sostantivo resistenze che permette di creare stampanti di ridotte dimensioni da inserire nei nostri ecg e trasformarli in elettrocardiografi con stampante integrata.

Riducendo invece le dimensioni di una stampante inkjet il dispositivo potrebbe smettere di compiere la funzione più importante: STAMPARE!!

Se anche lo facesse, grazie ad uno sforzo ingegneristico importante,  dovremmo caricare l’inchiostro ad ogni esame e a volte anche durante un singolo elettrocardiogramma in quanto il serbatoio per avere degli ecg sempre più piccoli sarebbe meno capiente di quello di una penna BIC.

La stampante termica rende gli elettrocardiografi con stampante integrata più economici

Quali sono i costi di esercizio di un elettrocardiografo? La carta, la carta e ancora la carta.

Ma se gli elettrocardiografi con stampante integrata fossero equipaggiati con una stampante a getto d’inchiostro?

Ci sarebbe un risparmio effettivo sulla carta. La carta usomano costa sicuramente meno di una carta termica che deve essere trattata chimicamente, ma quel risparmio andrebbe vanificato se rapportato al costo di una cartuccia d’inchiostro. E soprattutto, quante cartucce dovreste compare in un anno di elettrocardiogrammi? Non riesco neanche a calcolarle, ho provato ma i numeri iniziano a diventare importanti (superiamo le 3 cifre)

Ecco perché gli elettrocardiografi con stampante integrata adottano le stampanti termiche.